giovedì 11 febbraio 2021

Seguito di "Jan a Roma"

 

Negli anni a Via Govoni, durante le vacanze natalizie, era consuetudine fare insieme un puzzle da 1000 pezzi. E questa volta, nei  momenti in cui ai figli era impossibile fare lunghe passeggiate per via delle forti piogge, Jan ed io abbiamo cominciato un puzzle da 500 tasselli. Non era per niente facile perchè il colore giallo dominava ovunque. Dopo qualche giorno e diverse ore l'abbiamo finito. Eccolo.

 

 

Abbiamo avuto a turno diversi ospiti a cena. Per via del Covid solo sei persone alla volta possono incontrarsi. Una volta  è toccato a Flavia e mentre si mangiava pasta al sugo fatto da me si parlava di films, la passione di Flavia. Io ricordavo il nome di tanti attori e trame di films del passato e Jan mi ha detto: "Mamma hai la mente di una ventenne" Un'altra volta Rosanna e Rachele: per prima c'erano fettuccine con un condimento fatto da Jan a base di barbabietole e gorgonzola, per secondo avevo preparato una padella con cavolo rosso mela, patate, cipolle e chiodi di garofano. Poi un'altra volta Mauro, Rachele e anche Flavia, la nostra vicina di casa, che ha portato un carrello con verdure varie preparate da lei. Io avevo polenta al forno con sugo e formaggio e un'insalata mista con avocado. A fine pasto un dolce di riso molto buono, un regalo di Natale da un'amica di David: Edvige. Ad ogni cena si stappavano diverse bottiglie di vino da assaggiare. Jan e Rosanna lo facevano da esperti: a New York lavorano nel mondo del vino, gli altri commensali giudicavano secondo il proprio gusto. Io purtroppo sono nata astemia e pure Sigrid: non siamo contro le bevande alcoliche ma non ci piacciono affatto. Alle 22.00 c'era il coprifuoco per via del Covid e gli ospiti ci salutavano a malincuore avviandosi alle rispettive case, Flavia che ha casa sul nostro pianerottolo poteva rimanere più a lungo.

Alla cena del 31 eravamo noi tre più Rachele. C'erano fra altro lenticchie al sugo e Rachele ha fritto delle specialità di Ascoli, la sua città. La bella cena era seguita da un film turco mica male. Parlava di una famiglia turca residente in Germania. Flavia che aveva cenato da suo fratello che abita nelle vicinanze è venuta da noi alle 10 e ha visto il film inieme a noi. Jan aveva già lavato i piatti. A mezzanotte, dopo gli auguri tutti (meno io) sono saliti sul terrazzo condomniale per incontrarsi con altri abitanti del palazzo. Tanti fuochi d'artificio. 

A novembre del 1957 sono venuta ad abitare a Roma. Avevo una camera in affitto a Piazza Santa Maria in Trastevere. Una nuova vita in un nuovo paese. Ho scritto già delle mie vicissitudini di allora. Ma non ho ancora raccontato del mio primo capodanno a Roma. Con altri giovani a mezzanotte si voleva uscire per vedere i fuochi d'artificio in lontananza al Gianicolo. Ma siamo dovuti tornare dentro di corsa. C'era pericolo di vita per le strade. Dalle finestre buttavano di tutto: piatti, pentole, rifiuti organici ma anche sedie, armadi, tazze del bagno, bidets. Tutte cose vecchie messe da parte per l'occasione. Un rito barbaro che per fortuna con gli anni si è estinto.

Qui a Roma ogni giorno Jan lavorava al computer ed era in contatto con Jennifer e anch'io la salutavo su Skype. I tre gattini in Giamaica sono cresciuti e sono inseparabili. Ecco una loro foto recente. 

 


Jan che ha energia da vendere il 7 gennaio ha preso un treno diretto a Tarquinia per assaggiare il brandy che produce un amico di Max Cipicchia. Max è un etrusco di Tarquinia e quando negli anni '80 con Jan e altri due formavano la Heavy Metal Band Astaroth nei fine settimana provavano in un casolare situato in quella cittadina. Andavano d'accordissimo e che entusiasmo avevano. Quei giorni Jan frequentava l'Accademia di Belle Arti e mi ricordo che nel suo tempo libero attaccava manifesti di un loro prossimo concerto ovunque in città. E' sucesso che un giorno il casolare prese fuoco e loro, assieme ai pompieri, si sono dati da fare per spegnere l'incendio. Jan aveva folti capelli lunghi. La vita è piena di ricordi e le foto aiutano a riviverli.

