domenica 4 maggio 2025

1978 (Poesjemauw e Artemisia)

 

La mattina, appena alzata, liberavo Poesjemauw aprendo lo stanzino in cui passava la notte e poi le davo da mangiare. Poi in cucina preparavo il necessario per la colazione mettendo in tavola anche una grossa teiera. Dopo, quando la casa si era svuotata - i ragazzi a scuola e Pino al lavoro - lavavo i piatti, facevo i letti e pulivo la lettiera di Poesje posizionata nel bagnetto di servizio. Ogni sera cercavo la gattina nel letto di Jan o in quello di Sigrid, la prendevo e la mettevo nella stanzina ripostiglio chiudendo poi la porta. Dormiva lì dentro perchè una notte ha camminato sulla testa di Pino che, svegliato di soprassalto, ha gridato dallo spavento. Quando Sigrid e un'amichetta facevano i compiti sedute al tavolo nella stanza da letto, Poesje si metteva sul tavolo e controllava tutti i loro movimenti. Quando l'amichetta allungava la mano per prendere i colori o la gomma di Sigrid, Poesje le colpiva delicatamente la mano con la zampetta come a dire: lascia stare le cose di Sigrid! Nel 1979 ho scattato una foto di Sigrid addormentata con in braccio Poesjemauw. Diversi anni prima Jan mentre Jan giocava a pallone nella strada con gli amici una signora gli ha chiesto di buttare una busta in fondo alla via, in mezzo all'erba. Jan ha preso la busta e si è avviato ma, prima di buttarla ha voluto vederne il contenuto. C'erano due gattini nati da poco. Li ha subito portati a casa, da me: erano tenerissimi. Giusto in quel momento c'era una mia amica a prendere un te, Laura, che intenerita ha deciso di prenderne uno. Ha scelto quello completamente nero.  L'altro era bianco e nero e l'ho chiamato Poesjemauw  per via di una filastrocca olandese: Poesjemauw kom eens gauw - Ik heb lekkere melk voor jou - En voor mij rijstebrij - Oh wat heerlijk smullen wij (Poesjemauw vieni subito qui - io ho per te del buon latte - e per me pappa di riso - faremo una bella scorpacciata). La gattina l'ho nutrita dandole il latte tiepido col contagocce. Quando Jan era a casa mi dava una mano. Poi le ho dato gli omogeneizzati finchè ha cominciato a mangiare da sola. Era ghiotta di uova.

 https://www.youtube.com/watch?v=OQ8JLJ5IRQk 

In Olanda Sigrid e famiglia hanno una gattina di nome Gina che di notte ama dormire con Flaminia o con Sigrid. Quando sta da Sigrid, che dorme su un fianco, le tocca leggermente la spalla con una zampetta per dirle: "Girati" e quando Sigrid si gira ed è in posizione supina Gina si mette sopra di lei. Poesiemauw un tempo e Gina adesso fanno parte della famiglia, amate e coccolate.

Una volta alla settimana, di venerdì, venive la signora Artemisia che per tre ore puliva la casa e stirava. Prima del suo arrivo sbattevo i tappeti sul balcone, se c'erano David o Jan lo facevano loro. Mentre Artemisia iniziava a lavorare io andavo a piedi al mercato: o a quello di via Sabotino o a quello più lontano di via Andrea Doria. Facevo un bel carico perchè mangiavamo molta frutta e verdura. Tornata a casa cucinavo e all'ora di pranzo tutti a tavola ma prima portavo il vassoio col cibo di Artemisia nel soggiorno. Agli inizi, 4 o 5 anni prima, lei mangiava con noi a tavola, si sedeva sulla punta della sedia senza avvicinarsi al tavolo. Notavamo il suo disagio. La invitavamo a sedersi comodamente e a mangiare tranquillamente ma non c'era verso e alla fine ci ha chiesto il permesso di mangiare da sola. E' rimasta con noi un altro anno e poi è andata in pensione.


