martedì 12 luglio 2011

Sardegna, Calagonone 1975 & 2011

David nel Supramonte di Oliena - Giugno 2011


Qualche giorno fa David e Laura sono tornati dalla Sardegna. Hanno passato dieci giorni nel nuorese in una casa nell'entroterra, vicino al paese di Oliena, in mezzo alla campagna, dove quasi potevano toccare con mano la montagna rocciosa davanti all'abitazione. Claustrofobico! Ho visto sul computer le foto da loro scattate. Paesaggi bellissimi. Erano andati in macchina portando con sè la cagnolina di Laura, Seila. Per andare al mare ci volevano 40 minuti, ma più che al mare erano interessati a cercare grotte, gole, torrenti ed a esplorare il Supramonte. Camminando, arrampicandosi e faticando parecchio si sono imbattuti in posti da sogno, non incontrando anima viva. Su queste montagne selvagge si nascondevano i banditi o ritenuti tali e qui erano introvabili.
La casa l'avevano trovata attraverso uno speologo sardo. Una sua amica voleva per la prima volta affittare la sua casetta rustica isolata, cominciando con un prezzo bassissimo: in due 30 euro al giorno. In cambio dovevano annafiare il grande orto che circondava la casa. Sono andati di corsa, anche perchè la grande passione di Laura è curare le piante e non le sembrava vero di avere, per dieci giorni, un orto tutto per sè dal quale poter attingere frutta e verdura fresca. In più quest'amica sarda ha fatto trovare il frigorifero pieno di cose buone.
 Lei e l'amico speleologo hanno poi portato David e Laura alla festa del santo patrono del paese, presentandoli ai loro conoscenti che erano praticamente tutti gli abitanti di Oliena. Gente molto ospitale che subito faceva spazio intorno al grande tavolone per far accomodare David e Laura. Gente che all'inizio è chiusa ma poi si scioglie ed è molto simpatica e curiosa. Hanno fatto delle grandi chiacchierate. Il sardo non è un dialetto ma una lingua, incomprensibile per gli altri. L'italiano dei sardi è molto bello e preciso.
Il caso ha voluto che anche Jan e Jennifer quel periodo si trovassero in Sardegna per visitare alcuni produttori di vino. Erano ospiti di uno di questi produttori non distante dalla casa di David e Laura. E così i quattro si sono incontrati ad Oliena dove hanno mangiato una pizza insieme. Il giorno dopo sono andati a Calagonone e lì hanno preso una barca per Cala Luna rivedendo gli stessi luoghi dove abbiamo passato una vacanza nel 1975, Pino, io e i tre figli. Io ero felicissima quando ho saputo dell'incontro a sorpresa dei due fratelli.
Sfogliando il mio diario del 1975 vedo che anche quell'anno abbiamo fatto mille cose, però voglio concentrarmi sui quindici giorni trascorsi in Sardegna. Siamo arrivati nel villaggio turistico a Calagonone il 21 giugno. Avevamo a nostra disposizione un bungalow con due stanze da letto. C'era la piscina e scendendo un sentiero c'era il mare con la spiaggia. Tutto era molto bello. Erano tanti gli ospiti, italiani e stranieri. Per i pasti c'era il self service. Il cibo era ottimo e abbondante ma nonostante questo la gente si buttava caoticamente sul buffet arraffando le pietanze, riempendo i propri piatti a più non posso. Sigrid si è fatto subito delle amichette e stava, come al solito, per ore nell'acqua. Di sera c'era un cinema e un night club. I ragazzi frequentavano entrambi con i loro nuovi amici e amiche. Una ragazza molto carina di nome Cuchi stava sempre con David e le piaceva pettinarlo.
Un vecchio peschereccio, la Santa Maria, portava la gente interessata a Cala Luna, un posto incantevole con rocce, grotte e una bella spiaggia fiancheggiata da un piccolo fiume di acqua dolce. La Santa Maria a cui era stata data una mano di pittura fresca aveva un aspetto non male, però era tanto decrepita che una volta che c'era un vento fortissimo i passeggeri avevano paura e lo stesso equipaggio era preoccupato. Il barcone a motore ondeggiava e scricchiolava. Spesso nel tardo pomeriggio si alzava questo vento che faceva volare le sedie a sdraio nella piscina. Bisognava aggrapparsi a qualcosa o mettersi al riparo per non essere sollevati. Si sentivano arrivare queste ventate, era impressionante. Il sole in Sardegna è inclemente ma quando tramonta fa quasi troppo fresco.
 Pino ed io abbiamo fatto la conoscenza di tante persone simpatiche e con loro siamo andati qualche
volta a visitare i paesi nelle vicinanze. Il direttore del posto diceva a Pino e a me che eravamo la coppia più bella del villaggio.
Nel tardo pomeriggio del 3 luglio c'era una gara canora per i bambini. Jan e Sigrid si erano preparati molto bene. La gara si svolgeva nel night club. Il pubblico era formato da genitori e bambini. Naturalmente Pino ed io eravamo in ansia quando toccava a Jan e poi a Sigrid. Jan cantava "My Bonnie is over the ocean" e molto bene, il suo punteggio era alto. Sigrid che era la più piccola dei concorrenti cantava "Bella ciao" e anche lei se la cavava egregiamente. Ma hanno fatto vincere una bambina tedesca stonata di un anno più grande di Sigrid ma piccola di statura. La giustificazione era: "Facciamo vincere questa bambina perchè è straniera e piccolina."
Il 5 luglio partenza per Roma a malincuore. Ci hanno portato in macchina al Golfi degli Aranci dove abbiamo preso la nave. A bordo i figli hanno trovato degli amici del villaggio con cui intrattenersi. Era un lungo viaggio fino a casa. Abbiamo consumato una cena squisista in una trattoria in Via Monte Santo. Poesjemauw era in buona salute, era stata accudita dalla portiera.