 


 




 

martedì 9 febbraio 2021

Grazie dei fiori

Il pomeriggio dell'altro ieri ero da sola a casa intercalando la lettura di un bel libro con lo studio di un nuovo collage da iniziare, quando suona il citofono. A sorpresa la visita di un'amica. Sapendo che ero sola quel giorno le è venuta l'idea di venirmi a trovare. Mi ha portato una piantina carinissima e un bellissimo fiore. Dopo una tazza di tè con biscottini abbiamo chiacchierato per almeno tre ore, gli argomenti non ci mancavano. Ogni tanto ci vediamo. E su Facebook vede i miei collages che David pubblica e mi fa sapere che le piacciono molto, tanto che le è venuta voglia di farne anche lei. Fino ad ora ne ha fatti due e li ha fotografati col telefonino: sono molto carini, sta sviluppando un suo stile. E' stato un bel pomeriggio. 

Ieri è tornato David da Barbarano e ha scattato per me delle foto della piantina e del fiore, esseri incantevoli. Ieri e oggi la pioggia è sempre presente, ma se domani dovesse esserci un raggio di sole chiederò a David di immortalare due piante fiorite sul balconcino. Grazie dei fiori! I fiori abbelliscono il nostro pianeta!







lunedì 1 febbraio 2021

Vacanze di Natale con Jan, 2020_2021

Il 23 dicembre Jan è venuto a Roma per passare un paio di settimane con David e con me. Aveva viaggiato di notte e l'aereo era atterrato alle 7.15. C'erano lunghe file per i tests del Covid e subito dopo  altre file per avere il risultato. Prendendo poi il treno finalmente è arrivato a casa alle 13.30.  Che bel rivedersi con questo figlio americano. Nonostante il lungo viaggio Jan non aveva segni di stanchezza. Vulcanico com'è ha aperto subito le nove scatole con bottiglie di vino che i produttori avevano spedito per l'assaggio, dopodichè ha messo in file le bottiglie e piegato le scatole di cartone. Poi è venuto David che dopo le lezioni online era andato al mercato per rifornire la casa di frutta e verdura. Un abbraccio forte fra i due fratelli. Dopo pranzo una piccola siesta seguita da una lunga passeggiata con David e la sua collega e amica Rachele. Il giorno dopo abbiamo fatto gli auguri a David che compiva 60 anni. Da non credersi. Sembra ieri che era piccolino! Ed  io una giovane mamma. Anche dall'Olanda sono arrivati gli auguri, a turno erano al telefono Sigrid, Kevin, Livia e Flaminia. Nel pomeriggio sono venuti alcuni amici a trovarlo. Come ogni vigilia abbiamo cenato con spaghetti alle vongole scappate e insalata russa. Per dessert c'erano i gelatini Sanpietrini del Palazzo del Freddo Fassi all'Esquilino e naturalmente panettone, pandoro e torrone a scelta. Jan ha lavato i piatti. Nei giorni seguenti sono andata con i figli a vedere il giardinetto di Piazza Dante rimesso a posto dopo essere stato usato come cantiere per i lavori di restauro del palazzo destinato ai Servizi Segreti Italiani. E' diventato molto carino, molto pulito e c'erano bambini con i loro  genitori e le loro biciclette. L'angolo giochi fornito di poche attrezzature, ma meglio di niente. Forse sono troppo critica, ma paragono l'area giochi di qui con quelle di New York che sono bellissme. Ho visto anche il giardino di Piazza Vittorio rinnovato. Molto bello.

 

1963

Negli intervalli di non pioggia i fratelli hanno fatto lunghe, chilometriche passeggiate. Hanno voluto rivedere la strada della loro prima giovinezza: Via Goiran, in cima a Via Teulada. Quel luogo è rimasto nel loro, nostro cuore. E di là, da Via Gomenizza che è ai piedi di Monte Mario sono saliti su, risalendo il Parco, Riserva Naturale. Nel gennaio del 1980 ci siamo stabiliti a Monte Mario in Via Govoni e quante volte ho camminato in quel parco, da sola o accompagnata. E' bellissimo quel parco. Ho scattato delle foto ai figli. Avevo anche invitato la mia amica Barbara a farmi compagnia durante le mie passeggiate e quando le era possibile veniva più che volentieri: Ci sedevamo poi su una panchina al punto panoramico a goderci la vista su Roma e a chiacchierare su tante nostre vicende. Quando mio fratello Henk che vive in Canada è venuto a stare con noi per qualche giorno dopo aver concluso il Cammino di Santiago, gli ho mostrato tanti posti caratteristici di Roma. L'ultimo giorno della sua permanenza, c'era un bel sole, ha camminato con me nella Riserva Naturale ammirando poi la vista sulla città dall'alto. Henk ha esclamato: Più di tutte mi piace questa uscita! 