Sigrid e Poesjemauw


Gina




venerdì 2 maggio 2025

1978 ( il terreno)



Il 20 Febbraio dopo pallacanestro Sigrid ed io abbiamo preso i bus 391 e 23 per dare un'occhiata al negozio GAY a Piazza Risorgimento. C'era un vestito grigio che piaceva molto a Sigrid e le stava molto bene: l'abbiamo comprato. Il giorno dopo c'era la festa di compleanno della compagnetta Monica e Sigrid ha indossando quel vestito abbinandolo ad una camicetta bianca e a calzettoni bianchi. Nell'album di foto vedo che indossava lo stesso vestito quando siamo andate a trovare i suoi fratelli sul terreno di via Teulada dove giocavano a pallone con gli amici del quartiere. In quell'occasione ho scattato delle foto con la mia spartana e fedele macchinetta Kodac Instamatic.

 
 
 
Da sinistra: David, Sigrid, Jan, Mimmo, Stefano col fratellino Roberto, Manrico e Mario.

 
 
David sullo stesso prato in una foto recente

 
Questo piccolo lembo di campagna si trovava (e ancora si trova) tra via Teulada e Piazzale Clodio, sotto Monte Mario. In questo campo c'era anche uno stagno dove i bambini da piccoli giocavano con l'acqua, i girini e le rane. In tempi recentissimi un'associazione di abitanti di via Teulada si sta battendo affinchè la zona verde venga risparmiata dalla speculazione edilizia che vorrebbe invadere tutto con un centro commerciale. Diverse mamme, oltre me, negli anni '60 portavano i bambini a giocare su quel campo. Tutto questo fino al '78 circa, quando hanno aperto un parchetto giochi a via Gomenizza dove le mamme hanno cominciato a portare i figli. Pubblico qui la foto che ho scattato ai ragazzi, nel campo. Uno di loro, Stefano, con la sua famiglia abitava a via Faravelli, una stradetta non asfaltata che scendeva nei campi. Nella vecchia palazzina rossa al piano terra abitavano zia Genoveffa e zio Alfredo che nell'aia sotto casa avevano un pollaio con galline ruspanti. Ogni tanto gli portavo del pane secco per le galline e loro ci regalavano delle uova. 
 
La palazzina di via Faravelli com'è ora

 
Negli anni '60, primi '70 non c'era ancora la Strada Panoramica che avrebbe poi tagliato in due la vallata che dall'alto scende fino a piazzale Clodio. C'era un sentierino molto ripido e selvaggio che noi percorrevamo spesso. Ci portava fino al bar Zodiaco dove stanchi e felici gustavamo un bel gelato. I ragazzi erano svelti e agilissimi, io, in salita,  mi aiutavo aggrappandomi ai cespugli di ginestre. Quando Sigrid era piccolissima David la portava in spalla fin sulla cima. Con Pino e i ragazzi una volta abbiamo fatto un picnic a metà della salita, in una radura che noi chiamavamo La Prima Tappa. A volte assistevamo alla transumanza delle greggi che passando per via Teulada si dirigevano verso il monte: sembra passato un secolo. Quel lembo di natura era un angolo di paradiso, lo amavamo. Da anni ormai, per fortuna, la zona è protetta grazie all'istituzione di un parco naturale, il Parco di Monte Mario.
Alcune estati, come succede ancora oggi, il monte va a fuoco e addio vegetazione: piromani? cicche di sigaretta? O cos'altro ancora? Dal nostro balcone guardavamo con sgomento il monte in fiamme che poi, dopo l'intervento dei pompieri, da verde era divenuto grigio e fumante. Sigrid, bambinuccia, piangeva esclamando: "oh no, poveri alberi....."
Nel Gennaio del 1980 ci siamo trasferiti alla Balduina in una casa molto più grande. Prima eravamo alla base del monte, adesso eravamo sulla cima e vedevamo il parco da un'altra prospettiva.
 