Sardegna 1975

Laura nell'orto - Giugno 2011 

sabato 9 luglio 2011

1974 - sedicesima parte

Il 6 novembre David ha cominciato un corso d'inglese all'YMCA. I figli riprendevano i loro sport. Ho cominciato a leggere di sera ad alta voce il libro Rasmus e il vagabondo di Astrid Lindgren.
La domenica accompagnavamo spesso Pino alla capella della RAI dove Padre Igino leggeva la messa. Fra i frequentatori c'era Nando Martellini, il telecronista sportivo con moglie e figli ed il 17 novembre abbiamo passato una bella giornata a casa loro, fuori Roma, a Casal Palocco. Dopo pranzo il figlio Massimo, David e Jan andavano a giocare a pallone. Sigrid era matta per il loro cane Mara. C'era anche un gatto di nome Natalina. Noi tutti siamo andati a guardare i ragazzi giocare ed era una bella camminata. Su richiesta di Sigrid veniva con noi Mara al guinzaglio. Al nostro passaggio tutti i cani abbaiavano dai loro giardini. Un concerto in molte tonalità.
Il 22 novembre mi hanno chiamato dalla RAI per farmi tradurre un'intervista con Cruyff, Rijstbergen, Krol ed altri calciatori olandesi. La sera dopo abbiamo guardato il programma "Dribbling" con Nando Martellini per ascoltare l'intervista da me tradotta.
Sinterklaas
Le giornate più che piene trascorrevano veloci e siamo arrivati al 7 dicembre. La festa olandese di Sinterklaas (San Nicola) veniva festeggiata nei locali delle suore laiche. C'erano più di settanta bambini con i loro genitori, spesso di mamma olandese e papà italiano. Sinterklaas ed i suoi piccoli servi neri distribuivano dei regali ai bambini. C'erano cose buone da mangiare e mentre i genitori chiaccheravano tra loro i bambini cominciavano a scatenarsi a più non posso e si ribellavano quando era ora di andarsene.
Tra ragazzi, per strada, si facevano esplodere delle micette e una di esse è esplosa vicino all'orecchio di David. Dopodichè ha avuto di continuo un fischio nell'orecchio sinistro. Lo specialista che l'ha visitato dopo qualche giorno ha detto che era un piccolo guaio: un trauma acustico, ed ha prescritto una cura che ha migliorato la situazione. Per Sigrid ho cominciato a leggere Pippi Calzelunghe. E già era arrivato il tempo di mettere su il presepio. Pino lo faceva ogni anno insieme ai ragazzi, in un angolo del soggiorno. Piaceva molto a Poesjemauw che con passione camminava annusando in mezzo alle statuine facendole cadere. Il 24 dicembre David compiva 14 anni, era contento dei libri di Tarzan. Il 25 una bella tranquilla giornata in famiglia con scambi di regali, Jan tra l'altro il libro Mio piccolo Mio di Astrid Lindgren che gli è piaciuto molto. Adesso Sigrid lo sta leggendo per le sue bambine.
Il 27 è venuto il pediatra per dare un'occhiata a Sigrid che da un pò di giorni era febbricitante ed aveva una strana faccia gonfia. Il medico ha diagnosticato una leggera forma di orecchioni.
