martedì 20 dicembre 2016

Cronaca Estate 2016 (1)

Ormai è autunno inoltrato e non ho scritto niente sulla nostra estate passata. Devo rimediare, vado a ritroso e con l'aiuto del solito diario riempirò questo vuoto.
Il 19 luglio Sigrid, Kevin, Livia e Flaminia hanno preso l'aereo per la Sardegna dove fino al 30 luglio hanno passato una bellissima vacanza in due diversi agriturismi. Forse hanno scelto quest'isola  perchè Sigrid aveva bei ricordi di quando, a 5 anni, c'è stata insieme a noi in un villaggio turistico a Cala Gonone. Un'estate di qualche anno dopo, quando era studentessa, Sigrid ha avuto un'esperienza avventurosa in Sardegna come animatrice in un altro villaggio. 

Davanti al traghetto

Il 30 luglio 2016 il quartetto ha preso traghetto e treno e si è presentato da noi a Piazza Dante. Che gioia sentire la voce di Flaminia al citofono. Tutti abbronzati e assetati: il te freddo era pronto per loro nel frigo. Dopo pochi minuti i giocattoli della cassapanca erano sparsi per tutta casa.
Come facevo spesso, nel tardo pomeriggio del giorno dopo sono andata al parco di Colle Oppio per leggere un libro all'ombra degli alberi mentre gli altri passeggiavano per il rione Monti. Dopo un'oretta, con mia grande sorpresa, sono apparsi accanto alla mia panchina. Che bella visione! Le bambine hanno poi giocato su altalene e scivoli nel malmesso e malridotto giardinetto. Io sono tornata in anticipo a casa per preparare la cena. Flaminia ha detto: "Tutto quello che nonna prepara è buonissimo."
Il 2 agosto Sigrid e Kevin hanno cenato fuori. Le bambine non si annoiavano mai con tutti i loro giocattoli e disegnando. Finita la cena e visto un breve film David, accompagnato dai suoi buffi racconti, le ha fatte preparare per il letto. Io frattanto ho lavato i piatti. Queste nipotine sono dei tesori di bimbe.
Il giorno dopo abbiamo deciso di cenare sul terrazzo condominiale. Quasi tutti nel palazzo erano in vacanza, gli unici presenti oltre a noi erano Flavia, Massimo e Rosa con la mamma. Hanno aderito con entusiasmo. Di sera quando il sole si affievoliva e poi scompariva si stava a meraviglia là in alto sotto il cielo. I gabbiani, che per un lungo periodo si erano impadroniti del terrazzo dimostrandosi aggressivi, se ne erano andati. E così, felici e in pace con il mondo, ci siamo goduti i vari piatti in tavola più la reciproca compagnia. Poi David e le bambine si sono sdraiati sul pavimento a guardare le stelle cadenti e Kevin si è aggregato a loro. Flavia si è meravigliata di come David racconta le sue storie. E' un raccontare no-stop. Non pensa mai alla prossima frase, sta già là ad attingere al pozzo delle fiabe nascosto dentro il suo cervello. E' stata una serata bellissima.
La mattina del giorno seguente, il 4 agosto, Sigrid, Kevin e le bambine sono partiti con una macchina a noleggio per Assisi dove hanno passato due giorni. Tutto questo perchè Livia a scuola aveva studiato Francesco Bernardone, il poverello d'Assisi. Nel pomeriggio del 6 agosto Sigrid ci ha telefonato per dirci che dopo un forte temporale erano arrivati in Toscana,  nel solito agriturismo a loro caro e famigliare.

