lunedì 7 ottobre 2019

Jacqueline



 
E’ una consuetudine che ogni volta che mi trovo a New York le amiche Jacqueline e Yolonda una sera vengano a cena da noi. Quest’anno Yolonda sta quasi sempre a Chicago dove ha un ruolo da protagonista in una serie televisiva e Jacqueline, che è un personal trainer, questo mese era oberata di lavoro. Ma non voleva non salutarmi prima che io partissi e così mercoledì scorso, 18 settembre, ha preso un taxi e alle 9.30 di mattina ha bussato alla porta, ed era bello rivederla. Ormai sono piè di 10 anni che ci conosciamo ed è nato un affetto reciproco. Ci seguiamo anche su Facebook. Jacqueline ha preso un caffè e un pezzo del vanilla cake fatto da Jan e me e le è piaciuto così tanto che ha fatto il bis. Dal deck ha ammirato il rigoglioso giardino e poi abbiamo parlato di tutto. Un paio di ore dopo ha preso di nuovo un taxi per avviarsi verso i suoi impegni giornalieri. Con il suo cellulare ha scattato foto di noi tre. Il suo mazzo di fiori delicati stanno sul tavolo insieme al suo libro con ricette vegan. Ed è un rito ormai che Jan le regali una bottiglia di vino ed io un foulard.
 
 
Foto scattata dal taxi da Jacqueline
 
 
 
 
 
 
 
 

Sigrid di nuovo in Olanda


Nel pomeriggio di sabato 14 settembre Sigrid è tornata in Olanda. Jan l’ha accompagnata all’aeroporto. Ha viaggiato di notte arrivando a Schiphol la mattina molto presto dopo solo 6 ore di volo. Aveva un bagaglio a mano e perciò si è avviata direttamente all’uscita per prendere il bus per Haarlem. Grande era la sua sorpresa quando ha visto davanti ai suoi occhi Kevin e Flaminia che l’aspettavano.
In giornata ci ha fatto sapere che anche se le mancavano i tanti bei momenti passati con noi a New York era comunque felice di ritrovarsi con marito, figlie e gattina. Anche a Jan e a me la presenza di Sigrid è mancata, le nostre chiacchiere dopo cena, le uscite insieme. Ma ci rende felici saperla ad Haarlem circondata dall’affetto della sua famigliola.
I dolci di Mottley Kitchen se li sono gustati, erano buonissimi. Per Kevin c'era della cioccolata speciale e per le figlie dei vestiti che erano proprio di loro gusto e a scuola ne hanno subito indossato uno. Di Flaminia, con la tutina di Target e poi con la camicia di Old Navy, ci ha mandato delle foto. Con Livia ancora non ci è riuscita, ha orari scolastici diversi dalla sorella.
 
 
 
 
 
 

Gatti

 
Disegno di David



Con il suo cellulare Kevin ha spedito a Sigrid qualche foto. Su una si vede Flaminia che sta preparando la pappa di fiocchi d’avena per la prima colazione. E su un’altra c’è Gina seduta in un recipiente di feltro appoggiato su una sedia: cerca compagnia.

Gina


 
Nel giardino qui al Bronx si vede ogni tanto un gatto camminare sul sottile bordo dello steccato. Ieri sera nel buio si sentiva un gran vociare di gatti. Io pensavo che fossero i forti miagolii dei gatti in amore ma secondo Jan e Sigrid erano di ammonimento, di rabbia, di preludio al combattimento. Camminando per le strade non ho visto gatti nei cortili o alle finestre, come dappertutto in Olanda. Però Sigrid e Jan qualche giorno fa a China Town hanno visto un gattino sotto una bancarella, solo soletto ma socievole, per niente pauroso. Sigrid gli ha fatto una foto. Un altro giorno a Brooklyn ha visto un Cat Cafè con almeno 20 gatti sdraiati beatamente in tutto lo spazio. A New York ci sono 5 di questi café’s.



