sabato 7 luglio 2012

Percy Bysshe Shelley

Ieri sono stata al Cimitero Acattolico, conosciuto anche con i nomi Cimitero degli Artisti e dei Poeti e Cimitero dei Protestanti, che si trova ai piedi della Piramide di Caio Cestio (costruita fra il 18 ed il 12 secolo avanti Cristo). Il cimitero è incastonato tra le Mure Aureliane e Porta San Paolo nel quartiere Testaccio. Secondo le leggi vigenti nella Chiesa di allora nessun acattolico poteva essere sepolto in "terra benedetta", così, in questo angolo della città, le salme venivano tumulate di notte e in gran segreto per non suscitare le ire e le invettive del popolino, che spesso, fomentato ad arte, dalle parole passava ai fatti con vili aggressioni. Adesso questo bellissimo cimitero è un'oasi di pace e di quiete con piante e arbusti esotici, sentieri che salgono e scendono. Gatti felici sdraiati dappertutto. Non sembra un cimitero ma un giardino incantevole dove avvolti dal profumo dei tanti fiori, si passeggia sui sentieri e si ammirano monumenti, sculture e capelle stupendi con epitaffi in tante lingue. Non subentra tristezza, ma la serenità regna in questo posto dove Riposa in Pace sono parole che più adatte non si può.
Alle sei di sera faceva ancora un gran caldo ma in un angolo ombrato vicino alla tomba di Keats venivano messe delle comode panchine in semicerchio per il pubblico accorso ad assistere alla presentazione del libro di Percy Bysshe Shelley "La  Necessità dell'Ateismo", tradotto in italiano.  Intervenivano la direttrice del cimitero Amanda Thursfield, il poeta Franco Buffoni, la traduttrice Federica Turriziani Colonna e il segretario UAAR Raffaele Carcano.
E'stato un incontro interessantissimo che si è concluso con la visita alla tomba di Shelley. L'epitaffio sulla tomba dice: Cor Cordium, seguito da tre versi del canto Ariel dalla Tempesta di Shakespeare:
"Nothing of him that doth fade
But doth suffer a sea-change
Into something rich and strange

Parole molto appropriate

Scriverò qualcosa su Shelley appreso ieri sera durante  la conferenza nel cimitero e dopo, tornata a casa, su Internet.
Percy Bysshe Shelley (Field Place - Sussex - Inghilterra 1792 - Viareggio 1822), di antica famiglia facoltosa fu educato a Eton e Oxford da dove fu espulso nel 1811 per l'opuscolo "La necessità dell'ateismo" che scrisse insieme all'amico Thomas Jefferson Hogg, anche lui espulso. Poeta, vagabondo, anarchico, rivoluzionario, ribelle, visionario, sognatore assetato di infinito, Shelley lasciò l'Inghilterra per l'Italia ove morì appena prima di compiere 30 anni inghiottito da una tempesta nel golfo di La Spezia mentre tornava a casa nella sua goletta, il Don Juan fatta da lui costruire a Genoa. Il nome fu cambiato da lui e sua moglie Mary in Ariel.
Nel 1811 sposa Harriet Westbrook di 16 anni e dopo l'ennesimo conflitto con il padre rompe ogni rapporto con lui per trasferirsi nel Lake District. Harriet gli dà due figli: Eliza Ianthe e Charles. Shelley lascia moglie e figli, s'innamora di Mary Godwin, ragazza colta e intelligente, anche lei di 16 anni e va a vivere con lei in Svizzera nel 1814. Subito dopo la tragica morte di Harriet sposa Mary nel 1816. In Svizzera conoscono il loro grande contemporaneo George Byron. Diventarono anche amici di John Keats. A Shelley, Byron e Keats il destino consegnò una morte prematura, avvenuta in giovane età.
Fin dall'infanzia il poeta avversò ogni forma di tirannia e nutrì il suo amore per il meraviglioso con i romanzi di A. Radcliffe. Temerario nella poesia come nella vita (con Mary in breve tempo ebbe quatro figli) Shelley produsse la maggior parte dei suoi capolavori in meno di dieci anni. Annegò al largo della costa toscana all'età di 29 anni.  Dopo dieci giorni il suo corpo fu ritrovato sulla riva dove era stato spinto dalle onde. Venne cremato sulla spiaggia di Viareggio. Il cuore venne poi estratto intatto dalla pira in cui era arso il corpo durante il funerale, e custidito da Mary Shelley fino al giorno della morte di lei, mentre le ceneri di lui vennero sepolte nel Cimitero degli Inglesi a Roma.