Sulla cima del monte c'è un fortino. Ci abitava il custode e adesso è la dimora di suo figlio che è amico di David. Sono andati a trovarlo ed era più che contento della visita. E sul prato davanti alla casa il solito cavallo di Massimo che era felice delle attenzioni e delle carezze. Ci sono a Roma ancora dei posti da scoprire!

 

Aprile 1985

 

 

Forte di Monte Mario


David, Massimo e Jan 2020.





venerdì 22 gennaio 2021

Collages

Dato che da parecchio tempo non  mi sento tanto in forma - per colpa degli effetti collaterali di medicine prescrittemi (su questo tema ho già scritto dei posts) - esco raramente e rimango a casa dove trovo sempre qualcosa da fare e per ore mi dedico al mio hobby: fare collages. Li realizzo sempre della stessa misura, sul tavolo in cucina. David li osserva con attenzione, gli piacciono, e ogni tanto ne sceglie uno da mettere su Facebook. Di recente ne ha messi insieme tre che formano un trittico.

 


L'anno scorso Jan ne ha portati via 4. Tre per Jennifer, da esporre nella sua casa in Giamaica sulla parete dedicata all'arte, e l'altro l'ha appeso nella sua casa al Bronx.

A Natale Jan è stato qui da David e me. L'anno prima era venuta anche Jennifer ma adesso con il Covid e i lockdowns era impossibile per lei venire in Italia con il suo passaporto giamiacano. Durante la sua permanenza a Roma Jan ha guardato le cartelle con i lavori più recenti e il suo commento mi ha commosso: sono degni di un museo.

 



 

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail da Jacqueline, una giovane amica di New York. Alla mail ha aggiunto qualche foto. E' appassionata di fiori e ha addobbato la casa con vasi di tulipani. Nature morte bellissime e che sorpresa! Ad una parete c'è una cartolina che le ho spedito nel 2004 che rappresenta un mio collage. Le ho mandato una mail di risposta: "I am honoured you have framed my collage-card." 

 


 




lunedì 23 novembre 2020

David che scrive....e David che insegna.

 

Mesi fa Mauro ha chiesto a David di scrivere la presentazione della sua prossima mostra che a breve avrebbe avuto luogo. David e Mauro si conoscono da quando nei primi anni '80 frequentavano l'Accademia di Belle Arti.  E ancora si vedono: camminano per Roma, vanno per mostre d'arte e si incontrano a casa nostra per discutere oltre che di arte anche di storie di vita. Mauro, se il tempo glielo consente, rimane volentieri per cena (abita fuori Roma a un paio d'ore di macchina). David ha scritto subito il pezzo e gliel'ha consegnato. Leggendolo Mauro si è addirittura commosso. Ho chiesto a David se lo potessi riportare qui sul mio blog. Mi ha dato il suo consenso, ed eccolo:

Luce, composizione, colore, azione, storia. De Luca traduce le proprie riflessioni in forma trascendentale e dunque nulla è come sembra, tutto nasconde un doppio, triplo, quadruplo significato. De Luca ci mostra come ogni cosa sia metafora di se stessa. L’artista sa ma non ostenta il proprio sapere. E sa come parlare, quando parlare e quando tacere. E se tace è solo per senso della misura, per non dire troppo, per non dire l’inutile. De Luca è per il paradosso. Riesce ad urlare sussurrando. Sempre incurante delle mode, dei trend del momento, delle mille effimere tendenze contemporanee, De Luca prosegue il proprio viaggio verso le struggenti luci dell’alba, di tutte le albe: quelle che abbiamo visto e quelle che vedremo.