Anche ad Haarlem c’è un Kattencaffè con una decina di gatti e, sparsi per l’Olanda, ce ne sono 150. Il primo è stato aperto ad Amsterdam nel 2015.
Questi café’s sono un'iniziativa di persone che, gestendoli, e con l’aiuto di donazioni, riescono a dare dimora a gatti salvati da una vita randagia. Lì si  possono accarezzare i gatti, giocare con loro e consumare qualcosa con, volendo, un gatto sulle ginocchia. Innamorandosi di uno di loro lo si può anche adottare. Il concetto è nato a Taiwan nel 1998. In Giappone ne esistono più di 150.  A Tokio ci sono 58 pet cafes, dove si trovano sia gatti che cani. Città come Londra, Parigi, Copenhagen e New York hanno seguito l’esempio. Per adesso solo ospitando gatti.
Qualche giorno fa, facendo le spese con Jan sulla 138a Strada siamo entrati, per curiosarci, in un grande negozio parecchio scrauso dove era esposta merce di varia natura. Su una sedia un bel gatto stava dormendo un sonno di beatitudine. Jan l'ha immortalato e soltanto guardando la foto ci siamo accorti del prezzo attaccato alla sedia.

 
 

Giardini: Bronx e Giamaica






Su internet ho cliccato il “nostro” indirizzo al Bronx ed è apparsa una foto dell’appartamento al pianterreno che è in affitto a due giovani dottoresse. Questo appartamento si affaccia sul giardino. Su questa foto si vede come era il giardino ancora disadorno e, confrontandolo a come si presenta adesso, ci si meraviglia del lavoro che Jennifer è riuscita a realizzare in pochi mesi col suo pollice verde e occhio da intenditrice. Jan e Sigrid hanno fotografato piante fiorite bellissime in diversi posti del giardino e sul balcone, sistemate direttamente nella terra oppure in vasi piccoli e grandi. Nuove melanzane stanno crescendo e quasi tutti i giorni Jan raccoglie pomidorini, peperoncini, basilico verde e viola e menta da piante rigogliosissime. Accanto al bambù cresce una pianta con foglie enormi: Elephant Ears – Orecchie d’Elefante. E attraverso lo steccato di legno sono sbucati dei fiori bianchi e rosa migratori. Al centro c’è un piccolo pero che ha già il suo primo frutto.
In una città come New York è un lusso avere un balcone e un giardino. A Roma sono già contenta con il nostro piccolissimo balconcino e mi sento fortunata per quel posticino all’aperto. Qui a New York sul balcone, che qui viene chiamato deck, prendiamo il sole quando non scotta troppo. Da lì si vede il giardino e, un paio di giorni fa, sono salite per la prima volta da noi sul deck le dottoresse per salutarci. A loro è piaciuta molto la vista dall’alto sul nostro e sugli altrui giardini, una prospettiva diversa da quella a cui sono abituate. Abitando al piano terra non si erano rese conto dell’esistenza di tutti quei cortili attaccati l’uno all’altro. Spesso si tratta di giardini non curati o addiritura trascurati. Eileen e Kerri dal loro appartamento osservano come Jennifer si dedichi per ore al giardinaggio e il risultato si vede. Jan a queste simpatiche giovani ha messo in un cestino qualche ramo di basilico e dei bei peperoncini rosso fuoco. 

           
 
 
 
 









 
 
Salutando Jennifer su SKYPE ho visto alle sue spalle la sua bella casa in Giamaica e le ho chiesto di mandarmi qualche foto. Anni fa già ne ho pubblicata qualcuna, però ogni volta che Jennifer si trova nella propria isola apporta nuovi abbellimenti alla sua proprietà e mi piace vederne l’attuale aspetto.