venerdì 29 giugno 2012

Al mercato col caldo

Tornando dall'Olanda, il 10 giugno, quando David ed io siamo scesi dal pullman dell'Alitalia che ci ha portato da Fiumicino fino a pochi passi da casa, ci siamo guardati intorno con sgomento: dopo i Paesi Bassi il contrasto era grande. Sulle nostre facce si leggeva il commento: quanto è sporca Roma. Città bella ma inguaribilmente sporca. Non c'è cura che tenga, sia gli extracomunitari che gli italiani buttano tutto per terra. Ho visto tempo fa una giovane coppia di italiani che usciva da una pizzeria al taglio, scartava il trancio di pizza appena acquistato, buttava la carta per terra e si allontanava in sella al motorino. A simili spettacoli ho assistito in tutti questi 50 anni abbondanti che vivo in Italia. E adesso sono arrivati gli extracomunitari che danno manforte. Erano così disordinati anche nel loro paese d'origine? Un fatto è che tanti italiani non danno il buon esempio. Spero che nelle scuole insegnino ai bambini il senso civico e che i piccoli a loro volta dicano ai genitori come ci si comporta.
Il giorno dopo il nostro ritorno sono andata al mercato Esquilino. Un gran caldo dopo il freddo del nord. A dire il vero qualche giorno di caldo l'abbiamo avuto anche là, ci siamo goduti il bel giardino e le passeggiate. In un baleno gli Haarlemmesi erano seduti all'aperto in gran massa a godersi il sole, una bibita, un gelato ed altro davanti a bar e ristoranti. Tanti andavano al mare in bicicletta. Haarlem si trova tra Amsterdam ed il Mare del Nord.
Mi sono subito abituata di nuovo alla vita romana, come succede d'altronde dopo ogni mio ritorno.
Qui tante bancarelle del mercato sono ormai gestite da stranieri che sono tutti molto gentili. Anche nelle strade fuori del mercato vedi per lo più facce di altre etnie.
L'occhio si riabitua, anche con un senso continuo di irritazione, al sudiciume che regna un pò ovunque. Per i mendicanti che ti si avvicinano in genere ho qualche soldo in tasca. Per i poveri esseri sdraiati per terra o seduti contro un muro e che spesso assomigliano a zombies sento empatia e impotenza.
Porto fuori Seila il cane di Laura al giardino di Colle Oppio e di Piazza Vittorio. Frequento le mie simpatiche vicine di casa e le mie care amiche del vecchio quartiere. Il caldo è forte, solo di notte si rinfresca un pò. 
Mi piace stare a  Roma, la amo. Le cose che non vanno, bah, stanno lì e non si smuovono. Hanno bisogno di una spinta verso il senso giusto da una mano magica? No, da mani umane.







giovedì 28 giugno 2012

Foto di David sul suo Facebook

Sulla mia posta c'era un avviso che diceva che su Facebook qualcuno aveva commentato una foto pubblicata da David sul suo profilo e dove apparivo anch' io. Ho dato un'occhiata e sì, c'era una foto di me, Pino ed i nostri figli bambini. E' naturale che mi ha invaso un'ondata di nostalgia. Dopodichè ho cliccato sulla freccia che dice "avanti" e mi sono messa a guardare tante foto di vecchia data e recenti. Voglio chiedere a David di trasferire su questo mio blog un pò di foto paesaggistiche scattate da lui, qui ed in Olanda, e di aggiungere anche le didascalie scritte di suo pugno che mi hanno divertito molto. David ha una sfrenata fantasia ironica.






Con questa foto dal titolo "Nebbia malinconica", scattata in un giorno di forte malinconia, ho partecipato alla mostra "Malinconia nell'arte". La struggente immagine nel 2011 ha vinto il premio fotografico "Visioni melanconiche". Sul palco, davanti a pubblico e giuria ho alzato al cielo la coppa palesando un sorriso di circostanza che denotava una falsa gioia. Il mio animo infatti era permeato di una sottile ma bruciante malinconia.