sabato 10 dicembre 2016

Diari

Ogni sera scrivo una paginetta nel mio diario. Con poche parole annoto come è stata la giornata, con chi mi sono vista, se sono uscita, da sola o con chi, le telefonate e le solite facende quotidiane.
Vicino al mio letto sono esposti tutti i diari cominciando dal 1959. A volte li consulto per trovare un fatto accaduto nel passato. E a volte quando non riesco a dormire prendo un libro oppure un diario a caso e mi sprofondo nella lettura della mia vita e in quella dei miei cari e allora vorrei rivivere un attimo certi momenti esaltanti, toccanti, significativi. Rivedere per un momento i miei bellissimi figli negli anni passati, Pino, i miei genitori, i miei fratelli ed altre persone care. Ogni diario è come se racchiudesse una delle mie molte vite. Incontro tanti nomi, di qualcuno ricordo chi rappresenta, ma succede anche che mi chieda: "Ma chi era costui o costei?" Avventurandomi su internet a volte trovo indicazioni oppure incontro nada de nada. E se non ho scritto anche il cognome della persona di sicuro rimango nel buio.
La mia scrittura è molto piccola perchè le pagine non possono contenere più di tanto. E scrivo in olandese: penso che anche per questo motivo non ho dimenticato la mia lingua. Quando io non ci sarò più chi sa se c'è qualcuno che leggerà quello che ho scritto per tanti anni. Dei miei tre figli solo Sigrid è un'ottima padrona dell'olandese. Però ha una vita così piena che ha poco tempo per leggere un libro, e allora decifrare gli scritti di sua madre sarebbe un impegno non da poco. Dopotutto c'è già questo blog che racconta degli episodi di vita vissuta.



Ho conservato un articolo del marzo dell'anno scorso che si intitola: Patrimoni di Famiglia - Ai figli lasciate un diario: senza memoria non c'è identità. Trascrivo due frasi di questo bell'articolo: Quando i ragazzi di oggi avranno tempo per soffermarsi e coltivare curiosità sulle proprie origini, magari non ci sarà più nessuno in grado di raccontargliele. Che restino almeno dei quaderni, dei diari, dei sommari esistenziali delle generazioni precedenti.
Quante cose vorrei sapere di episodi trascorsi anni fa con i miei genitori e sulla vita dei miei antenati. E il perchè di cose fatte. Ma a chi chiedere se i miei genitori non ci sono più, l'unico fratello rimasto abita lontano come anche l'unica anziana zia. Quando ero giovane non ci ho pensato, non mi è passato proprio per la mente.
Rievocando eventi del passato, con un brano musicale, un odore captato dal naso, la nostalgia è in agguato.
Lo scrittore Michael Ondaatje nel suo libro Divisadero, che sto leggendo, ha scritto delle frasi che vanno a pennello in questo post. A pagina 85: Sono sempre le piccole cose a trasportare il passato nel presente. E a pagina 142: Viviamo perennemente nel ricordo delle nostre storie, quali che siano le vicende che raccontiamo. Altre parole che non c'entrano con questo post ma che mi sono piaciute le copio da pagina 32: Ogni cosa è governata dalla sorte. Questo libro è affascinante, di prosa intigrante e contiene frasi da rileggere più volte.
In una rivista recente ho letto un articolo scritto dalla scrittrice spagnola Clara Sànchez. E che dice lei? Regola No.1: evitare la nostalgia! Clara Sànchez definisce la nostalgia il più maliconico, doloroso e distruttivo dei sentimenti.
Sì, spesso doloroso e malinconico lo è, questo sentimento,  forse a volte è anche distruttivo e porta tristezza per ciò che non abbiamo più. Ma dà anche pienezza nel rivivere il ricordo di ciò che è stato.
Virginia Woolf dice: La bellezza del passato risiede nel fatto che nessuno capisce davvero un'emozione quando la vive. Questa si espande più tardi, ed è per questo che non abbiamo rispetto del presente, ma solo rispetto per il passato.
Un'altro aforisma di Virginia Woolf molto bello: Ognuno ha il proprio passato dentro di sè come le pagine di un libro imparato a memoria e di cui gli amici possono leggere solo il titolo.
 