Ginestra in fiore






Il campo visto da Monte Mario



La nostra casa a via Goiran vista dal monte


                                                         David a Monte Mario nel 2025


mercoledì 30 aprile 2025

1978 (il Mago Battista)

La mattina del 18 Febbraio al negozio La Parigina di Piazza San Silvestro, Pino ed io abbiamo comprato un paio di desert-boots per David, misura 46. Sigrid stava dalla nostra portiera Elena in compagnia delle sue bambine Claudia e Ivana che erano sue amichette (eravamo molto affezionati a Elena). Sigrid è tornata su alle 18:00, quando sono arrivati gli amici Correale: Sabatino, Wilma, sua madre e i figli Daniela e Antonio. Daniela aveva un anellino per Sigrid: erano molto amiche loro due. Wilma e la madre hanno portato la cena, preparata da loro, e alle 20:00 abbiamo mangiato tutti insieme con grande appetito. Il menù era polenta con salsicce (ancora non eravamo vegetariani). Io avevo in precedenza fatto l'impasto e Jan ha spadellato le frittelle olandesi, simili alle crepes: con grande abilità le roteava in aria facendole poi ricadere con precisione nella padella. Dopo cena i nostri ospiti sono rimasti a dormire a Roma dalla madre di Wilma per poi tornare da noi la mattina dopo. David e Jan sono andati allo stadio e hanno portato con loro Antonio. E' venuta a casa a giocare con le bambine la compagna di classe di Sigrid, Gisella. Nel tardo pomeriggio i Correale sono andati via. Io, con Gisella e Sigrid, ho cominciato a fare gli gnocchi con patate e farina. Si divertivano molto e quando è venuto il papà di Gisella, Pompeo, è rimasto una mezz'oretta a guardare come si impegnavano le bambine in cucina. 
Leggo nel mio diario che nei giorni precedenti si andava a cena da amici o si invitavano amici a cena qui da noi. Leggo nomi e cognomi ma non ricordo chi fossero queste persone. Però la cena del 7 Gennaio la ricordo bene e anche chi ci ha invitato: Antonio Battista detto il mago di Arcella, che ci è venuto a prendere con la sua Mercedes-Benz e ci ha portato sulla via Tuscolana dove si era fatto costruire un castello in stile moresco. Al pian terreno c'era un vasto negozio con spazio espositivo di mobili di tutti i generi. L'abitazione era al piano superiore e lì ci aspettavano la moglie, la loro bambina di cinque anni e il figlio che il mago aveva avuto dal suo primo matrimonio. C'era anche una coppia di coniugi: la moglie ci conosceva già perchè era la segretaria della scuola media Cola di Rienzo che David, a suo tempo, aveva frequentato. Siamo stati bene con la simpatica compagnia, la cena era ottima. Il mago Battista ci ha mostrato i quadri alle pareti, tra le tante opere c'era un'incisione di Rembrandt. Eravamo stupiti. Con il mago e i suoi familiari ci siamo frequentati ancora un paio di anni, poi ci siamo persi di vista. Da un pò di tempo David scrive per me i miei posts che gli detto seduta sul bordo del mio letto. Lui per curiosità ha cercato online notizie sul Mago Battista trovando alcune notizie che lo riguardano. Il mago è morto nel 2012 lasciando un grande patrimonio che ora gli eredi si stanno contendendo per vie legali.




martedì 29 aprile 2025

1978 (Le pagelle)

Il 16 Febbraio, dopo colazione, i ragazzi sono andati a scuola e Pino è partito per Avellino, toccata e fuga, giusto il tempo di vedere la madre e alcuni parenti. Io ho preso un autobus per passare un paio di ore con le amiche olandesi per un Koffieochtend (mattinata di caffè). Questa volta era a casa dell'amica Mieke ed eravamo in sette: Liesbeth, Paulien, Ireen, Dineke, Martha. Era molto piacevole passare un paio d'ore insieme chiacchierando del più e del meno. Per me era bello e importante parlare ogni tanto la mia lingua. Tornata a casa son venuti anche i ragazzi da scuola, Jan ha portato con se il compagno di classe Carlo Troilo. Abbiamo mangiato un piatto di pasta, un'omelette ripiena di cipolle, insalata e formaggio. David è arrivato con una pagella non proprio bella: quattro insufficienze, alcuni sei e qualche sette. Quando l'ha letta gli è venuto un attacco di rabbia e si è rifugiato nella sua stanza. Quando dopo un pò ne è uscito aveva gli occhi rossi. Nel pomeriggio sono andata con Sigrid a prendere la sua pagella a scuola; questa volta, sia sulla pagella di Sigrid che su quella di Jan non c'erano più i voti ma i giudizi. Gli insegnanti di Jan erano concordi nel dire che non rendeva secondo le sue capacità. Su quella di Sigrid c'era scritto: "Sensibile, giudiziosa, educata e gentile con tutti. Ottiene buoni risultati in tutte le discipline. Rivela particolare attitudine al disegno e all'educazione fisica". Siamo tornate a casa di corsa perchè ci facevano visita il generale e la moglie che abitavano nella nostra strada. Hanno portato per Sigrid due pacchi di squisiti biscotti. Ci siamo intrattenuti cordialmente per un paio d'ore. Poi Sigrid aveva lezione di chitarra. Per cena ho preparato un risotto e Carlo, l'amico di Jan, è rimasto a mangiare da noi. Giornata pienissima. Quando Pino era assente era abitudine che Jan o Sigrid si infilassero nel lettone con me. Questa volta toccava a Sigrid. La sera del giorno dopo Pino è tornato a casa portando strufoli fatti da mia suocera: buonissimi.