Ieri, venerdì, David aveva intenzione di andare, dopo aver finito le lezioni online, a Barbarano Romano per il weekend. Già presto si era preparato, aveva fatto la doccia, riempito le borse da portare via ecc. E poi son cominciate le lezioni. Con David non c'è da annoiarsi e perciò quasi tutti i ragazzi erano presenti. Mentre io ero indaffarata per casa sentivo David che parlava e spiegava e le voci dei ragazzini che chiedevano ulteriori spiegazioni, indugiavano. Durante un breve intervallo David si è chinato per aprire un cassetto. Ho sentito un urlo di dolore: gli era venuto il colpo della strega. E' riuscito a finire le lezioni in bellezza, ma dopo, alzandosi dalla sedia e muovendosi i dolori erano insopportabili. Gli ho fatto un paio di massaggi con crema d'arnica e ha preso un paracetomol ma tutto senza risultato: dolori tremendi. All'improvviso l'ho sentito ridere a squarciagola come non fa mai e contemporaneamente emettere forti  gemiti. Sono entrata nella sua stanza e gli ho chiesto sorpresa: "Stai facendo la terapia del riso?" Riusciva a parlare a fatica ma mi ha risposto che ad una prima classe con alunni di 13-14 anni aveva appena dato come compito quello di cercare per casa degli oggeti, di farne un assemblaggio, una natura morta, e poi  di fotografarla. Sotto lo sguardo attento e divertito di David i ragazzi hanno cominciato a cercare gli oggetti e i luoghi dove disporli per creare e mettere in scena le proprie rappresentazioni. David incoraggiava ed elargiva consigli in diretta. Un ragazzino non sapeva dove mettere mano e ha portato David in giro per la sua casa mostrandogli di tutto e anche una scala che scendeva in cantina. David gli ha suggerito che sì, quella scala era bella misteriosa, e di disporre sui gradini degli oggetti anche non per forza legati a quell'ambiente. Molti allievi presi dall'estro creativo e divertendosi hanno cominciato a spedire scatti di prova e così anche il ragazzino della scala. Nel suo caso involontariamente (oppure no?) è venuta fuori una creazione macabra e insieme tragicomica: in basso, all'inizio della scala, appoggiata al muro c'è una gruccia. Poco più in alto, sui gradini, è posizionata un'urna funeraria. David rideva a crepapelle perchè ha immaginato la scena: qualcuno era caduto per le scale con esito funesto e le sue ceneri si trovavano ora nell'urna. Anch'io ridevo, era troppo buffa la storia.  
David non si è potuto muovere da casa. La strega non l'ha abbandonato e solo stamattina, sabato, grazie ad un forte antidolorifico ha potuto muoversi essente dai dolori e nel pomeriggio è uscito per fare una passeggiata nel quartiere. Viene consigliato di muoversi il più possibile in questi casi.
 
E' un piacere ascoltare David quando racconta ai suoi studenti, commenta e discute con la sua bella voce, perfetta dizione e il suo linguaggio forbito.  










sabato 14 novembre 2020

Tutti insieme appassionatamente 2

 

I miei capelli erano molto cresciuti e mi davano fastidio. Per via del mio malessere e del lockdown non mi è stato possibile andare dal parrucchiere. La mattina dell'11 agosto, dopo un lungo tempo ferma in casa, finalmente sono  uscita al braccio di Jan e vicino a casa una parrucchiera indiana mi ha fatto un taglio molto più corto. E' piaciuto a tutti e io mi sentivo liberata da un ingombro. Nel tardo pomeriggio, in una prima sessione, David ha scattato come ogni estate foto della famigliola olandese e il giorno dopo ha concluso l'impresa. Questo secondo giorno hanno voluto per forza che venissi anche io. E ce l'ho fatto a salire le scale con il valido aiuto di Jan e Kevin. E anche io sono stata immortalata. Quest'anno Livia era in vena di posare ed è venuta bellissima. Flaminia che normalmente  posa spontaneamente e con disinvoltura si sentiva impedita: in pochi mesi è cresciuta e si è sviluppata tanto che non riconosce più se stessa e ha commentato: vorrei essere ancora bambina (poi tornando a scuola ha visto che anche le compagnette stavano cambiando e si è addattata e indentificata nell'essere ormai adolescente). Avevo conservato dei vestiti miei di tanti anni fa ai quali ero affezionata e pensavo: "chissà un giorno potrebbero piacere a delle possibili nipoti..." Per le foto di David le bambine li hanno provati e hanno fatto una scelta. Livia ha posato con un vestito a due pezzi a fiori che è stato prima mio e poi di Sigrid. Flaminia ha messo una gonna lunga e una t-shirt. Qualcosa hanno portato via e il resto è per la prossima volta. Vanno di  moda i vestiti vintage.