A volte durante i fine settimana eravamo invitati, insieme ai figli, a cene dove David, Jan e Sigrid trovavano regolarmente dei coetanei con cui intrattenersi. Il 31 dicembre l'abbiamo passato tra noi. Sigrid ha sfebbrato e poteva rimanere alzata fino a mezzanotte. Abbiamo brindato con champagne, baci ed abbracci. Sigrid non voleva dare un bacio a David. David ne era intristito e piangeva. Sigrid si pentiva. E tutto volgeva a buon fine. E un nuovo anno bussava alla porta. Benvenuto anno.

venerdì 8 luglio 2011

1974 - Quindicesima parte

Il 1° ottobre era per Sigrid il primo giorno di scuola elementare, la Ermenegildo Pistelli. Non sapendo come esprimere la sua emozione salutava i suoi fratelli uscendo da casa con un: "Ciao cretini." Pino ed io l'abbiamo accompagnata fin nella sua classe. Qualche bambino Sigrid lo conosceva fin dall'asilo. Dopo un pò di giorni c'era già un "brava" nel suo quaderno e la maestra ha detto a Pino che sua figlia andava molto bene. All'asilo ha avuto la stessa professoressa che era toccata a Jan: la signora Loconte, che insegnava ai suoi piccoli alunni l'arte di scrivere. Per questo motivo in prima elementare erano tutti e due avantaggiati. Per tutti e cinque gli anni delle elementari hanno avuto delle insegnanti molto brave: la signorina Leporelli per Jan, la signorina Viselli per Sigrid. Il maestro di David era spesso molto malato e venivano i supplenti. Nessuno ha mai scoperto che i numeri erano i nemici di David e che era affetto da discalcolia.
La scuola di Jan cominciava il 4 ottobre, quella di David (liceo artistico) il 9. Purtroppo il suo liceo non aveva una lingua straniera nel programma scolastico, come se i futuri artisti non avessero bisogno di un pò d'inglese.
Ogni tanto andavamo ancora al CAR. La piscina era ormai chiusa, ma Sigrid andava sui pattini a rotelle e se la cavava molto meglio. Frattanto David e Jan giocavano a pallone, a ping pong o a tennis. E c'erano i compiti di scuola. A Sigrid piaceva molto aiutarmi a fare i ciambelloni, le crostate di frutta e i biscotti. Facevo spesso le frittelle e i ragazzi impastavano le uova, il latte e la farina.
Il 12 ottobre pioveva così forte che i ragazzi si erano messi una coppola. Camminavano per Via Teulada quando giusto allora Pino usciva dalla RAI . Tutto orgoglioso tornava a casa con i suoi due maschi. Mi diceva: "Che gioia era vederli davanti a me, sembravano due piccoli attori."
Come regola Jan e Sigrid andavano insieme a scuola a piedi, lui l'accompagnava nella sua classe, dopo l'andava a riprendere e tornavano insieme a casa. Era un lungo tratto da casa a scuola e viceversa. Succedeva che quando il tempo era molto brutto Sigrid andava e tornava in macchina con delle bambine della nostra strada. Delle volte mi chiedeva: "Mamma mi vieni a prendere tu?" Ed era felice quando mi vedeva aspettare insieme alle altre mamme ed io la mangiavo con gli occhi quando usciva con la gran frotta di studentelli.