venerdì 25 novembre 2016

1972 Poesjemauw

Nel mio penultimo post ho scritto che il 10 ottobre ad Haarlem hanno adottato con grande felicità una gattina di sei settimane che hanno chiamato Gina Lara Gioia. Sigrid, durante una telefonata, mi ha chiesto quanti anni aveva quando è venuta da noi la gattina Poesjemauw (o semplicemente Poesje, che sarebbe Micetta). Il nome viene da una canzoncina per bambini: Poesjemauw kom eens gauw, ik heb lekkere melk voor jou en voor mij rijstebrei, oh wat heerlijk smullen wij. Cercando nei miei diari ho trovato la data: 16 ottobre 1972 e perciò Sigrid aveva poco più di 4 anni. David ne aveva 11 e Jan 8. Leggo che nel pomeriggio di quel giorno, mentre David e Jan giocavano a pallone con gli amici nella nostra stradetta, è uscita dal palazzo di fronte al nostro la nonna dell'amichetto Andrea (il cui padre era avvocato) con una busta di plastica in mano. Ha dato la busta a Jan chiedendogli: "Me la butti un pò in quei cespugli?" E gli ha dato come ricompensa una tavoletta di cioccolato. Interrompendo il gioco Jan è corso verso la fine della strada che era delimitata da un tratto incolto di arbusti e cespugli. Ha gettato via il sacchetto ma, insospettito, è tornato poi insieme a David a verficarne il contenuto. Ed erano due gattini neonati. Li hanno portati a casa. In quel mentre gli amichetti Alessandro e Marco con la loro mamma Laura sono saliti per fare merenda. E Laura intenerita si è portata via il gattino nero e noi abbiamo tenuto quello macchiato di bianco e di nero. Quello nero poi era un maschio e Poesje una femmina. L'ho cresciuta con latte riscaldato e un contagocce. Era sempre al centro della nostra attenzione. David a volte mi dava una mano e a volte quando sentiva miagolare di sera sul tardi si alzava dal letto e nutriva la gattina con il contagocce. E già la mattina presto cominciavo io a riscaldare il latte. Il 20 ottobre Pino mi ha fatto ridere. Quando sono tornata dalle spese l'ho trovato che faceva ginnastica. Mi ha detto che poco prima la gattina si era messa un attimo su un suo piede; Pino mi ha chiesto riferendosi a Poesje: "E adesso dove è la ragazza?" Poesje dormiva molto nella sua cassetta con una copertina calda. Aveva molta fame e cresceva bene. I primi tempi quando camminava per casa sporcava dappertutto ed io dietro a lavare il pavimento, ma i gatti sono di natura molto puliti e da quando ha iniziato a mangiare da sola ha fatto i suoi bisogni nel posto giusto. Scrivo poco su di lei, sicuramente perchè altre cose mi tenevano occupatissima: le faccende di casa, i figli, i loro amichetti, le loro mamme, le spese, cucinare, lavare i piatti e....i compiti. Il 3 ottobre era cominciata la scuola di David e Jan e il 5 ottobre era il primo giorno di asilo per Sigrid. Il 7 novembre ho portato David e Jan per la prima volta al nuoto nella piscina degli ufficiali delle Fiamme Oro, dall'altra parte del Tevere. Nuotavano tre volte alla settimana. Poi avevamo spesso ospiti a pranzo o a cena e noi eravamo invitati da amici. Avevamo una signora che veniva una volta alla settimana per tre ore a darmi una mano con le pulizie. Si chiamava Artemisia.
Ecco, vedo che nomino la micetta il 13 novembre: "Poesje stava dormendo sulle mie ginocchia. Il 13 dicembre annoto che ci faceva le feste quando tornavamo a casa. Il 28 dicembre avevamo ospiti: lo scultore Iandolo con moglie e due figli. Poesje era prima scatenata poi tranquilla. Veniva accarezzata, piaceva molto a tutti. Ogni tanto Poesjemauw correva per casa come una furia miagolando e ringhiando. Peccato che di lei ho soltanto qualche foto di quando era più grande e anche di Ursula, la gattina che abbiamo preso un paio di anni più tardi. Oggigiorno è molto facile fotografare, con le digitali si scattano foto a raffica. Perciò di Gina arrivano via mail foto molto carine insieme alle nipotine. E al telefono Sigrid mi racconta della loro vita con Ginuccia. Adesso ha quasi tre mesi e si avventura per tutta la casa. Al piano di sopra si mette davanti alla finestra e guarda il giardino. Nei sui giochi è vivacissima e fa certe corse, è un diavoletto. Poi quando si è stancata si annida a turno sulle ginoccha di chi è disponibile, fa le fusa e si addormenta. I suoi pisolini li fa sempre volentieri dentro l'alto cesto dei giocatttoli in compagnia delle bambole. Flaminia le da bacetti sulla testolina e Livia le dice: "Gina ti amo, ti amo tanto." Sigrid dice che per lei è stato tanto bello crescere con le nostre due gattine e per Livia e Flaminia è importante avere Gina. Giorni fa Flaminia ha detto alla mamma, seria seria: "Mi dispiace però che non sono più la più piccola della casa."




