mercoledì 10 agosto 2011

Elswout

Il 1° maggio abbiamo festeggiato Sigrid e Kevin che stanno insieme da 20 anni. Si sono conosciuti nella biblioteca dell'Università di Nijmegen (Nimega), dove Sigrid si trovava col progetto Erasmus. Ed è stato praticamente amore a prima vista. A quei tempi sia Sigrid sia Kevin portavano i capelli lunghi. Quell'estate Kevin è venuto da noi a Roma e David ha scattato una bella foto dei due pischelli..
Dato che quest'anno il 1° maggio cadeva di domenica siamo andati tutti insieme alla riserva naturale Elswout. E di sera Sigrid e Kevin sono andati fuori a cena soli soletti.

Landgoed (proprietà terriera) Elswout è un bellissimo posto per fare lunghe camminate.
Include una grande casa e una varietà di altri edifici. Verde lussureggiante e sentieri tortuosi. Niente linee diritte. Ponticelli romantici. Alberi secolari. Le tante colline sono opere dell'uomo. La casa principale è stata costruita in stile italiano high renaissance nel 1883 al posto di una casa di campagna demolita in stile francese del 17° secolo. Grazie al valore cultural-storico Elswout è diventato un Monumento dello Stato. E' l'habitat di molte piante ed animali ed è un oasi per coloro che desiderano sfuggire al caos delle città. Con la gente che si incontra durante la passeggiata si scambia un sorriso ed un saluto.
Ogni volta che sono in Olanda ci andiamo almeno una volta  E' appena fuori la città di Haarlem.




Livia e Flaminia corrono su prati e sentieri, sono incantate dai tanti angoli misteriosi e dalla flora e dalla fauna. Guardano con occhi pieni di meraviglia i giganteschi funghi attaccati a molti alberi. Camminano sugli alberi caduti per terra (colpiti da un fulmine?), lasciati lì per sedercisi sopra o per la delizia dei bambini. Parlando di fulmini anni fa in Canada mio fratello stava lavando la sua macchina a fianco della casa quando un fulmine è caduto su un albero in fondo al giardino. La corrente è corsa sottoterra dalle radici dell'albero fino alla pompa dell'acqua e Minze ha avuto una scossa fortissima che l'ha lasciato bianco come un cencio e oscillante. Gli ci sono voluti diversi giorni per riprendersi. L'albero è diventato nero ed è caduto.
Nel 1998 sono andata da sola a visitare Sigrid e Kevin che si erano stabiliti definitivamente a Haarlem. I genitori di Kevin, Irma e Henk, che allora abitavano a Roermond, nel sud dell'Olanda, sono venuti per passare una giornata con noi. Abbiamo camminato insieme per un paio di ore nel parco di Elswout e anche loro erano entusiasti della bellezza del posto.
Cercherò delle foto per illustrare questa pagina.

venerdì 5 agosto 2011

Livia e la piscina "Het Spaarnehuys"