Con questa foto dal titolo "Emozioni Sbocciate" mi sono aggiudicato il terzo premio del concorso fotografico "Broccostella in fiore", edizione 2012. Nel ritirare il premio, direttamente dalle mani del sindaco, una forte emozione ha invaso il mio cuore: finalmente il sogno di una vita si era realizzato. Adesso la mia opera è esposta permanentemente nella sala "Guardabassi" del municipio di Broccostella.
 
 
 
 
 

Con questa immagine (di indubbia e innegabile potenza espressiva) partecipero' alla III Biennale di Poggio Catino. Per ottenere il giusto riconoscimento della critica e la definitiva consacrazione internazionale ho pero' bisogno di un titolo che ben accompagni l'opera in questione. Le opzioni, per ora, sono tre: "Giuochi solitari", "La solitudine del giuoco", "Giochi silenti".
 
 
 
 
 

martedì 24 aprile 2012

Emanuela Barbero

Le ricerche googliane mi hanno fatto incontrare a sorpresa il sito di Emanuela Barbero. Ecco quello che scrive:
Moltissimi gruppi religiosi attribuiscono da sempre, non a caso, un'essenziale importanza alla dieta vegetariana, proprio in quanto mezzo di purificazione ed elevazione spirituale: buddisti, induisti, jainisti, gandhiani, cristiani delle origini (e in seguito Catari e Valdesi, entrambi ferocemente perseguitati dalla Chiesa come eretici, Avventisti odierni ed altre minoranze cristiane), molti Padri della Chiesa e tanti santi cristiani (tra cui San Francesco), Esseni, sacerdoti dell'antico Egitto, filosofi dell'antica Grecia e molti altri. Senza contare molte grandi personalità che hanno contribuito enormemene all'evoluzione della civiltà umana e che hanno optato consapevolmente per questa scelta di vita, andando contro i luoghi comuni ed i dogmi da sempre un pò ovunque più diffusi.
Per tutti loro evitare la carne, ritenuto cibo spiritualmente impuro, significa accostarsi maggiormente al divino. In questo modo viene riconosciuto il diritto alla vita a tutte le creature viventi, in quanto differenti espressioni di vita, rispettandole consapevolmente anzichè sacrificarle ed ucciderle per farne il proprio cibo. Anche se non siamo noi ad uccidere in prima persona l'animale, quando lo mangiamo siamo  comunque direttamente responsabili della sua morte e di contribuire al mantenimento del terrificante mercato della carne.
Nella Bhagavad Gita, uno dei più antichi libri sacri ed uno dei principali testi vedici dell'induismo, viene attribuita agli animali un'anima, della stessa sostanza di quella umana ma con un differente grado di coscienza, capace anch'essa di raggiungere stati di spiritualità elevata. In base alla visione del Movimento per la Coscienza di Krishna, che si attiene fedelmente al testo originale, negare l'anima agli animali è un semplice artificio che giustifica il fatto di mangiarli liberamente, negando loro lo status che invee hanno nell'ordine dell'universo.
In questa accezione l'animale è ciò che è mosso dall'anima, dalla vita dell'anima. L'etimo stesso di "animale" deriva da "anemos", anima, spirito, il soffio di vita presente in tutte le creature viventi. Del resto anche l'uomo appartiene al regno animale e nutrirsi di animali è assai vicino al cannibalismo. Mangiare la carne degli altri animali anzichè quella umana è una differenza di grado ma non di genere e facendolo restiamo comunque molto prossimi al cannibalismo.
Dal punto di vista biologico e scientifico uomo e animali sono parte dello stesso regno ed hanno le stesse necessità fondamentali: mangiano, dormono, si accoppiano, si difendono. E soffrono. In questo non c'è  differenza. Nella Bibbia (Genesi, 1,30) Dio stesso afferma che anche gli animali hanno un'anima. Il quinto comandamento riporta testualmente: "Non uccidere", in senso generico, senza specificare "l'uomo". Perciò lo si deve intendere per quello che è, e cioè: "Non uccidere" e basta, senza eccezioni.

Tecnica mista su carta

lunedì 23 aprile 2012

Vaticano e dintorni

Ho trovato un altro sito: la storia della solita scatola cinese, e di nuovo il comune denominatore è il solito Costantino. E' interessante leggere quello che dice il sito "Vaticano e dintorni" a tal proposito.