martedì 8 novembre 2016

Terremoto del 30-10-2016

Ieri mattina stavo nel bagno quando alle 7.40, ora legale, ho sentito una fortissima scossa. Tutto si muoveva, muri, pavimento, ero in alto mare. Mi sono tenuta al lavandino che dondolava con me. Guardavo in giù, aspettando il peggio, ma le mattonelle non si aprivano sotto i miei piedi e la scossa pian piano diventava un tremore e poi tutto è tornato alla normalità. Questa scossa di terremoto è durata molti secondi, che sembravano però lunghi minuti. In questi momenti non si può fare nulla, si è impotenti e si può solo aspettare che finisca. Una bruttissima sensazione. David nella sua stanza l'ha sentita anche lui. Appena possibile ha dato un'occhiata per vedere come stavo io. Lui ha definito questa scossa "spaventosa". Per lungo tempo la scossa ti rimane addosso e ogni tanto ti sembra di sentirne un'altra, guardi il lampadario e, vedendo che non si muove, ti tranquilizzi.  In mattinata poi sono uscita per fare le spese e per strada era tutto come sempre, con la gente che  faceva la solita vita, comprando, chiacchierando, ridendo, osservando gli articoli sulle bancarelle o affrettandosi. Questo terremoto del 30 ottobra ha avuto la magnitudo Richter 6.5 ed è stato il più forte in Italia dal 1980; si è sentito dal sud al nord ed è stato avvertito persino in Austria. Dopo pranzo seduta a leggere al sole sul balconcino la terra ha tremato di nuovo, brevemente. Ma già il 26 ottobre sera c'erano state due scosse. La prima non l'ho sentita perchè stavo nella metro, la seconda alle 21.18 mentre David ed io stavamo guardando un film sul computer, la sua potenza è stata 4.6. Prima ancora, il 24 agosto, un terremoto ci ha sorpreso di notte alle 3.36. Io ero sola in casa è ho pensato "che mi succede?" perchè ero tutta tremolante e specialmente ai miei piedi sentivo un tremito. Poi mi sono accorta che tutto il letto dondolava e il lampadario oscillava come anche un quadretto appeso sul mio tavolo di lavoro: un terremoto. Dopo un'ora un'altra scossa ma meno forte. David in quei momenti si trovava a Barbarano. Vi era giunto pochi giorni prima dopo una breve vacanza ad Ascoli Piceno, ospite di una sua amica e collega e dei suoi familiari. La notte del 24 agosto l'epicentro è stato proprio a pochi chilometri da Ascoli. Tanti morti e tanta distruzione. Sempre, dopo una scossa, mi chiedo dove sarà l'epicentro e mando in aria una preghiera affinchè non ci siano vittime e danni irreparabili, niente sofferenze.
La terra ha tremato centinaia di volte  ma di queste solo poche sono state avvertite a Roma.
In genere ho un sonno  molto leggero, oppure non dormo affatto, allora prendo un libro e leggo.
Dopo questi terremoti, nelle insonni ore notturne, i miei pensieri si indirizzano verso tutta quella gente vittima delle calamità. Per tante notti mi ha fatto compagnia una zanzara. Mi ronzava intorno, a volte si posava su una guancia, sulla fronte, sul collo. Non mi ha mai punto. Mi dava però fastidio e la  cacciavo con un forte movimento delle mani, dicendo "via, via, weg, weg!" Ma anche se mettevo la testa sotto al lenzuolo, la zanzara continuava con la sua melodia insistente, cercando la mia testa. Si sentiva sola, cercava compagnia? E la mia mossa con le mani per mandarla via era forse per lei come un vento devastante? Alle due feste buddhiste dove sono stata invitata tempo fa si parlava di rispettare tutti gli animali perchè potrebbero essere reincarnazioni di persone a noi care. Questa zanzara chi sarà stata in una vita precendente? Questi miei pensieri ballerini mi distraevano e mi facevano sorridere .
Su internet ci sono molti siti dedicati alle zanzare. Al mondo ne esistono cica 3000 specie di cui circa 60 solo in Italia. Insetti piccoli e fragili responsabili della diffusione di alcune delle più gravi malattie al mondo, come la malaria (438.000 morti nel 2015), la dengue (22.000 vittime l'anno) o la febbre gialla (30.000 morti l'anno).
Insomma, l'uomo è circondato da tante insidie dalle quali spesso non sa difendersi.
Per non essere morsi dalle zanzare però c'è un rimedio. Ingerendo il complesso di vitamine B oppure pasticche di lievito di birra si tiene lontano questo fastidioso insetto dato che l'odore della pelle diventa per loro sgradevole.  Le zanzare maschi comunque non pungono. 