Quali altri evenimenti ci sono stati nei miei due mesi in Olanda? La mia memoria fa cilecca e perciò guardo nel mio diario. E' già più di un mese che sono tornata e ormai sono immersa nella vita romana.
Vedo che un  giorno Kevin, che si occupa di Public Affairs, è andato con un suo cliente a Parma in Italia. E' tornato la sera stessa perchè la mattina seguente aveva un appuntamento importante ad Amsterdam.
Sigrid ha portato Livia a scuola ed io Flaminia all'Egelantier, dove appena entrata in classe, con le maestre e gli altri bambini hanno cominciato a fabbricare una corona per ciascuno con carta colorata, forbici, colla e colori. Quando alle 12 sono andata a prenderla Flaminia aveva la sua creazione in testa. Se l'è tenuta per parecchio tempo per mostrarla a tutti in casa. Poi come quasi tutte le cose fatte a scuola dalle bambine anche la corona è stata appesa a dei rami scarni posti in un vaso sul dressoir nell'angolo soggiorno, che così è diventato una vera opera d'arte. Ho visto per caso su una pagina internet un albero finto con attaccate delle buste di plastica colorate, è un'opera esposta in una galleria d'arte ed è di un artista famoso: Pascal Marthine Tayoo. Ma vi posso assicurare che l'albero spontaneo di Livia e Flaminia lo supera in bellezza.
Quando i genitori sono presenti l'attenzione delle bambine è rivolta a loro ed è come se io non ci fossi. Flaminia delle volte dice persino: "Nonna vai via." (Ma capita anche che al suo papà dica di andare via quando vuole la mamma tutta per sè). Come sono contenta quando  sono sola con loro e mi cercano, mi interpellano e mi mostrano i loro disegni. Un pomeriggio che Sigrid aveva un impegno ed io leggevo loro un libro, Flaminia si è seduta con me in poltrona, un braccio intorno al mio collo. Livia è venuta a sedersi sulle mie ginocchia, appoggiandosi rilassata. Ero felice.
Livia ha attraversato un periodo di ribellione. Alla sera le bambine  scelgono i vestiti da indossare il giorno dopo per fare più presto la mattina. Però il vestitino scelto da Livia, il giorno dopo non le andava più a genio ed erano pianti e urla. Faceva disperare i suoi genitori. Ma una volta vestita tornava calma e sollevata. 
A volte giocando con la sorellina la apostrofava con:  je bent stom, sei stupida. Flaminia protestava: io non sono stupida, sono buona. Con una corda fra le sedie Livia delineava una prigione e Flaminia doveva starci dentro perchè aveva rubato delle pietre preziose. Prima Flaminia non ci voleva entrare, ma poi, con grandi risate, ci andava, aspettando il seguito del gioco. Con grande facilità Livia ha imparato degli scioglilingua: "sopra la panca la capra campa", "la palla di pelle d'Apollo" e le diceva con una velocità incredibile, nessuno di noi ne era capace. Li ha fatti sentire anche a zio David su SKYPE.
La piscina che Livia frequenta ogni lunedì pomeriggio è situata in mezzo ad altre case lungo il fiume Spaarne. Da fuori non ci si aspetta che là dentro ci sia una piscina. Dentro c'è anche un bar con una finestra dalla quale i famigliari possono guardare quando il corso comincia, dopo vengono chiuse le tende per non distrarre i bambini. Gli ultimi dieci minuti è permesso di entrare in piscina con appositi "calzini" di plastica sopra le scarpe per vedere i progressi fatti dai piccoli pupilli. Livia oltre a saltare in acqua adesso sa anche tuffarsi ed è stata promossa al secondo livello. Che tenerezza vederla nel suo costumino, col suo corpicino snello e longilineo.