E' risaputo che la Bibbia sia stata manipolata. Infatti molti studiosi affermano che al Concilio di Nicea (352) sacerdoti e politici alterarono radicalmente i documenti cristiani originali, con omissioni e interpolazioni, per renderli accettabili all'imperatore Costantino che, a quei tempi, si opponeva ferocemente alle sacre scritture. Il loro scopo era convertire Costantino al cristianesimo e far così assurgere la loro religione a culto ufficiale dell'impero romano. Le autorità ecclesistiche nominarono degli studiosi, detti "correttori", ai quali fu commissionato di correggere il testo delle scritture sacre nell'interesse dell'ortodossia. Gli unici manoscritti originali del Nuovo Testamento risalgono al IV secolo (i più antichi) e sono solo copie di copie.
Il Nuovo Testamento più e più volte cita esempi di Gesù che chiedeva carne, una realtà che i mangiatori di carne hanno adottato come giustificazione della loro scelta alimentare. Uno studio del greco originale del testo, però, rivela che Gesù non chiedeva veramente "carne". Brosis = cibo , così "Avete della carne?" (Giovanni 21,5) si dovrebbe leggere: "Avete  qualcosa da mangiare?" E quando il vangelo dice che i discepoli andarono a comprare carne (Giovanni 4.8), una traduzione più letterale direbbe semplicemente che andarono a comprare "da mangiare". In tutti i casi il greco originale parla di "cibo" in generale e non necessariamente di "carne".  Analizzzando questo punto nella prefazione della sua traduzione di The Gospel of the Holy Twelve, il reverendo Gideon Jasper Richard Ousely dice: "I correttori eliminarono dai vangeli, con accurata minuzia certi insegnamenti di nostro Signore che non si proponevano di seguire, specificatamente quelli contro il mangiare carne e il bere bevande forti."
rev. Gideon Jasper Richard Ousely
La chiesa catolica non è stata fondata da Gesù ma da Costantino.
E fu l'imperatore Costantino (nel 315) a stabilire quale giorno di riposo il primo giorno della settimana, allora dedicato al dio Sole. Infatti è ancora Sunday in inglese, Zondag in olandese e Sonntag in tedesco.

sabato 21 aprile 2012

Su Internet incontro Karlheinz Deschner

Internet è come una scatola cinese, ne apri una e ne viene fuori un'altra, e così all'infinito. Cercando notizie sull'imperatore Costantino ho incontrato Karlheinz Deschner, storico e scrittore tedesco (Bamberga, 23-5-1924). Segue qualcosa che ho trovato su di lui e su alcune ricerche che ha svolto su Costantino.
Deschner ha pubblicato romanzi, critica letteraria, saggi, aforismi e la storia critica della religione e della chiesa. Nel corso degli anni ha tenuto più di 2000 conferenze pubbliche. Le sue opere sono state tradotte in molte lingue e gli sono stati assegnati numerosi premi ed onoriferenze tra cui i premi letterari "Arno Schmidt" (1988) e "Erwin Fischer" (2001).
Dal 1970 Karlheinz Deschner è al lavoro al suo ambizioso progetto "Storia criminale  del cristianesimo". La pubblicazione del decimo ed ultimo volume è prevista entro il 2012. In Italia l'editore è Ariele.
Attraverso un attento e documentato studio della storia Deschner tende a dimostrare le contraddizioni che caratterizzano la dottrina religiosa e i molteplici atti criminali di cui si è macchiato il clero nei secoli.
Con Costantino, nato nel 285, iniziò l'alleanza fra trono e altare. Egli si circondò di preti a corte e promosse il cristianesimo romano. Uccise figlio, moglie, suocero e cognato, ma non importa, fu osannato dalla chiesa cattolica e fatto santo da quella ortodossa. Anche sua madre Elena fu fatta santa dalla chiesa.
Costantino era un uomo bellicoso che amava sterminare i propri nemici, infatti soffocò nel sangue Franchi e Germani e abbandonò i prigionieri alle fiere del circo.
Adorava Marte e Saturno e si convertì al cattolicesimo ariano solo prima di morire, anche perchè così gli sarebbero stati cancellati tutti i peccati precedenti. Fu battezzato dall'ariano Eusebio.
Nel 321, per favorire ancora il clero, autorizzò la chiesa ad accettare lasciti testamentari; da allora tanti fecero lasciti alla chiesa per salvarsi l'anima, tanto che essa nel medioeva arrivò a possedere un terzo della ricchezza, soprattutto terriera, d'Europa.
Costantino regalò alla chiesa il palazzo Laterano, le fornì i mezzi per il restauro delle chiese e sovvenzionò l'alto clero, sotto di lui la chiesa era passata da oppressa a riconosciente, e poi a favorita, e godette di crescenti privilegi, diventando sempre più ricca. Egli donò terre alla chiesa in tutto l'impero, costruì chiese, dotandole di possedimenti fondiari, spesso sulle rovine di templi pagani. I vescovi ricevettero dall'imperatore onori e premi in denaro, furono incaricati di giudicare in cause civili, mentre allo stato spettava l'esecuzione delle sentenze. Poichè i vescovi avevano generalmente un secondo impiego, furono anche esonerati dal pagare imposte sulle attività produttive, da allora il tema delle esecuzioni tributarie diverrà cruciale nella storia della chiesa.
Oggi in Oriente Costantino è detto il tredicesimo apostolo, è annoverato tra i santi con sua madre Elena e la sua immagine si trova nelle chiese greche, la sua festa religiosa cade il 21 maggio.
Il clero prese a benedire le armi, si apriva la strada alle guerre di religione, si pregava prima della battaglia e le insegne erano cristiane.
Costantino autorizzò la tortura nei tribunali.
Nel 330 Costantino prese a perseguitare anche i culti pagani e ordinò la distruzione di tutte le immagini degli dei, privò i templi delle loro entrate, ne proibì il restauro e poi ne ordinò anche la distruzione. Tante chiese cristiane furono costruite sulle rovine dei templi distrutti.