 

 

  Sigrid suona la chitarra di David, che ascolta insieme a Poesjemao.

                      




sabato 26 aprile 2025

Eventi del 1978 (Sigrid con la varicella)

 

 


Il 24 Gennaio tutte le bambine della classe di Sigrid hanno fatto il vaccino anti-rosolia. I giorni seguenti Sigrid era un pò spossata e il 26 Gennaio, dopo la lezione di chitarra, le è venuto un forte mal di testa e la testa le girava, le abbiamo misurato la febbre: 38. Il giorno dopo è rimasta a casa e su viso e pancia le sono comparse delle vescicole rosse. In giornata ho chiamato il medico di base descrivendogli i sintomi. Diagnosi: varicella. Per Sigrid un aspirina accompagnata da un bicchiere di latte e poi il malessere avrebbe seguito il suo corso. Il giorno dopo le vescicole erano aumentate e procuravano a Sigrid un fastidioso prurito. Io le tamponavo con acqua e bicarbonato di sodio e poi ci passavo il talco al mentolo. Per distrarla le leggevo il libro Canto di Natale di Charles Dickens. Le piaceva molto. Quella sera avevamo ospiti a cena da Latina: Elio, Lucia e il loro figlio Gianni. Sono arrivati presto, alle 18,00 circa, e così ho fatto un te per tutti e poi Pino li ha portati in RAI a via Teulada per mostrare loro gli studi televisivi. Poi, dopo, a casa, una bella cena con diverse portate.

Ci sono voluti diversi giorni prima che Sigrid stesse meglio, ma poi, dopo la febbre, si sentiva appicicosa e desiderava un bel bagno. Le ho preparato la vasca sciogliendo nell'acqua del bicarbonato di sodio. Dopo si è sentita più in forma e ha mangiato con appetito un piatto di pastina. Il 2 Febbraio, siamo andati a parlare con la maestra Gisci, l'insegnante di Jan, che ci ha detto che lui era un ragazzo simpatico e spiritoso, più loquace dell'anno precedente, i suoi temi erano concisi, maturi e originali. Lo stesso giorno abbiamo comprato i tradizionali bignè di San Giuseppe, preparati e venduti, non si sa perchè, con largo anticipo. Sigrid stava molto meglio e siamo uscite a fare due passi, faceva molto freddo. Finito il libro di Dickens ho iniziato a leggerle il libro di Heidi. L'ho portata ai giardinetti d Piazzale Maresciallo Giardino dove lei ha colto delle pratoline. In questo giardino andavo spesso con David piccolino quando abitavamo a viale Angelico nella prima casa mia e di Pino da sposati.