Scuola Pistelli
Jan e Sigrid avevano molti amichetti e si frequentavano anche fuori dalla scuola, ed io ero in amicizia con le mamme. Salivamo su Monte Mario e ci incontravamo con altre mamme e amichetti al Foro Italico, vicino alla palla. Jan e Sigrid  andavano sui pattini a rotelle. Prima di uscire facevano i loro compiti.
Foro Italico - "La Palla"

Il 14 ottobre Pino cominciava un nuovo libro. Il 19 David e Jan mangiavano una pizza all'YMCA e mentre Sigrid stava dall'amichetta Alessandra, Pino ed io partecipavamo ad un incontro in Via dell'Anima (dietro Piazza Navona) nei locali delle suore laiche olandesi che festeggiavano il 70° anno della loro fondazione. Un'occasione per rivedere tanti conoscenti olandesi e italiani. In autunno ricominciavano le mattinate di caffè (koffieochtenden): a  turno si andava a prendere un caffèlatte da un'amica olandese per passare qualche ora insieme parlando la lingua madre. Pian piano il gruppetto si allargava. Era diventato un bel rito.

1974 - Quattordicesima parte

Il 19 settembre ho accompagnato Pino dall'editore Mondadori. Pino aveva un appuntamento per parlare del libro che aveva finito di scrivere. Finito il colloquio, camminando per strada, Pino osservandomi commentava che secondo lui la gente pensava che io fossi la sua amante, non immagina certo che da 15 anni sono una casalinga con tre figli. Ho avuto la fortuna di non essere mai ingrassata. Non è un merito è solo costituzione. Il libro di Pino poi è stato pubblicato da Trevi Editore.
Il 21 settembre era il sesto compleanno di Sigrid. La sua festa l'ho già descritta in un paragrafo precedente di questo blog. Il giorno prima era venuto da Salerno, Luigi, cugino di Pino, ospite da noi per un paio di giorni.
Roma 1975
Le giornate erano pienissime, nel mio diario leggo di giorni densi di avvenimenti, non è possibile trascrivere tutto. Leggo che spesso rimanevano degli amichetti a mangiare da noi e David, Jan e Sigrid venivano a loro volta invitati dagli amici. Un giorno Sigrid pranzava dalle tre sorelline del nostro palazzo e poi cenava da Mauro e Antonella sul nostro pianerottolo. In questo modo, a volte, Pino ed io potevamo uscire tranquillamente a prenderci un gelato a Via Veneto. Ogni tanto mi assale un senso di nostalgia e adesso che sono nonna vorrei poter dare un'occhiata a ritroso per vedere i miei figli a quell'età, sentire le loro voci da bambini, ascoltare quello che ci dicevamo, baciarli, coccolarli, sedermi sulla sponda del loro letto per legger loro un libro o raccontare di quando io ero bambina, canticchiare per farli dormire. Sentire Pino che raccontava di Lucertolone e Lucertolina, storie a puntate che non finivano mai. Anche quando andavamo in vacanza il racconto delle lucertole ci accompagnava ed era principalmente dedicato a Sigrid, la più piccola, ma i fratelli ascoltavano altrettanto incantati. Se Pino avesse messo per iscritto tutti questi racconti adesso le nipotine ne avrebbero gioito.
Il 24 settembre è arrivato il bouquet di fiori mensile per il primo premio vinto da Sigrid con un suo disegno. Gladioli questa volta. I ragazzi, tutti e tre, hanno cominciato a fare ogni giorno un pò di compiti. Jan per la prima volta aveva una partita di calcio contro un'altra squadra. David e Diego sono andati a vederlo giocare. Frattanto Sigrid ed io avevamo la festa di compleanno dell'amichetta Domitilla. Il 26 settembre tutti insieme ad accompagnare Diego ad Avellino. Si viaggiava col pullman. Il paesaggio era bellissimo. Diego tornava dalla mamma e dalla sorellina Raffaella, noi eravamo ospiti da mia suocera e dalle cognate Norma e Tina. Quest'ultima veniva da