 


 

giovedì 3 ottobre 2019

Fotografie: New York

Quando il lavoro di Jan glielo permetteva lui e Sigrid andavano in giro per la città con la metro. E Sigrid da sola anche in autobus (Jan quando ha un carico di nuove bottiglie di vino da fare assaggiare ai clienti usa spessso lo scooter). Altri anni facevamo queste uscite tutti e tre insieme ma stavolta non me la sento di fare escursioni che vanno oltre il nostro quartiere. Ma non mi pesa: quest’anno è così e basta. Come ho già detto prima, sto volentieri a casa dove non mi manca nulla. E quando questi bei figli tornano a casa hanno storie da raccontarmi e fotografie da mostrarmi. Sigrid è andata da sola anche al Metropolitan Museum dove ha visitato le sale di Arte Moderna. Ha scattato qualche foto dei lavori che più le sono piaciuti. Su alcune foto fatte sotto casa figuro anch’io e si vede bene la casa situata in una delle più belle strade del South Bronx.
 
Festa di San Gennaro
 
 
Williamsburg Bridge
 

Brooklyn
 
 
 
Bronx
Sotto casa
 

mercoledì 2 ottobre 2019

Noi tre a New York

 
L’anno scorso Sigrid ed io non siamo venute a New York dato che la casa al Bronx non era ancora abitabile. E adesso invece ci troviamo noi tre insieme al Bronx. Prima sono venuta io dall’Italia e dopo una settimana è arrivata Sigrid dall’Olanda. Durante i primi giorni ho camminato con Jan per le belle strade di Mott Haven. Mi ha mostrato la chiesetta più antica del Bronx, la Sant’Anna, e le strade con più negozi. Era bello esplorare il quartiere. Poi al supermercato Pioneer abbiamo comprato pane e kiwi’s. Tornando per la 139a Strada una signora affacciata al cancelletto di casa sua ci ha salutato con le parole: “Che bello vedere gente come voi camminare per la mia strada.” Abbiamo chiacchierato un pò, una signora molto carina. Come ogni anno avremmo fatto in seguito gite turistiche in giro per New York, ma un piccolo incidente ha alterato il programma. Il 30 agosto, alzandomi da una poltroncina, ho sentito all’improvviso un vuoto attorno e sono caduta per terra, sul sedere. Per fortuna non si è rotto niente, solo i muscoli vicini all’inguine destro sono rimasti doloranti, specialmente quando salgo o scendo le scale. Ho cercato su internet e sembrerebbe che questo smarrimento sia dovuto al fatto che dopo tante ore sull’aereo seduta in posizione scomoda il mio collo ne ha sofferto provocando una cervicalgia con giramenti di testa. In piu’ dopo le 9 ore d'aereo le ginocchia si sono gonfiate più del solito e anche il piede destro si è molto gonfiato. Ieri Jan e Sigrid mi hanno accompagnata da un medico di quartiere per un controllo. Non è niente di grave, succede spesso dopo lunghi voli. Una volta tornata a Roma dovrò fare ulteriori esami. Alla coscia si tratta di uno strappo muscolare. Adesso sono costretta a camminare molto meno e percio’ quest’anno mi faccio una scorpacciata di questa bella casa con solo  qualche breve uscita per Mott Haven. E’ stato il destino a decidere e a dire il vero non mi annoio, su nello studio ascolto bella musica, ho tanti libri da leggere e anche il computer mi tiene occupata. Sono molto felice che Jan e Sigrid escano insieme per New York o, se Jan ha troppo da lavorare, che Sigrid vada a spasso da sola.
 