sabato 23 luglio 2011

Di sera con le bambine

Ogni lunedi sera, anche dopo una giornata impegnata tra lavoro e viaggi Kevin segue un corso di Power Yoga. Nel soggiorno ci ha fatto vedere qualche esercizio, difficile e pesante, ma Kevin dice che così si rilassa. Le bambine lo imitano, si scatenano, serpeggiano intorno e sopra al loro papà. Un grande divertimento.
Sigrid si dedica completamente all'andamento della casa, che con lavare, stirare, cucinare, piatti da lavare, spese, bimbe da accudire ecc. ecc.,  è il suo Power Yoga. Di sera segue un corso di cucito e a intervalli anche un corso di uncinetto. Le è venuta voglia di creare qualcosa con le mani e così si rilassa.
Ed essendo io presente per un certo lasso di tempo li ho esortati ad uscire insieme di sera e di giorno ogni volta che ne avevano il tempo, l'energia e la voglia. Succedeva così che nel pomeriggio rimanevo con le bambine e le amichette, dentro casa e nel giardino, e di sera spesso con le bimbe già a letto ma ancora sveglie. Qualche volta reclamavano i genitori, protestavano piangendo quando se ne andavano, ma sembrava più che altro uno show perchè in breve tempo si calmavano e ascoltavano con molto interesse i miei racconti o il libro che leggevo ad alta voce. Una di quelle sere parlavamo di gelati e di quanti gusti ci fossero. Nella gelateria allo Spaarne "Tante Saar" sceglievano ogni volta senza esitare i gusti cioccolata e fragola. Io consigliavo loro di provare anche altri sapori: limone, crema, nocciola, pistacchio, melone, cocco, vaniglia, frutti di bosco, banana, amarena, kiwi. Ho promesso che a Roma, all'Esquilino,  nella gelateria Fassi, avrei fatto assaggiare loro tanti nuovi gusti. In quel momento Livia doveva fare pipì e scendeva al piano di sotto. Io mi sono alzata un attimo dalla poltroncina di vimini per stiracchiarmi le gambe. Flaminia che si stava preparando per il sonno prendendo in braccio il suo orsachiotto Busha si è drizzata nel suo letto e indicando con un ditino la mia sedia ha detto con tono imperativo: "Nonna, cioccolata e fragola." Non  dovevo interrompere l'argomento di altisimo gradimento e mi sono riseduta. In poco tempo le due sorelline si sono addormentate sognando gelati di tanti sapori, fermo restando però che niente supera la cioccolata e la fragola.
C'era un altro argomento che piaceva e dal loro lettino me lo chiedevano spesso: "Nonna racconta di quando mamma era piccola." "La vostra mamma quando è nata aveva un mucchio di capelli neri" E mi tuffavo nei ricordi per pescarne sempre di diversi. Se si svegliavano troppo cominciavo a canticchiare ma mi veniva un'idea: "Livia perchè non canti le tue canzoni di scuola?" Con grande piacere Livia cantava tutto il repertorio e succedeva che era un' eccellente ninananna per Flaminia che si sdraiava mettendo la testa sopra Busha e dormiva.
Un'altra sera Flaminia aveva ancora troppa adrenalina sotto pelle. Saltava sù e giù dal suo letto (dopo il suo terzo compleanno ha avuto un letto grande come quello di Livia e ne è orgogliosa), si arrampicava sulla testiera, si tirava sù alla trave in alto che scende dal tetto spiovente. Niente la calmava, nè i racconti nè i canti. Livia ascoltava assonnata mentre io le accarezzavo la testa, una cosa che piace a tutte e due. Senza dire niente Flaminia è scesa per le scale della mansarda dove le bambine hanno la loro stanza da letto. Livia ed io pensavamo: sarà andata a fare la pipì. Ma non tornava più. L'abbiamo trovato nel giardino sul suo triciclo. Che risate. Che birba! Di nuovo nel suo letto ha preso Busha fra le braccia e mi ha indicato con un gesto che gradiva le carezze sulla testolina. Ha chiuso gli occhi e in poco tempo dormiva profondamente. E' troppo buffa questa bambina.