giovedì 27 ottobre 2016

Micetta Gina



Appena arrivata

Da tempo Livia, Flaminia e anche Sigrid desideravano un gatto. Sigrid, per curiosità, ha dato un'occhiata su internet e ha visto che in una fattoria verso il nord c'era una nidiata di sette gattini che cercava casa anche prematuramente perchè la mamma gatta si era completamente disinteressata dei suoi figlioli. E così hanno deciso di andare a vedere e eventualmente scegliere una femminuccia. Lunedì 10 ottobre, quando Kevin è tornato dal lavoro, sono andati tutti e quattro in macchina nella fattoria che si trova nella regione di Purmerend e sono tornati a casa con una deliziosa gattina di sei settimane (essendo nata il 27 agosto). Le è stato dato il nome Gina. Quella sera le bambine erano così eccitate che si sono alzate dal letto un paio di volte e sono scese per accarezzare la gattina. La mattina dopo Flaminia si è presentata nella stanza dei genitori, tutta vestita, pronta a scendere in basso per salutare Gina. Erano le 5! Sigrid ha convinto la figlia a tornarsene a letto perchè Gina, piccola com'era, per crescere aveva bisogno di molto sonno. Sigrid mi ha mandato le prime foto: è tenera e bellissima. Con passetti cauti perlustra l'ambiente per lei nuovo, fa le fusa quando viene accarezzata, si trova bene nella sua cuccia, mangia con gusto e fa i suoi bisogni nel posto giusto. Così piccola e già educata! Flaminia le da dei bacetti sulla testolina e Livia dice che è la più bella gattina del mondo.
I giorni seguenti le compagnette di scuola di Livia e Flaminia sono venute a turno per fare la conoscenza di Gina. E Sigrid, Kevin, Livia e Flaminia sono più che innamorati del nuovo membro della famiglia. Già dopo qualche giorno la piccolina è riuscita ad arrampiccarsi sul divano per annidarsi sulle ginocchia di Sigrid dove dopo le carezze accompagnate dalle fusa si è addormentata profondamente. Quando Sigrid ad un certo punto si è dovuta alzare si è trasferita sulle ginocchia di Kevin. 