L'undici Febbraio Elio ci è venuto a prendere per passare con loro a Latina una gradevole giornata. Nel pomeriggio, dopo pranzo, mentre David e Gianni sono rimasti a casa a disegnare Elio ci ha portati al mare, siamo scesi dalla macchina ma rientrati subito: il vento era gelido. In serata Elio ci ha riportati a  Roma. Il 15 Febbraio, dopo dopo due settimane e mezza di assenza, ho accompagnato Sigrid a scuola. Dopo una veloce controllo del medico scolastico in ambulatorio, ho scambiato due parole con la sua maestra, la signorina Viselli, molto brava e carina.


giovedì 24 aprile 2025

Eventi del 1978 (terzo libro di Pino)

Pino ha cominciato a scrivere il suo terzo libro durante i momenti liberi, seduto al tavolo della cucina. Noi lo vedevamo, sempre concentratissimo e a volte, la sera, a tavola, dopo aver cenato, in anteprima assoluta ci leggeva  i brani che aveva appena finito di scrivere: erano bei momenti quelli in cui ascoltavamo dalla sua voce le pagine appena scritte. Poi, una volta finito di scrivere il libro, mia madre, sotto dettatura, lo batteva a macchina. Diversi critici hanno recensito il libro, tra questi Gennaro Maglieri che su il Secolo scrive:
"Con il suo Tornare in Italia, che è poi il tornare in nessun luogo se non in se stessi, D'Amore si conferma scrittore di indubbio valore, le cui doti già avemmo modo di apprezzare leggendo All right e Gli scampati".

Pino ha cominciato a scrivere quando eravamo sposati da un mese e gli ho chiesto in regalo un racconto. Ne ha poi scritti diversi di racconti, molti pubblicati. Ha scritto pure uno sceneggiato radiofonico andato in onda nei primi anni '70. Si è dedicato anche al teatro scrivendo l'opera La guerra in tre atti. Il critico Diego Fabbri sulla rivista il Dramma - Ottobre/Novembre 1976 - chiude la sua recensione così: "...........e se mi chiedessero se questa Guerra in tre atti merita il rischio di essere portata in palcoscenico, risponderei senza esitazione e in buonissima fede: certo, è uno spettacolo che s'ha da fare".

Navigando su Internet trovo in vendita su Amazon Tornare in Italia. Il prezzo del libro è di 28,75 Euro. All'interno c'è una dedica di Pino ad un certo Attilio.




 


 

mercoledì 23 aprile 2025

Eventi del 1978 (David e la chitarra elettrica)

Nel 1978 David cercava una chitarra elettrica, una Fender Stratocaster bianca con la tastiera in palissandro e ha messo un'inserzione su Portaportese, il popolare settimanale di annunci. Una persona ha telefonato a casa dicendo di avere in vendita proprio quella chitarra. Al telefono mi ha detto di chiamarsi Sergio e di volersi incontrare con David a Cinecittà; chissà perchè non voleva portargli la chitarra a casa. Il 18 Gennaio all'appuntamento David non è andato da solo, sono andati con lui Pino e Vito (amico di David e Jan). Hanno atteso per un'ora l'arrivo di questo Sergio ma niente: lui non si è fatto vedere. Perchè? Forse perchè aveva pianificato una truffa? E vedendo David in compagnia di un adulto ha avuto paura e non si è avvicinato? Tempo dopo qui a casa ricevo una telefonata: è un certo Roberto che risponde all'inserzione di David e dice di avere proprio quella chitarra, stesso colore, stessa marca, stesso modello, prezzo 250 mila lire. Per me che lo ascolto attentamente questo Roberto ha la stessa voce di Sergio. Sono molto preoccupata. David prende appuntamento con questo ragazzo. Il luogo è l'Eur. Jan, tredicenne, e David, diciassettenne, prendono il bus numero 78 fino alla stazione Termini e da li la Metro B fino all'Eur. Poi si dirigono verso la strada dell'appuntamento, che è isolata, deserta e senza uscita. Cercano il numero civico ma non esiste. Una vespetta bianca con due individui a bordo si avvicina e inchioda, un ragazzo con cappello di lana e occhiali da sole scende dalla moto e impugnando una pistola intima a David e Jan di consegnargli i soldi. Grande tensione. David con grande sangue freddo e con calma spiega di non aver portato il danaro perchè lui e suo fratello sono lì solo per vedere la chitarra e poi, in un secondo momento, eventualmente acquistarla. Il tizio insiste ma David è molto convincente. I due imprecano e insultando David e Jan sgommano con la vespa e si dileguano. David e Jan sono scossi; una volta al sicuro David mostra a Jan i soldi che in precedenza aveva accuratamente nascosto nelle mutande.