Flaminia la birba
Livia a sei anni

Flaminia

Flaminia tre anni

 Il 10 maggio alle sette e mezza del mattino Flaminia scendeva le scale indossando un bel vestito da festa. Era emozionata quando, entrando nella stanza a piano terra, ha visto appesa in alto la ghirlanda con le bandierine colorate, la sua sedia con attaccati i palloncini e sul tavolo vicino al suo piattino tanti bei pacchetti: i suoi regali di compleanno. Dopo i nostri auguri e baci li ha scartati e come le sono piaciuti i pennarelli, la scatola di pongo, il libro, la fiaba sonora e la ciotola gialla per la sua pappa.
Questa ciotola gialla è stata una buona idea di Kevin. C'erano già tre ciotole: una rosa, una celeste ed una arancione. Se un'amichetta rimaneva a cena ce ne voleva uno in più. Solo che a Livia e Flaminia piaceva unicamente quella arancione. E giù litigi e capricci. Adesso quel problema è risolto, d'ora in avanti Flaminia vuole solo la sua gialla. Abbiamo cantato per questa bambina grande, di tre anni, "Er is er een jarig hoera hoera". Dopo colazione Kevin ha portato Livia alla sua scuola ed io Flaminia alla sua nel palazzo Egelantier. Il passeggino coperto da un telo di plastica perchè pioveva forte. Anche la sua classe la aspettava con addobbi festosi. Una maestra che per qualche ora era venuta da supplente ha accolto Flaminia con queste parole: "Ah sei tu la bambina con quel bel nome. E come è grazioso il tuo vestito." Flaminia era un pò imbarazzata. La maestra l'ha preso sulle ginocchia e ha cominciato a leggerle un libro. Flaminia era subito assorta nel racconto e io sono ritornata a casa.
Sigrid frattanto preparava al forno tanti biscotti, una parte col cioccolato, l'altra senza. E come è abitudine in Olanda verso le undici siamo andate da Flaminia nella sua classe, con i biscotti in un bel cestino. E' venuto anche Kevin che si è liberato appositamente per tutto il resto della giornata. Le maestre hanno messo una bellissima corona in testa a Flaminia da loro fatta per la festeggiata. Per Flaminia era un atto normale: "è il mio compleanno e perciò oggi tocca a me aver una corona in testa." Livia al contrario della sua sorellina, regolarmente rifiuta ogni anno la corona che le spetta. Sarà per timidezza o per discrezione?
Le maestre, i bambini e noi abbiamo cantato di nuovo la classica canzone di compleanno e Flaminia ascoltava sulla sua sedietta adornata di fiori. Poi lei e Kevin hanno distribuito a tutti i bambini dei biscotti su delle salviette colorate. Flaminia aveva un'espressione soddisfatta: quasi lo stesso rito della festa di Livia al suo asilo. Dalle maestre ha avuto in regalo una piccola bambola a cui dopo qualche giorno ha dato il nome di Kila.
A sorpresa era uscito il sole e dopo aver mangiato e bevuto i bambini hanno giocato nel giardino.
Dopo un leggero pranzo a casa siamo andati a prelevare Livia dalla sua scuola portandole dei panini che ha mangiato in macchina. Da tempo avevamo deciso, se fosse stato un giorno di sole, di andare a festeggiare al Linnaeushof. Le bambine erano eccitate solo a sentirne parlare.
Il Linnaeushof è il più grande parco-giochi dell'Europa. Si sono divertite tantissimo. Non sono mai state ferme. Verso le 5 e mezza era l'ora di chiusura ma se fosse stato per loro sarebbero rimaste all'infinito. Solo dopo hanno sentito la stanchezza che poi gli è rimasta addosso per un paio di giorni.