Il giorno dopo Sigrid, Kevin, Livia e Flaminia sono tornati ad Haarlem: la scuola ricominciava il 19 agosto. Jan è tornato a New York il 16 agosto. E come sono stati felici i giorni passati tutti insieme appassionatamente! Ho dei figli e nipoti superlativi!
 

 
 
 
 
 








venerdì 13 novembre 2020

Tutti insieme appassionatamente 1

Il 29 luglio sono venuti Sigrid, Kevin, Livia e Flaminia dall'Olanda: dopo il Portogallo hanno trascorso  una decina di giorni con la gattina Gina ad Haarlem. E' sempre una gioia rivederli. E come sempre erano belli, e ancora abbronzati; in Portogallo c'erano stati giorni a 40°. Livia, 15 anni, supera la mamma in altezza: 1m76 e Flaminia, 12 anni, in pochi mesi è cresciuta notevolmente. Due nipotine stupende! A Roma Flaminia ha subito voluto fare un collage lavorandolo ad intervalli perchè erano sempre in giro per la città. Come ogni estate c'è stata la cena sulla terrazza condominiale, hanno partecipato anche Flavia e Massimo, gli unici che nel palazzo erano rimasti a Roma. Ho preparato il dolce ai sette vasetti e Jan una squisita abbondante insalata di pasta. La scala a chiocciola per andare su per me è un ostacolo anche perchè non c'è un passamano dove tenersi. Ho deciso di rimanere a casa. Hanno protestato ma li ho convinti: questa volta preferivo così e comunque per me era importante che loro si divertissero. Jan mi ha portato un piatto di melanzane alla parmigiana fatto da Flavia. Il cibo era gustoso. E ho sentito bella  musica su You Tube. E gli altri sono stati molto bene, in buona compagnia e con un bell'arietta fresca: di giorno faceva 36°. Flavia, il giorno dopo, prendendo un tè da me ha definito la serata come magnifica. Il giorno seguente il quartetto olandese è partito per il solito agriturismo in Toscana per starci una settimana. Questo soggiorno alle Macchie Alte è ormai diventato un rito irrinunciabile. Flaminia ci ha trovato l'amichetta degli anni precedenti, e chi l'ha vista e sentita più. Livia a volte faceva passeggiate da sola. C'era come sempre il cane Maia, tanti gattini, cavalli e mucche. Di tutti gli agriturismi questo è quello che a loro piace di più.

 

                                                                       Cena in terrazza

 

 

 

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Le Macchie Alte
 

 David e Jan hanno fatto escursioni in tante zone di Roma, visitando anche musei e gallerie d'arte. Dal museo Trombadori di Villa Strohl-Fern, che è situata all'interno di Villa Borghese, mi hanno portato due libricini che parlano della storia di questo studio-museo, avuti in regalo dalla direttrice novantenne con la quale si sono intrattenuti a lungo. 

 

Villa Strohl-Fern

Il 5 agosto Jan è andato da solo per qualche giorno a Napoli, David aveva un impegno. David e  Jan hanno un debole per questa città dove, con tutto il caos e il chiasso presenti, sembra di stare in un altro mondo; loro sono comunque affascinati da quei luoghi e ogni tanto sentono il richiamo della foresta. Jan ha mangiato cibi sfiziosi presi alle bancarelle e in una trattoria ha ordinato pasta e patate, un piatto che Pino sapeva fare benissimo. E forse Pino ha inculcato loro questa attrazione per Napoli quando, in viaggio per Avellino e scendendo dal treno a Napoli, ci faceva vedere l'università dove si è laureato, i Bassi e tanti luoghi tipici e belli. Il caffè napolitano era più saporito che altrove, io ne assaggiavo un goccio dalla tazzina di Pino. Jan è tornato a casa con un vassoio di sfogliatelle che abbiamo molto apprezzato. Il 10 agosto la casa si è di nuovo riempita: tutti sono tornati all'ovile. David, Jan e Rachele hanno portato tante verdure dall'orto di Eufemia, la padrona di casa di Barbarano. Per cena ho preparato, con l'assistenza di Jan, un grande, ricco minestrone accompagnato da pane e formaggio al forno e da un'insalatona di pomidoro con basilico. Il giorno prima avevo fatto una torta con pesche sciroppate. La cena à stata molto gradita e David, mattacchione, con i suoi buffi racconti ha fatto ridere tutti. Jan ha lavato i piatti e poi l'allegra brigata si è avviata al terrazzo condominiale per contare le stelle cadenti. Il 10 agosto, il giorno di San Lorenzo, di sera e di notte tante stelle cadono.