Basilica di S. Maria sopra Minerva che sorge su tre templi pagani.

venerdì 20 aprile 2012

L'imperatore Costantino

Tutto quello che segue ho appreso da diverse fonti su Internet:
Nel Concilio di Nicea (325) l'imperatore Costantino impose alla Chiesa il proprio concetto di cristianesimo. A questo punto era necessario adattare anche i vangeli allo spirito del tempo che soffiava e per farlo furono impiegati i cosiddetti "correctores" Soprattutto nel periodo che seguì il Concilio di Nicea, si dice che molti testi vennero falsificati intenzionalmente. Non si sa in modo certo fino a che punto molte cose fossero state cambiate anche da Paolo ed è possibile presupporlo solamente sulla base di alcune citazioni che sono state tramandate.
Per tutta la sua vita, fino a poco prima della sua morte (337) Costantino non fu ufficialmente cristiano. Solo alla fine si fece battezzare, tuttavia non come cattolico, bensì come "eretico", ossia ariano. Nei primi anni dal suo dominio, quando regnava ancora sulla Gallia, Costantino sostenne il paganesimo e fece coniare monete con l'effigie del Dio sole. Costantino non si alleò quindi con la chiesa per convinzione interiore. Questa simbiosi tra Stato e Chiesa, che aveva ormai l'impronta di Paolo, rappresentò un classico esempio di complicità, secondo il motto una mano lava l'altra e cane non mangia cane, dimostrò di essere un'alleanza estremamente efficace e di durata, dettata da interessi comuni, al fine di domare e manipolare i propri succubi.
Costantino era di un'efferatezza inaudita. Lo storico britannico Shelly scrive: "Questo bruto ipocrito e spietato tagliò la gola a suo figlio, strangolò sua moglie, assassinò suo suocero e cognato", anche se non lo fece di propria mano. Con le minacce della tortura i cristiani delle origini furono costretti a prestare servizio in guerre, a mangiare animali e a bere alcolici. Furono dichiarati eretici quei cristinai che, nel rispetto del dettato originario, seguivano la regola vegetariana. Addiritura, condannati a morte, venivano uccisi mediante travaso di piombo fuso nella gola, per esplicito ordine di Costantino. Va ricordato che ufficialmente il consumo di carne venne proibito fino al IV secolo.
Così feroce è stata per gli occidentali la repressione della libertà di alimentarsi senza carne, che ancor oggi in molti di loro vige il paradigma ed il terrore psicologico che "è impossibile vivere senza carne" e in effetti, per certi versi, in passato lo è stato.
Invece l'esperienza di milioni di vegetariani in tutto il mondo vivi e vegeti ed in perfetta salute ("vegetus" significa infatti "in salute") dimostra che questi timori non hanno alcun fondamento razionale nè scientifico.

Costantino