Linnaeushof

venerdì 22 luglio 2011

Koninginnedag

Le rovine del castello di Brederode

Tutti e due i mesi che sono stata in Olanda ho avuto fortuna col tempo, c'è stato qualche giorno di pioggia, anche alcuni giorni freddi ma per il resto il sole ha regnato sovrano, tanto che Livia diceva: "Nonna nella sua valigia ha portato il sole dall'Italia." E così nei giorni festivi siamo andati al mare, poi nei tanti giardini con giochi per bambini, a mangiare un gelato lungo il fiume Spaarne che attraversa la città e ad una bellissima riserva naturale che è situata fra Haarlem e il mare. Con Kevin, che aveva un torneo di tennis, abbiamo passato una domenica al suo club circondato da prati con  mucche e cavalli. Per i tanti bambini c'era il solito zandbak e sentieri da percorrere. Ci siamo intrattenuti con tante persone simpatiche e il caso ha voluto che un collega-amico di tennis di Kevin sia il nipote del nostro medico di famiglia quando ero bambina, il dottor Hylkema. Prima di tornare a casa abbiamo visitato le rovine del castello Brederode dove le bambine sono rimaste affascinate dalle antiche vestigia.
In quei giorni Kevin ha costruito anche un piccolo tavolo-zandbak per il loro giardino dove giocano Livia e Flaminia da sole o con le amichette. La sabbia è sempre una grande attrazione per i bambini, non si annoiano mai a giocarci. Quando David era piccolo ho voluto anche per lui una scatola di legno con sabbia sul terrazzino, ma era così discolo, come Flaminia, che buttava la sabbia giù per strada, dal quarto piano. Abbiamo eliminato il tutto. In Olanda in tutti i parchi-giochi per bambini c'è (e c'era anche quando io ero piccola) immancabilmente uno zandbak ed è il posto più frequentato di tutto il giardino.
Come tutti gli anni il 30 aprile è il Koninginnedag, Giorno della Regina. Si festeggia il compleanno della regina. In quel giorno, in tutte le città d'Olanda gli abitanti mettono davanti alla loro casa e in spazi pubblici che prenotano in anticipo tutto quello che non serve più e se ne disfano vendendolo a prezzi bassissimi, quasi simbolici. E si baratta. Sui palchi si suona, ci sono bambini che eseguino un balletto, suonano uno strumento, cantano. E' una kermesse totale. Tutto avvolto dal colore arancione.
Anche noi ci siamo avventurati in mezzo alla folla ed è forse il giorno più divertente dell'anno. Le bambine potevano scegliersi un giocattolo e noi adulti avevamo fatto una lista di cose che sarebbero potute servire. Si incontrano conoscenti che da tempo non si vede e si scambiano due parole. Tutti allegri.
Quando verso le 4-5 i venditori si ritirano, lasciando spessissimo la merce invenduta per terra, allora comincia un'altra fase divertente. Si va in giro a curiosare e qualcosa di interessante si trova sempre. Anche alle bambine è piaciuta molto quest'oretta passata a girare con la massima libertà fra i bei rimasugli, puliti e di buona qualità, scegliendo un libro o un giocattolo e non pagando niente: è la prassi ogni anno.
David e Laura hanno festeggiato il compleanno della regina olandese nella villa con parco dell'ambasciatore a Roma, incontrando gli amici di sempre, chiacchierando fino a sera tardi. Un rito che si ripete ogni anno.


giovedì 21 luglio 2011

Brunch pasquale all'asilo

Interno del Teatro
De Egelantier
Zandbak

Alle 11 del 21 aprile c'è stato un brunch di Pasqua all'asilo comunale di Flaminia che è a dieci minuti di cammino da casa e si trova in un palazzo chiamato De Egelantier (Rosa Canina). Ci siamo andate Sigrid, Livia ed io. Il tempo era bellissimo e abbiamo trovato Flaminia in giardino seduta ad un lungo tavolo allegro, insieme agli altri bambini della sua classe. Ogni bambino aveva davanti a sè un uovo sodo, dipinto da lui, e un panino all'uvetta. Cantavano con le due maestre. Sono arrivati tanti genitori, fratellini e sorelline. I bambini giocavano sul prato, sullo scivolo e nello zandbak. Su due tavoli si stava formando un ricco buffet con bibite, tè e caffe e tante cose buone portate dai genitori. Piccoli e grandi hanno cominciato ad assaggiare dolci e salatini dal sapore familiare ed anche esotici, fatti da mamme di paesi lontani. I genitori, i nonni e le maestre chiaccheravano fra loro. Le maestre Marie e Liesbeth sono bravissime, svolgono con passione il proprio lavoro. Quando erano stanche di giocare e mangiare Livia si è seduta sulle ginocchia della sua mamma e Flaminia sulle mie. Stavamo proprio bene e con gente simpatica.
De Egelantier è stato costruito fra il 1871 e il 1873 in stile neo classico. Per tanti anni è stato l'ospedale  Elisabeth Gasthuis. Dal 1979, con qualche modifica, l'edificio è diventato la casa di mille organizzazioni culturali. Adulti e bambini ci  possono seguire dei corsi di ogni genere. Una parte è occupata dall'asilo che ha davanti un giardino, che sarebbe il cortile interno dell'Egelantier, con prato e giochi. Spesso quando ci porto Flaminia  penso a quando ero io bambina e andavo a trovare con mio padre e i miei fratellini la mamma che in quell'ospedale aveva subito un'operazione e pian piano stava riprendendosi. Dentro regnavano un rigore ed una quiete da incutere soggezione. Adesso l'Egelantier è un posto vivace. Gente che entra ed esce a tutte le ore. Dalle aule si sente musica, canto, voci giocose di bambini.
La stessa sera Sigrid e Kevin sono andati al teatro De Stadsschouwburg che si trova in questa parte vecchia della città. Io stavo con le bambine, raccontavo e canticchiavo fino a che dormivano.




