venerdì 4 ottobre 2013

2005. Casa a Venezia addio


Avevamo una casetta a Venezia.


Nel 1991 David e Jan hanno fatto una mostra a Venezia nella galleria Il Traghetto. Prima David con i suoi quadri, poi Jan. Eravamo ospiti in una casa di suore che ci viziavano con piatti vegetariani squisiti. Erano giorni molto felici, noi cinque insieme in questa incantevole città. Jan per l'occasione era venuto  dall'America. Un giorno in galleria abbiamo conosciuto una signora che oltre ad essere intereressata all'arte era agente immobiliare e vendeva appartamenti a Venezia. Innamorati come eravamo di questa città siamo rimasti in contatto con lei. A Pino che ogni tanto andava alla RAI di Venezia per lavoro ha mostrato qualche appartamento fino a che uno l'ha convinto. Era nel Sestiere di Castello ed era parzialmente ammobiliato. L'abbiamo comprato. Quando Pino si trovava a Venezia acquistava i mobili che mancavano comprando quasi tutto da un rigattiere. Una volta che la casetta di 50 metri quadrati era a posto ci siamo andati tutti insieme per inaugurarla e l'abbiamo trovata un gioiello. La cucina era abitabile con i suoi mobili originali, nella stanza più piccola Pino aveva fatto sistemare un grande letto matrimoniale e nel soggiorno tre posti letto. Così che c'era da dormire per cinque persone. Il grande armadio a muro conteneva un mucchio di cose. Nel bagno non c'era niente da cambiare. Anche il quartiere ci piaveva molto, non ci passavano molti turisti e abbiamo trovato tutti i negozi necessari. La fermata del traghetto più vicina si chiamava La Celestia.
Per tanti anni ci siamo andati con grande piacere, a volte tutti insieme ma anche David e Jan con le loro compagne e Sigrid con amici. Il lettone Sigrid lo ha diviso persino con altre due ragazze. Due volte è venuta la mia amica Anneke dall'Olanda per stare con Pino e con me, e come era entusiasta di tutto. Anche Shirley è stata felicemente nostra ospite. Pino come giornalista aveva la tessera di accesso al Festival del Cinema e quanti films abbiamo visto parlando poi anche con attori e registi. Passato qualche anno Sigrid ci è' andata con Kevin che poi è diventato suo marito. Anche i genitori di Kevin  ci hanno trascorso una bella vacanza, ancora ne parlano.
Ho scritto tempo fa in un post che anni fa ci è arrivato lo sfratto esecutivo dall'appartamento a Monte Mario. Era la seconda volta in trent'anni che ci capitava uno sfratto ed è una cosa bruttissima e stresssante.
Abbiamo perciò dovuto vendere la casetta di Venezia e con tutti i risparmi dopo molti anni di ricerche, abbiamo acquistato una casa. E' più piccola di quella di Monte Mario ma ne siamo contentissimi. E anche il nuovo quartiere ci piace molto.
Nel 2005 David e Paola, la sua ragazza di allora, e Jan e Jennifer, ci hanno vissuto qualche giorno per l'ultima volta. Durante quei giorni l'atto di vendita è stato regolato con il notaio ed il nuovo proprietario.
Nell'archivio fotografico sul computer di Jennifer c'è una pagina dedicata a quei giorni. Quelle belle immagini non le avevo mai viste prima. E questo post è un pretesto per depositarle qui.






giovedì 3 ottobre 2013

MET Julia Margaret Cameron

Nel MET c'era anche in atto un'altra mostra, quella della fotografa inglese Julia Margaret Cameron (1815 - 1879), la sua prima in questo museo. Ci e' piaciuta moltissimo. Sembrano foto moderne mentre sono state scattate quasi due secoli fa. Era diventata conosciuta per i suoi ritratti di celebrita' del suo tempo ed i suoi temi leggendari ed eroici.
La mostra era illustrata da didascalie alle pareti sulla vita dell'artista e qualcosa la trascrivo perche' Julia Margaret mi ha colpito molto. In quei tempi mica si scattava un botoncino ed usciva una foto, era un impegno molto ma molto piu' complicato ed elaborato.
J.M.C. era nata in una famiglia di celebrate bellezze ed era considerata il brutto anatroccolo fra le sue sorelle. Virginia Woolf che era la sua pronipote ha descritto nel 1926 cosi' le tre sorelle: una la definisce Bellezza, l'altra Splendida e Julia Indubbio Talento.
J.M.C. ha cominciato a interessarsi di fotografia quando nel 1863, a 48 anni ha avuto in regalo da sua figlia ed il suo genero una macchina fotografica.  Scriveva: "Dal primo momento che ho impugnato il mio obiettivo con tenero ardore mi e' diventato come una cosa vivente con voce e memoria e un vigore creativo." Era madre di sei figli, molto religiosa, di buone letture e l'amica un po' eccentrica di molti noti artisti, poeti e intellettuali dell'epoca vittoriani.  I suoi modelli erano gli amici, la famiglia, i suoi domestici e conoscenti. E' diventata una delle piu' grandi ritrattiste nella storia della fotografia.