Kevin non è abituato ad un animale domestico ma Gina lo intenerisce e ha persino portato le sue foto a lavoro per farle vedere ai colleghi. Sono tutti concordi nel dire che la casa è più bella e completa con Gina. Hanno interpellato un veterinario su come alimentarla in modo sano ed il suo pelo è diventato più folto e lucido. Ha imparato a giocare con un filo che le viene mosso davanti, ma gioca anche da sola ed è vivacissima. Fa dei salti buffissimi con la coda alzata dritta. Io posso seguire tutto l'andirivieni perchè quasi ogni giorno Sigrid mi informa brevemente per telefono su prodezze e progressi di Ginetta che adesso ha tre nomi. Le bambine hanno detto alla mamma che, dato che loro ne hanno tre di nomi, bisognava aggiungerne altri due a Gina. E adesso il suo secondo nome è Lara e il terzo Gioia, perchè, dice Livia, Gina è la gioia della casa.
Una settimana fa Sigrid dopo le spese è tornata a casa e ha chiamato subito Gina, Gina! Se non dorme viene sempre di corsa. Non è venuta; passava il tempo e niente Gina. Sigrid l'ha cercata in tutta la casa, ma niente. E' andata quindi a cercare nella stradetta: chissà se nell'uscire un'ora prima, pur avendo fatto molta attenzione, Gina poteva essere sgusciata fra le sue gambe uscendo per strada. Niente gattina fra tutti i vasi delle piante. Sigrid ha avvisato i vicini ed è tornata dentro casa con le gambe tremanti dall'emozione. Poi Livia e Flaminia hanno guardato in tutti gli angoli della casa finchè Flaminia ha dato un urlo di trionfo: "Trovata!" Stava dormendo nell'alto cesto di vimini in mezzo ai giocattoli e le bambole. Come ha fatto ad entrarci?





Sigrid dice che la gattina è venuta da loro nel momento giusto, i tempi erano maturi. E non aveva immaginato che tutti avrebbero provato tanto affetto per lei in così poco tempo. Sigrid, tra tutti, è quella che accudisce di più Gina, quasi come fosse una terza figlia. La micia quando sta sulle ginocchia di Sigrid le sale su fino al collo e la guarda negli occhi in adorazione. 
Per il momento Gina ha ancora paura del suono del pianoforte e dell'aspirapolvere. Crescendo se ne abituerà.
Sigrid mi ha chiesto: "Mamma, quanti anni avevo io quando è venuta da noi Poesjemauw?" Ho speso un pò di tempo a cercare nei miei diari ed ho trovato la data: 16 ottobre 1972, perciò Sigrid aveva da poco compiuto 4 anni. Poesje era una gattina neonata e l'ho cresciuta con il contagocce. Ne ho già parlato tempo fa e lo farò ancora  nel prossimo post.

venerdì 2 settembre 2016

I miei ultimi collages

Quando per qualche giorno non aspetto ospiti per pranzo e cena, e perciò il tavolo in cucina è a mia disposizone, mi assale la voglia di cominciare un collage. Per farne uno impiego ore, no, giorni. Accumolo riviste e dépliants per questo scopo, biglietti d'autobus, bustine del tè e più ne ho più ne metto. Allora taglio, dispongo, disfaccio, cambio tutto e comincio da capo, mi dispero, mi rallegro.  E' una sofferenza e un diletto. Alla mattina quando mi alzo dal letto o quando torno dalle spese il collage in  lavorazione mi attira come una calamita e mi faccio assorbire senza indugio.   
Finalmente soddisfatta incollo, e allora può succedere che si sposti un frammento, quindi mi ingegno a rimediare e la composizione assume un aspetto leggermente diverso, forse anche migliore del previsto. Come regola il neonato lo guardo con soddisfazione per un pò e poi finisce in una cartella con i suoi fratelli e, da madre snaturata quale sono, non ci penso più. Nella mia mente già sto ponderando un'altra creatura.
Jan è curioso dei miei ultimi lavori e David ne ha fatto qualche foto per questo post affinchè Jan li possa guardare.
Come si vede ci sono due tipi di collages. 
 Le misure di ognuno di questi collages sono cm 29,5 x 21











