sabato 6 novembre 2010

Lavori manuali

Quando in Olanda frequentavo la scuola elementare c'era ogni settimana un'ora dedicata ai lavori manuali.
I maschietti andavano a divertirsi nel laboratorio/bottega della scuola, con legno, chiodi e martello; le bambine imparavano a ricamare e a fare la maglia. Andavo spesso a scuola indossando dei pullover fatti da mia madre. La maestra li ammirava dicendo che erano belli e benfatti. Invece io ero abbastanza disastrosa, le mie manucce inesperte facevano troppo spesso cadere le maglie dal ferro. Mi ricordo che la maestra aggiustando il guaio con pazienza sospirava: "E pensare che hai una mamma così brava." Non bisogna  però mai disperare, ad un certo punto ho imparato, un pò con le direttive di mia madre ma più che altro da sola, prendendoci gusto. Nel tempo libero mi piaceva avere qualcosa fra le mani mentre leggevo o guardavo la TV.  Da sposata, ho fornito marito, figli e me stessa di pullover fatti a mano, in quei tempi andavano pure di moda. Sigrid specialmente ne aveva tanti e ha voluto che insegnassi anche a lei. Dopo aver studiato per ore, la sera aveva voglia di fare un lavoro manuale e così, ascoltando musica, sferruzando e chiaccherando sono nate delle belle sciarpe, delle maglie e delle coperte a quadretti. Una coperta sta adesso sul mio letto. In primavera quando stavo in Olanda ho fatto un vestito per Livia ai ferri. Sigrid mi ha mandato una foto di Livia col vestito adosso. Solo facendo le buffoncelle lei e l'amichetta di scuola, Mila, Livia si è fatta fotografare.

Flaminia scappa col bottino: le collane fatte da Livia.
Mentre insegnavo a Sigrid a fare la maglia, anche Jan voleva imparare, però dopo poche lezioni ha lasciato stare, aveva troppi altri impegni. I pescatori irlandesi nelle loro lunghe assenze sul mare facevano dei bellisimi pullover a maglia,  inventavano sempre  nuovi punti acquistando fama mondiale.


giovedì 4 novembre 2010

E ora tocca a me



C'è stato un tempo in cui con passione realizzavo delle composizioni di foglie e fiori secchi. Raccoglievo foglie e fiori dappertutto. Nei parchi e nelle strade di Roma, nelle gite fuori città, in Canada quando andavo a trovare i miei e in Olanda, da Sigrid, a Nijmegen, dove lei studiava col progetto Erasmus. Li mettevo a seccare tra le pagine degli elenchi telefonici. Sistemarli e poi incollarli su della carta era un lavoro da certosini. David mi disse una volta: "Mamma, tutta quella fatica! Il lavoro finito è bello ma effimero, perchè non disegni?" Sono negata al disegno ma iscrivendomi ad un corso di pittura su stoffa mi è venuta la voglia di fare qualcosa con i colori, non solo in classe ma anche a casa. Ed ho cominciato a disegnare usando quasi più la gomma da cancellare che la matita. Poi finivo l'opera con pittura acrilica e il risultato era soddisfacente. Ad un certo punto ho cominciato ad aggiungere piccoli ritagli di riviste. Un giorno leggendo un articolo sull'artista Kurt Schwitters mi si è aperto un mondo: mi piacevano tanto i suoi collages. Kurt Schwitters è stato il mio stimolo e dal giorno di quel famoso articolo faccio unicamente dei collages o meglio, dei lavori a tecnica mista. Ne ho cartelle piene. Qualcosa sta alle pareti di questa casa.






mercoledì 3 novembre 2010

Ed ecco Janneman

Jan a New York nel 1995.



Questo capitolo è dedicato ai lavori di Jan.
Jan è andato per un lungo fine settimana in Giamaica. Ieri è tornato a New York, insieme a Jennifer. Domenica scorsa mi ha chiamato (come tutte le domeniche). Si stavano godendo il fiume, il mare e i monti. E nel patio l'amaca, con la vista sul giardino che con gli alberi e tante piante in fiore era una delizia.
Chiedo a Jan di mandarmi, oltre a queste, delle foto dei suoi lavori a New York.

                                                                                                                                                                                                                                                         

martedì 2 novembre 2010

Ecco i lavori di David



Ieri la pagina "L'arte? Da queste parti" era troppo piena per aggiungerci altre foto e oltretutto era una giornata grigia e di forte pioggia, non c'era luce sufficiente per fotografare dentro casa. Questo paragrafo lo dedico ai lavori di David attaccati alle pareti di casa. Il prossimo lo dedicherò ai lavori di Jan.




domenica 31 ottobre 2010

l'Arte? Da queste parti

Astaroth
Blues & Verdura - Trastevere 2007.