martedì 1 ottobre 2013

MET: Balthus

Jan e Jennifer possiedono un abonnamento che e' valido per diversi musei e che vale anche per uno o due ospiti. Vanno con regolarita' a vedere le mostre. Quando Jan ha un intervallo nel suo lavoro ferma il suo scooter ed entra in un museo, anche se e' solo per mezz'ora. In questi giorni c'e' al MET (Metropolitan Museum of Art) una mostra del pittore Balthus (Balthasar Klossowski de Rola, Parigi 1908 - Svizzera 2001) intitolata Cats and Girls. Paintings and Provocations.  Siamo andati a vederla.
C'era un grande pubblico che insieme a noi studiava i circa 35 dipinti che datano dagli anni '30 agli anni '50. Solo 4 appartengono al Met mentri gli altri vengono da altri musei negli USA e dalla Francia, l'Inghilterra, la Svizzera e l'Australia.
Gia' da bambino l'artista sentiva un'affinita' con gli altri bambini, come se fosse gia' conscio dell'importanza dell'infanzia. A 8 anni di eta', nel 1916, ha posato con il suo gatto per sua madre Elisabeth Dorothea, pittrice nota con il nome Baladine. I gatti sono rimasti una presenza fissa nella vita e nel lavoro dell'artista. Ed era infatuato di adolescenti.
Durante la seconda guerra mondiale Balthus visse in Svizzera trasformando il suo studio in un posto gioiso dove ninfee sognano. leggono e fanno un pisolino, l'opposto di quel che era il suo severo studio parigino. Balthus faceva posare adolescenti in pose con un ambiguo tocco di malizia. Un gatto faceva spesso parte della scena.
C'era anche una serie di 40 piccoli disegni ad inchiostro, eseguiti all'eta' di 11 anni, un libro per commemorare il suo gatto Mitsou. Il pittore tedesco Rainer Maria Rilke, l'amante della madre, entusiasta del talento del ragazzo, l'ha fatto pubblicare nel 1921.  E' la prima volta che questi disegni vengono mostrati al pubblico.
Balthus ha sempre voluto coltivare un alone di mistero accanto alla sua figura. Per la sua retrospettiva del 1986 nel Tate ha mandato questo telegramma: "Niente dettagli biografici. Balthus e' un pittore del quale non si sa nulla. Guardiamoci i suoi lavori. Saluti. Balthus."
La mostra comincia con un autoritratto dell'artista a 27 anni, intitolato Il Re dei Gatti, dove un gatto si strofina contro una sua gamba. In un Art Column il critico d'arte Lance Esplund dice che oltre al Re dei Gatti Balthus  era anche Re delle Ragazzine.


Lavori in corso: Giamaica

Prima di partire per la Giamaica Jennifer mi ha fatto vedere le foto della sua casa e del giardino. Aggiunge sempre nuovi particolari e il giardino e' sempre piu' ricco di vegetazione. Ha tante idee innovative e molti lavori li esegue con le sue mani, che sono d'oro. Quando Jan puo' lasciare il lavoro per una settimana la raggiunge. La casa ha gia' avuto i suoi primi ospiti e sicuramente ne seguiranno altri.


A me sembra un posto ideale per uno scrittore che vuole finire un libro in tutta tranquillita'.
Casa, dependance e giardino: tutto bellissimo.
Mi ha dato il permesso di pubblicare delle foto sul mio blog.