Trittico

giovedì 1 settembre 2016

The Shute Institute e Medicina Ortomolecolare



Shute Institute

Negli anni '90 compravo spesso la rivista Wanted in Rome che usciva ogni secondo mercoledì del mese e che dedicava una pagina agli eventi a Roma. Andavo così a qualche concerto, in compagnia o da sola. I concerti di cori italiani o stranieri mi piacevano in particolar modo. Quando cominciava la stagione dei concerti mi spostavo con bus e piedi fino alla chiesa di Sant'Ignazio, vicino al Pantheon, per assistere al concerto corale che cominciava alle 21.00 e me lo godevo intensamente.
Anche i bazars (mercatini) piacevano a me, ai miei figli e alle amiche. Nella primavera del 1996, un sabato, nel bazar della Chiesa Metodista di fronte a Castel Sant'Angelo, fra le centinaia di libri scritti in diverse lingue ne ho scelti alcuni. Uno, intitolato Body, Mind and the B Vitamins e scritto da Ruth Adams & Frank Murray con una prefazione di Abram Hoffer, M.D.,Ph.D. Il libro tratta un argomento all'epoca per me nuovo: come guarire attraverso l'uso delle vitamine. L'ho letto e riletto. Ce l'ho ancora e ogni tanto lo consulto. In alto sulla copertina c'è scritto: The First Complete Book Written About The Amazing B Vitamins And How They Fight Physical Ills, Mental Illness, Depression And The Stresses Of Modern Life. Il libro è del 1981 ed è la settima edizione. Ero sorpresa che venisse menzionato un istituto che si trova a London, Ontario, Canada, la città dei miei familiari. I medici di questo Shute Institute curano i loro pazienti con una nutrizione naturale e megadosi di vitamine e minerali. Questo metodo di curare si chiama Medicina Ortomolecolare. Il due volte premio Nobel, il biologo Linus Pauling, ha coniato il termine "ortomolecolare" nel suo articolo del 1968 Psichiatria Ortomolecolare pubblicato sulla rivista Science. Ortho in greco significa "corretto" o "giusto" e molecola è la struttura più semplice che consente di visualizzare le caratteristiche di un composto. La Medicina Ortomolecolare descrive la pratica di prevenzione e trattamento delle malattie fornendo il corpo di una quantità ottimale di sostanze naturali. Nel 1933 i cardiologi Wilfrid e Evan Shute sono stati alcuni dei primi medici ad utilizzare grandi dosi di vitamia E per il trattamento delle malattie cardiache. Dal 1954 in poi i fratelli Shute hanno trattato 30.00 pazienti affetti da malattie cardiache con risultati miracolosi. Purtroppo, quando hanno cercato di pubblicare i loro risultati nelle riviste mediche, i loro lavori scientifici sono stati respinti e l'establishment medico ha continuato a ignorare i loro risultati per altri 40 anni. La società medica era veemente nei loro confronti esprimendo un forte dissenso, addirittura boicottandoli durante le conferenze mediche internazionali, e i medici che assistevano alle letture dei fratelli Shute venivano espulsi.
La prova che la vitamina E può prevenire e curare le patologie cardiache è ormai incontrovertibile. Nel 1992 i ricercatori dell'Università del Texas hanno riferito che la vitamina E protegge   dall'aterosclerosi (induramento delle arterie). Nel 1993 i ricercatori della Harvard Medical School hanno pubblicato uno studio che mostra che la supplementazione di vitamina E previene le malattie cardiache.
Il crescente apprezzamento oggi del ruolo di vitamina E (d-alfa tocoferolo) nella prevenzione e guarigione delle malattie cardiovascolari è dovuto principalmente ai due grandi medici canadesi Evan e Wilfrid Shute, pionieri della Medicina Ortomolecolare che con esiti positivi curavano anche la claudicazione intermittente e  le gravi ustioni.
Nel luglio del 1997 sono andata in Canada per trovare mia madre, i miei fratelli e le loro famiglie. Un giorno sono andata allo Shute Institute. Una gentile signora che fungeva da segretaria mi ha ricevuto. Ho espresso il mio desiderio di sapere quali vitamine dare a mio marito che in gennaio aveva subito una grande operazione. Mi ha detto che essendo periodo di vacanze molti medici erano assenti però, se  le facevo avere una lista dei disturbi che aveva mio marito, l'avrebbe mostrata allo specialista che mi avrebbe dato un consiglio. "Ma", diceva, "lei vive con un malato e sarà sotto stress, perciò scriva anche dei suoi problemi." I libri pubblicati da loro erano purtroppo esauriti ma era possibile trovarne qualcuno nel negozio di libri usati City Lights. E ne ho trovati tanti, anche di diversi autori.