 
          
La sera mi piace preparare la cena nella grande, moderna e accogliente cucina. Ieri sera Jan ha fatto uno squisito risotto con le lenticchie. Finito di mangiare rimaniamo seduti a tavola per un po’ e ricordiamo eventi del passato, della nostra vita in comune a Roma e delle nostre vacanze in Italia e all’estero.  Eravamo una famiglia felice e unita e lo siamo ancora.
Jan sente ogni giorno Jennifer dalla Giamaica e, da Roma, David ci ha fatto sapere che dopo una bella vacanza ad Ascoli sono ricominciate le lezioni a scuola. Lunedì scorso ha passato un giorno ad Avellino con le cugine. Mi ha assicurato che sta badando alle piante sul balconcino. Kevin fa sapere a Sigrid che anche là tutto procede bene. Racconta che una sera ha preparato il rijsttafel, una specialita’ indonesiana di cui io sono ghiotta. Dopo aver cenato hanno visto un film sul computer seduti tutti e tre sul divano (e m’immagino che come sempre Gina si è cercata un posticino fra loro). Quando le figlie si sono poi avviate per andare a letto, Livia gli ha detto: “Papa’ che bella serata che è stata.” Kevin era commosso. E’ una cosa rara che Livia, riservata com’e’, esprima i suoi pensieri intimi, al contrario di Flaminia che ha un carattere più aperto.

      

Davanti casa.


 

Sigrid a New York

 
Il 5 settembre Jan è andato a prendere Sigrid all’aeroporto. Sono venuti a casa molto tardi perchè al controllo dei passaporti Sigrid ha dovuto affrontare una fila interminabile impiegando almeno due ore. Mentre aspettavano, le altre covittime si sono scambiate fra loro occhiate incredule per questa situazione da terzo mondo. Quando finalmente l’ho abbracciata ho notato che nonostante tutto cio’ Sigrid aveva un buonissimo aspetto.  E di nuovo noi tre insieme a New York! Che gioia!
I giorni seguenti Sigrid fortunatamente non ha sofferto il jetlag. Anche lei ha ammirato moltissimo la nuova casa al Bronx  e, come ha fatto con me, Jan le ha mostrato il quartiere. Questo zona del South Bronx si chiama Mott Haven. E l’opinione di Sigrid è stata come la mia: ci eravamo aspettate di peggio. Non è bello come Harlem ma ci sono delle buone prospettive, dei miglioramenti stanno già prendendo forma. La nostra strada e quelle attigue sono fra le piu’ belle della zona con affascinanti case stile brownstone e, come Jan, altri proprietari hanno restaurato le proprie palazzine o lo stanno facendo. A poca distanza c’è una biblioteca comunale ma purtroppo non danno più in prestito dvd’s e per me non c’e’ nessun corso da seguire come gli altri anni nelle succursali di Harlem. Ci sono poi anche due supermercati abbastanza vicini e camminando per le strade si incontrano tante scuole con i loro spaziosi cortili per la ricreazione.  E come in tutta New York anche qui ci sono tanti community gardens: piccoli giardini dove alcuni volontari coltivano con passione tanti tipi di verdure che spesso poi regalano alle soup kitchens.  Anche qui si fa molto per la gioventù con playgrounds e campi sportivi dappertutto. Sono molto più belli e ben costruiti che non in Italia e in Olanda e le e piscine comunali sono a ingresso gratuito: dovrebbero essere un esempio per altri paesi. La lingua che si sente molto da queste parti è lo spagnolo perchè molti abitanti (il 72%) sono di origine portoricana, messicana e dominicana
Sabato scorso siamo andati noi tre all’inaugurazione di un grande murales a due passi di casa.  Il lavoro si intitola: “We have a Story to tell” – “Tenemos una Historia que contar” E’ stato eseguito dall’artista cilena Virginia Ayress Moreno con l’aiuto di tanti artisti volontari. Parole di Virginia: “Io sono dalla parte dei nullatenenti e sono contro il razzismo.” C’era musica e un gruppo di signore messicane eseguiva dei balli. Jan ha scattato qualche foto di loro assieme a Sigrid. Abbiamo parlato con diverse persone coinvolte con anima e corpo nell’impresa di migliorare il Bronx.
L’ambiente era caloroso, ci siamo sentiti molto a nostro agio, ben accetti. E’ stata un’esperienza molto simpatica.