Caserta e aveva con sè la figlia Rosa. Il primo impatto con Avellino era permeato da un senso di noia ma poi c'era un via vai di zii, zie, cognati e cuginetti. Le passeggiate alla piccola Villa Comunale erano d'obbligo come anche una visita all'Esca, un grande terreno coltivato appartenente a mia suocera, dove come ogni anno ci portava Walter, il fratello più piccolo di Pino. Eravamo stipati nella sua macchina, perchè oltre a noi cinque e Walter c'erano anche le bambine di Walter Ilaria e Lydia più Rosa e Diego. I contadini coglievano per noi uva e fichi. I bambini davano mele ai maiali ed erba ai conigli. Erano felici. La natura in Irpinia è grandiosa con dei bellissimi monti. Siamo poi andati a trovare Nino, il mio cognato più grande, nel tribunale dove si svolgeva un'udienza che lui guidava come avvocato. Era tanto contento (radioso) della nostra visita. Questa volta non abbiamo visto i suoi figli Rita, Steny e Paola. La loro casa era ad Atripalda.
Il 30 settembre ritorno a Roma. Alle 6.30 abbiamo preso il pullman e trovando tanto traffico per strada siamo arrivati a casa verso l'una. Già dopo qualche ora sono andata con i ragazzi al CAR. Sigrid cominciava un corso di pattinaggio a rotelle. Anche Jan poteva provarci. Nel mio diario sta scritto: Sigrid non faceva altro che cadere, ma con coraggio si alzava e continuava. Che tesoro!

Panorama di Avellino
Avellino: Villa Comunale

mercoledì 6 luglio 2011

1974 - Tredicesima parte

Al CAR a Jan è venuta la passione del ping pong. Con un gruppo di amici giocava per ore e insieme mangiavano i loro panini su un minuscolo praticello con panchine da loro denominato"il triangolo". Si presentava comunque spesso in piscina da me e Sigrid. Dopo il pasto pomeridiano si era formato sul prato posteriore un cerchio di mamme che, mentre i loro figli giocavano, chiaccheravano e le loro mani frattanto erano occupate a fare la maglia, l'uncinetto, il cucito e il lavoro di rammendo. Si davano consigli ed aiuto a vicenda. Su quel prato ho fatto dei bei pullover per i figli e le signore più esperte mi aiutavano a trasformare dei pantoloncini di Jan ormai troppo piccoli in gonnelline per Sigrid. In piscina portavo un libro e lettere da scrivere. Sui sentieri e sui pratì incontravamo quasi tutti i giorni un giovane signore con un libro in mano. Aveva sempre una parola gentile per i bambini.  Mi raccontava che era un cantante lirico e camminando stava studiando legge. L'ho ribattezzato "l'uomo della legge". Dopo ho saputo il suo nome: Enzo Giaccotto. Il 1° settembre siamo andati di mattina a sentirlo cantare nella chiesa dei SS Cosma e Damiano. Cantava per un matrimonio L'Ave Maria di Schubert. Una voce bellissima. Quello stesso giorno Sigrid ha perduto il primo dentino.
David ci scriveva e lo sentivamo per telefono: si divertiva ed era molto felice. Il 7 settembre è tornato e siamo andati a prenderlo a Piazza dell'Indipendenza. I pullman arrivavano alle 9 del mattino. David aveva un ottimo aspetto, abbronzato e molto più biondo ha preso subito in braccio Sigrid. Noi felici di essere di nuovo al completo. Di sera David è andato al palazzo del YMCA per mangiare una pizza con gli amici di avventura. David il nostro bel spilungone di 13 anni così in gamba. Per giorni ci ha raccontato come aveva imparato ad andare in kajak e che fra tutti i compagni c'era una grande intesa. Il giorno della partenza erano tutti tristi perchè era arrivata l'ora di doversi separare.
L'8 settembre sono venuti Lili e Franco a riprendersi Tip Tap che era diventata una della famiglia. Spesso si sdraiava con me sul letto insieme a Poesjemauw, le volte che facevo siesta.