Qualche anno fa Jan mi ha portato dall'America due libri del biologo e professsore universitario Andrew W.Saul Ph.D. Doctor Yourself e Fire Your Doctor. Libri che promuovono lo sviluppo della medicina del ventunesimo secolo: la Medicina Ortomolecolare. Da più di 30 anni il dott. Saul è uno specialista di guarigione naturale. Ha aiutato migliaia di persone a ripristinare la propria salute senza farmaci o interventi chirurgici. Questo ramo della medicina fa uso di mega dosi di vitamine e minerali. Piccole quantità non danno risultati. Ancora ci sono medici secondo cui vitamine e minerali sono inutili se non addiritura nocivi. In America ogni anno più di 100.000 persone muoiono per gli effetti collaterali (iatrogenesi) delle medicine prescritte loro negli ospedali o privatamente. Più morti che non quelli affetti da cancro o malatie cardiache. E non c'è medicina senza effetti collaterali. E sempre più medicine vengono prescritte ai bambini: un mercato nuovo e redditizio per le case farmaceutiche.
Nel 2003 Carolyn Dean MD ND ha scritto il libro Death by Modern Medicine che è stato pubblicato nel 2005 con prefazioni dei dottori Abram Hoffer, Joseph Mercola e Julian Whitaker. Questo libro indentifica gli aspetti tragici di un sistema medico che nella sua breve storia di circa 80 anni è riuscito a uccidere decine di milioni di persone, vittime di danni iatrogeni. Nella lista dei famaci accusati figura anche il Prozac che sta causando suicidi, omicidi e malattie cardiache. Il libro ha vinto il 2006 Independant Published Book Award for Most Progressive Book. Nel 2014 è stato edito per la terza volta.
Il Dr. Saul raccomanda una dieta più possibile vegetariana, ne elenca tutti i vantaggi e consiglia le diete da seguire e quali integratori prendere.
Menziona anche in diversi capitoli la vitamina D e, invogliata,  ho fatto una ricerca su internet vedendo che diversi medici hanno scritto libri concernenti questa vitamina:
Dr. Soram Khalsa: Il Potere Curativo della Vitamina D - Vitamin D revolution - come prevenire e curare osteoporosi, diabete, rachitismo, sclerosi multiple, influenza, cancro, dolore cronico, asma, deterioramento cognitivo senile, fibromialgia e molto altro.          
Dr. Mercola: Vitamin D3 and Solar Powwer for Optimal Health.
Dr. Sarfraz Zaidi M.D. The Power of Vitamin D
Michael F.Holick, Ph.D., M.D. The Vitamin D Solution
L'Accademia Americana di Dermatologia e l'industria dei protettivi solari hanno svolto un trentennale lavaggio del cervello alla popolazione mondiale con l'incalzante messaggio che non ci si dovrebbe mai esporre alla luce solare diretta perchè può causare il cancro della pelle e condurre alla morte. Il dott. Holick ha pubblicato il suo primo studio scientifico nel 1970. Ne sono seguiti a centinaia ed oggi si può dire che egli sia la principale autorità mondiale sulla vitamina D. Tuttavia il supporto del dottor Holick a quella che lui chiama "sensibile esposizione al sole" è talmente criticato che è stato licenziato dal Dipartimento di Dermatologia della Boston University Medical Center. Il Dr Holick afferma che gli esseri umani necessitano di 1000 IU di vitamina D al giorno, o di essere esposti al sole. Bastano dai 5 ai 10 minuti, braccia e gambe, 3 volte alla settimana. I neonati fino ai 12 mesi necessitano di 400 IU al giorno. La gente di colore ha bisogno di dosi più alte. Esporsi al sole con moderazione è importante per una buona salute. Dovremmo apprezzare il sole per i suoi benefici e non abusarne. 
Forse i libri del dottor Saul sono stati tradotti in italiano. Tutti dovrebbero leggerli.
Noi tutti in famiglia dal 1981 siamo vegetariani e ingeriamo integratori di vitamine e minerali, ma vorrei avere un medico esperto che ci seguisse e ci consigliasse le giuste dosi perchè ogni persona ha diverse esigenze.  
Comunque i libri danno un aiuto.