Doccia esterna
Interno bungalow



Ackee tree



Tavolo
da pranzo in cucina

lunedì 30 settembre 2013

Dumbo Årts Festival



Il Dumbo Festival dove siamo andati ieri pomeriggio non era movimentato come l'anno scorso con spettacoli nelle strade. L'affluenza di visitatori ci e' sembrata superiore ma la street art era quasi inesistente in confronto agli anni precedenti. Era comunque bello camminare per le strade e nel bel parco lungo l'East River. Tanta gente sdraiata sui prati al sole, seduta sulle rocce vicino al fiume e sulle innumerevoli panchine. Come l'anno scorso c'erano coppie appena sposate, di ogni colore, che venivano immortalate con i loro parenti, damigelle e bestmen. A una certa distanza dalla riva era ancoreggiata una barca, chiamata Ship of Tolerance che sventolava una enorme vela fatta di tanti quadri uniti insieme.

Dall'altra parte del East River c'e' Manhattan, un paesaggio incredibile con un sole che faceva brillare l'acqua e i grattacieli.
Questo festival e' un'esplosione di colori. Ne partecipano le bellissime piante e cespugli nel parco e  nelle strade.

Qui i bambini vengono molto considerati, per loro sono organizzati tanti giochi e ci sono spazi riparati con tavolini e sedie dove possono svolgere lavori manuali con tanto materiale a loro disposizione. Mi sono divertita molto a guardare questi piccoli in azione e ammiravo questa iniziativa. Anche in Olanda esistono queste attivita' e in Italia qualcosa in piccola scala sta cominciando a vedersi.
La galleria d'arte dove siamo andati a trovare Meridith si trova in un quartiere chiamato Clinton Hill. Ci sono case bellissime con piante fiorite sui gradini d'entrata e nei bassi cortiletti. In un contenitore su un marciapiedi c'erano tante mele rosse.




Di ritorno il Brooklyn Bridge era chiuso per lavori e tutto il traffico ha dovuto spostarsi sul Manhattan Bridge. Macchine a non finire. Jan ci ha guidato in mezzo stile gymcana e siamo arrivati dall'altra parte molto piu' veloci delle macchine a quattro ruote.
 Dopo cena abbiamo visto un film francese preso alla biblioteca: Tutti i battiti del mio cuore. Non era male.

sabato 28 settembre 2013

Meridith


In aprile Jan mi ha mandato una mail dicendo che una sua amica americana teneva in quei giorni una mostra pittorica non lontano da casa mia.  Era a Viale Manzoni nella galleria Hyunart Studio e il 9 aprile sono andata all'inaugurazione. Una mostra molto bella intitolata Camera con Vista, con quadri di "Sperlonga and Roman Windows". Quadri molto luminosi che uno vorrebbe volentieri avere in casa propria. Ho conosciuto l'artista Meridith McNeal. C'era una immediata simpatia reciproca e qualche giorno dopo, una domenica, e' venuta a pranzo da me. Il giorno dopo tornava in America.
Qui abbiamo ripreso contatti e domenica scorsa e' venuta a cena da noi a Harlem, portando un bellissimo mazzo di fiori. Con lei non c'e' un momento di noia, e' molto estroversa ed abbiamo parlato di tutto. Le e' piaciuto il sugo alla genovese e le devo dare la ricetta. Anche lei e' vegetariana.
Meridith e' un'artista che vive a Brooklyn.
E' anche insegnante, curatrice, arts administrator e...hula hooper. Nel 2008, 2009 e 2010 e' stata Visiting Artist nella American Academy a Roma. Viene rappresentata da diverse gallerie e il suo libro Magical Things e' stato pubblicato nel 2009.
Nel suo catalogo ho letto le sue seguenti parole: "Sono stata un'artista da quando mi ricordo. Recentemente ho realizzato che non importa su quale tema o idee sto lavorando, il cuore del mio lavoro e' trovare la magia nell'ordinario."
Oggi nel pomeriggio Jan ed io andiamo al Dumbo Art Festival a Brooklyn e la' ci incontreremo con Meridith. Chissa' se riuscira' a farsi vedere in azione come hula hooper, abbiamo sentito dire che e' molto brava, percio' le ho detto che oltre a tutto quello che gia' fa potrebbe perfino lavorare in un circo.
Ecco qualche lavoro di Meridith McNeal.