Dopo la scuola media David e Jan hanno scelto il Liceo Artistico. Sigrid invece ha optato per il Liceo Linguistico dicendo che bastavano due artisti in famiglia. E così ha smesso del tutto di disegnare e dipingere.
I due fratelli erano molto portati per le materie artistiche, tanto che dopo il Liceo si sono diplomati all'Accademia di Belle Arti con ottimi voti. Jan per un anno ha seguito alla Sapienza il corso di Storia dell'Arte.
Continuavano a dipingere e ad incidere (acquaforti). Tanti anni fa David, mentre dipingeva sul balcone dell'altra casa, mi ha detto: "quando dipingo sono veramente felice". Queste parole mi sono entrate nel cuore, non le scordo mai.
David ha fatto diverse mostre, in Italia e all'estero, qualche volta insieme a Jan. I critici avevano parole di lode. Tutti e due erano anche impegnati con la musica. David ha cominciato da piccolo a suonare la chitarra acustica ed elettrica. A vent'anni faceva parte di un gruppo, i Wild Way. Suonavano in tutta Europa e anche sulle scalinate di Piazza di Spagna richiamando un gran pubblico. Mio marito ed io andavamo delle volte a dare un'occhiata e vedevamo la gente, grandi e piccoli, entusiasta. Ancora adesso suona in un paio di gruppi con i quali fa dei concerti. A casa compone e registra la sua musica.
Jan invece già da piccolissimo era fissato coi tamburi, non so quanti ne ha sfondati con le bacchette e una volta rimasto senza usava delle scatole di cartone, sfondandole. Una volta cresciuto, con i soldi di lavoretti fatti qua e là si è comprato una batteria di seconda mano e pian piano è arrivato ad averne una nuova. Aveva un gruppo che si chiamava Astaroth. Per tentare la fortuna ventitrè anni fa gli Astaroth sono andati a Los Angeles, ma dopo un pò di tempo il gruppo si è sciolto. Jan si è poi trasferito a New York e dopo molte peripezie ha imboccato un'altra strada, è diventato importatore di vini italiani. Questo mestiere gli piace molto. Dipinge e suona per hobby.
I lavori pittorici, i disegni e le incisioni con i quali abbiamo decorato le pareti di questa casa sono bellissimi.
Chiederò a David di farne delle foto. David ha fatto anche delle mostre di fotografia in gallerie e musei importanti.


Wild Way a Piazza di Spagna nel 1983

sabato 30 ottobre 2010

L'Arte? Mettila da parte..........Nè arte nè parte

Entrando in un museo per prima cosa mi piace andare al reparto Arte Contemporeana. Mi affascina quest'arte spesso così fantasiosa. Giro e vago per le sale, torno indietro per guardare un'altra volta un lavoro che mi ha colpito. Vado avanti, torno indietro, affondo nei colori e nelle forme, vengo trascinata.
Tanti sono i lavori che mi piacciono e mi assale spesso il pensiero che i lavori di David e Jan non sfigurerebbero  in queste sale. Anzi, sono più belli di tanti qui esposti. E a volte mi domando:  "Che cosa hanno certe opere per essere mostrate in un museo? Come mai sono arrivate qui?"
Vedo anche delle installazioni che per me sono delle buffonate, delle prese in giro. Sono entrata una volta in una galleria e per terra erano sparse delle bottiglie di plastica vuote.  Si erano dimenticati di pulire il pavimento? No, quella era l'opera. 
Per sfizio ho dato un'occhiata su Google. Ho scritto: "l'Arte Moderna, una presa in giro?" Con mia grande sorpresa è venuta fuori una pagina proprio con questo titolo che cominciava con una video intervista  di Cristian Lovatelli Ravarino al grande pittore Leonardo Cremonini, l'unico pittore italiano che incuriosiva Francis Bacon. 
Francis Bacon
Leonardo Cremonini
Riassumendo, si diceva che oggi il sistema galleristico-museale nonostante la sua enorme proliferazione non è in grado di intercettare non solo tutti i nuovi grandi talenti, ma anche quelli medi, e che molta della merce da loro spacciata per arte sia solo una sofisticata presa per i fondelli. La responsabilità dunque è del sistema che comprende le gallerie, i critici, i musei, i collezionisti, gli assessorati alla cultura ecc. che  mettono sul mercato questa finta arte, priva di qualità creativa, concepita come merce, rozzo manufatto spesso seriale. L'artista a volte non solo non realizza manualmente l'opera ma la fa costruire da altri dando, succede, indicazioni telefoniche al laboratorio che si appresta alla realizzazione.  

martedì 26 ottobre 2010

L'entrata



Prendo l'ascensore fino al sesto piano e come ogni volta penso che questi ascensori a gabbia siano i migliori perchè non claustrofobici, vedi passare ogni piano e la luce entra dappertutto. Faccio i giri di chiave, entro in casa, accendo la luce e nell'entrata, davanti a me vedo appeso un grande quadro di David molto colorato che rappresenta un uomo che suona un tamburo, i suoi capelli rossi dritti in testa toccano quasi un grande pesce volante col becco aperto. Come tutti i lavori di David anche questo è molto particolare, non c'è nessuno al mondo che dipinge, incide e disegna come lui. Jan ha lo stesso grande talento con un altro stile, crea anche lui dei soggetti metafisici, misteriosi. A New York guardavo a lungo i suoi lavori appesi alle pareti e gli chiedevo delle spiegazioni. Quando Sigrid era piccola anche lei come i fratelli disegnava e dipingeva volentieri. Avrà avuto sei anni quando ho visto in una rivista l'annuncio di un concorso per bambini, alle mamme veniva chiesto di mandare un disegno floreale. Ho messo uno dei tanti disegni in giro per casa in una busta e l'ho spedito. Grande è stata la sorpresa quando è arrivata la notizia che Sigrid aveva vinto il primo premio: per lei una bella scatola con tutto il necessario per dipingere e per la mamma un mazzo di fiori al mese per un anno.
Nell'ingresso abbiamo messo gli stessi mobili dell'altra casa, meno un armadio-guardaroba. 
Passando nel corridoio si vedono altri lavori esposti sulle pareti. 
Una cantina non l'abbiamo, purtroppo. In compenso nel corridoio ci sono due ripostigli e un piccolo soppalco dove abbiamo accatastato un mucchio di cose.
Il pianerottolo