De Stadsschouwburg
Retro del teatro

martedì 19 luglio 2011

Due mesi in Olanda


Murales a Korte Annastraat
Korte Annastraat

Il 16 aprile sono partita per l'Olanda. Kevin e Livia sono venuti a prendermi all'aeroporto di Schiphol.  In macchina Livia cantava per me le canzoni imparate a scuola. Arrivati a Haarlem, Sigrid ci aspettava alla porta di casa con Flaminia in braccio. Che bel rivedere! Le bambine le ho trovate tanto cresciute e carinissime. Anche se era trascorso un anno, mi sono subito inserita nella vita di famiglia. Dal primo giorno ho stabilito i compiti che avrei svolto per alleggerire il più possibile gli impegni di Kevin e Sigrid. I miei giorni erano pieni e così erano quelli di Sigrid e Kevin. Quanto c'è da fare in una famiglia con bambini.
Kevin la mattina portava Livia in macchina alla sua scuola steineriana per poi proseguire per il suo ufficio nella città di Bussum. Il lunedì porta anche Flaminia al suo asilo antroposofico che frequenta un giorno alla settimana. Altre due mattine va ad un asilo comunale abbastanza vicino a casa. E qui l'accompagnavo io e l'andavo a prendere. Sigrid col suo bakfiets ( in inglese: cargo bike) andava a riprendere Livia la cui scuola è piuttosto lontana. Spesso veniva da scuola con loro una compagnetta per giocare insieme. E a volte Livia gioca da un'amichetta. I giorni che Kevin è fuori città per lavoro tocca a Sigrid  portare col suo bakfiets le bambine alle loro rispettive scuole e poi riprenderle.
Ho detto a Sigrid e Kevin di approfittare della mia presenza e di uscire insieme la sera il più spesso possibile. E così a volte uscivano per mangiarsi una pizza oppure un gelato, per una cena da amici o di lavoro, per vedersi un film e una volta per il teatro. In genere mettevano prima le bambine al letto: lavarsi i denti, mettersi il pigiama, una storia da un libro o una storia inventata. Kevin legge o racconta in olandese e quando è il turno di Sigrid lo fa in italiano. Con Sigrid le bambine parlano solo in italiano anche quando sono in compagnia di olandesi ed è buffo vedere come si girano e continuano il discorso in olandese con gli amichetti e anche con il loro papà.
Come regola io preparavo la cena a base di pasta o riso in tanti  modi, verdure, insalata, una frittata o mozzarella, oppure un vegetarisch hapje. Siamo tutti vegetariani, anche le bambine. Un pediatra tempo fa ha detto a Sigrid e a Kevin che facevano molto bene a crescerle così perchè è stato dimostrato che i vegetariani vivono almeno cinque anni più a lungo e hanno meno malattie.
Quando le bambine erano sistemate bene nel loro lettino e Sigrid e Kevin scendevano al piano terra trovavano i piatti lavati e i giocattoli in ordine.
Dietro la casa hanno un bel giardino piuttosto grande che è una cosa abbastanza rara per il centro della città. Il quartiere è bellissimo, pieno di piante e fiori nelle strade. Spesso gli abitanti hanno tolto qualche ciottolo dal marciapiede davanti al muro della casa  per farci crescere piante, arbusti e edere. Ho visto gente che viene da fuori fermarsi a scattare foto. Per queste stradine passa la gente che va a visitare il Frans Halsmuseum che è a due passi, ma anche per visitare i tanti "hofjes" che sono sparsi in questa parte antica della città.

E' il quartiere fra i più belli di Haarlem o forse addiritura il più bello. Si chiama "De Vijfhoek" E anche se la casa sta diventando piccola, Sigrid e Kevin non vorrebbero mai andarsene.