Apples by the Academy in Rome
Rome Terrace
La mia cucina a Roma, 2010
Dopo essere stati all'Art Festival abbiamo visitato Meridith nella Corridor Gallery, sempre a Brooklyn, zone Clinton Hill, dove e' la curatrice della mostra intitolata Justice Blind che mette in questione le varie interpretazioni del termine giustizia, anche in confronto degli animali.  Questa "giustizia/ingiustizia" alla quale e' anche dovuta l'imprigionamenti di tanti innocenti. Ci ha illustrato tutti i lavori esposti, alcuni molto belli e comunque molto interessanti.
Di mattina dirige con entusiasmo una classe di bambini ed adulti che disegnano e dipingono seguendo questo tema. 
Pubblico qui qualche foto della mostra piu' una foto artistica di Meridith nella sua veste di hula hooper.






venerdì 27 settembre 2013

Pompieri


Nel pomeriggio del 21 settembre Jan ed io siamo andati a piedi al Central Park. Gli alberi cominciano pian piano a colorarsi. Ho raccolto belle foglie di ginkgo biloba sparse per terra. Vicino al Harlem Meer (meer sarebbe l'olandese per lago) siamo entrati nel bellissimo playground East 110, appena messo a nuovo. E' uno dei 21 parchi gioco di Central Park. Sono uno piu' bello dell'altro e vengono regolarmente restaurati e riforniti di giochi dal design sempre piu' moderno.


Verso le 5.30, di nuovo a casa, abbiamo sentito un odore di fumo ed un attimo dopo suonava il citofono con insistenza. Jan e' sceso perche' questo citofono e' solo un campanello e non ci si puo' comunicare a voce. Risulta che erano i pompieri che volevano entrare nella nostra palazzina e che gia' cominciavano asfondare la porta di ingresso prima che Jan potesse arrivare ad aprirgli. Nel pianterreno della casa a fianco c'era un incendio. Jan e' rimasto giu' e, mentre io mi preparavo nel bagno perche' dovevamo andare a cena fuori, ho sentito battere cosi' forte contro i muri divisori e contro il tetto che sembrava che la casa stesse per essere abbattuta. Quasi contemporaneamente c'era un fracasso assordante nel soggiorno di vetri che si frantumavano. Sono uscita di fretta dal bagno e ho visto una scala dei pompieri  che colpiva la finestra fino a distruggerla. Jan e' venuto di corsa su preoccupato che mi fosse successo qualcosa, ma si e' tranquillizato nel vedermi sana e salva. Dato che il fumo viaggia verso l'alto, durante gli incendi per evitare che il fumo soffochi gli inquilini, la prima cosa che i pompieri fanno e' rompere una finestra dell'ultimo piano per creare uno sbocco. Jan da giu' ha gridato: "It's the wrong building!" "State prendendo il palazzo sbagliato" "Sorry" ha detto un pompiere. Appena dopo la scala ha rotto la finestra giusta. Avevano tentato anche di sfondare il tetto ma senza successo, per fortuna.
L'incendio era provocato da un cortocircuito tra i cavi nel muro: poche fiamme ma molto fumo. Quando l'incendio e' stato spento sono saliti da noi due giovani pompieri seguiti da altri tre ed insieme hanno  tolto la finestra con ancora attaccati pezzi di vetro affillati, poi hanno preso la scopa e hanno pulito il pavimento cosparso di vetro in ogni angolo. Per la precisione, volevano buttare il tutto giu' nel cortiletto davanti casa, ma Jan gli ha fatto notare la pericolosita' di una simile azione e quindi lo hanno portato giu' per le scale. Erano giovani dalla mano pesante, ma molto educati e gentili. Prima di andarsene hanno sistemato col nastro adesivo un telone di plastica per coprire l'apertura della finestra.  Jan ha offerto loro qualche bottiglia di vino da bere in caserna durante la cena, ma loro, dispiaciuti, hanno risposto che non possono bere in servizio.



Per quest'accaduto eravamo in ritardo per la cena a Brooklyn, cosi' Jan ha avvisato gli amici telefonicamente. Sotto casa c'era gente che seguiva tutta l'operazione ed abbiamo contato una fila di ben 8 camion dei pompieri. Ho detto a Jan, ridendo: 8 camion, un mucchio di pompieri ed hanno spaccato la finestra sbagliata. si' che meritano un po' di bottiglie di vino!
Da Nicki e Doyle abbiamo passato una gradevolissima serata. C'era anche Liz che abbiamo conosciuto da loro l'anno scorso. Nicki ha preparato una cena squisita, ispirandosi alla cucina asiatica.


C'era ancora un'altra presenza: il loro gatto bianco e nero, sempre vicino a noi. Il caso vuole che Doyle e' un pompiere in pensione. Loro sono una amabile coppia.
La mattina dopo un falegname ha levato il telo di plastica e l'ha sostituito con una tavola di legno. Aspettiamo con impazienza il vetraio.