Canada 1965 - Nonno Jan, nipote Jan.
David a 13 anni


L'11 settembre abbiamo iscritto David al Liceo Artistico ed è arrivato Diego, 16 anni, il cugino di Avellino. E' rimasto con noi per 15 giorni. Si divertiva anche lui molto al CAR. Jan nel mentre era diventato goal-keeper di una squadra di calcio. Sigrid adesso sapeva anche tuffarsi all'indietro.Con difficoltà riuscivo a farla uscire dall'acqua dopo tre ore. Il 12 settembre gli auguri a mia madre in Canada per il suo compleanno. A Sigrid cadeva il secondo dentino. Il 14 settembre alle 7 del mattino ci ha chiamato mio fratello Minze dal Canada per dirci che nostro padre era morto un paio d'ore prima per un attacco cardiaco. Da poco aveva compiuto 67 anni. Io ero terribilmente sconvolta e anche Pino piangeva. Ugualmente sono andata con i ragazzi al CAR e nel pomeriggio tutti insieme per le belle piazze di Roma. Non volevo che Diego mi vedesse soffrire: due anni prima aveva perduto il papà, il fratello di Pino. Ma per tutto il giorno ogni tanto scoppiavo in un pianto. Un pezzo della catena che mi collegava all' infanzia si era spezzato. Adesso che scrivo ho le lacrime agli occhi. Non importa l'età, una parte di noi rimane sempre figlia, bambina, e i ricordi e le nostalgie te li porti ovunque dietro come un dolce fardello. Mia madre ha sofferto della perdita di suo marito finchè ha vissuto, ci diceva: "Come mi manca vostro padre."

martedì 5 luglio 2011

1974 - Dodicesima parte

Il 17 agosto, nel pomeriggio, una telefonata: zio Michele è grave, sta all'ospedale di Nettuno. Pino ha subito preso un treno per raggiungerlo ed è tornato alle tre di notte, ha avuto un passaggio da uno specialista dell'ospedale. Zio Michele è morto a mezzanotte e un quarto per un attacco cardiaco. Tre delle quattro sorelle di zio Michele, le zie Amelia, Wilma e Dora, sono venute dalla Campania a passare una notte a casa nostra per proseguire poi per Nettuno. Mia suocera Raffaella e l'altra sorella Clelia erano impedite a venire.
Lunedì 19 agosto è partito David con l'YMCA per la Sardegna a trascorrere quasi tre settimane di sport e avventure. Di tutti i ragazzi e ragazze stipati in due pullman David non conosceva nessuno.
Vista sul valico di Bocca Trabaria
Frattanto le notizie da parte di Jan non erano confortanti. Si annoiava, aveva nostalgia e da due giorni vomitava spesso, forse per aver mangiato una salsiccia alla sagra del paese. Si sentiva male e non era stato visitato da un medico. Al più presto volevamo rivederlo e il 20 agosto di mattina presto abbiamo preso un treno che partendo con un'ora di ritardo, ad Arezzo ci ha fatto perdere il collegamento via pullman  per Sansepolcro. Aspettando il prossimo bus abbiamo visitato la cittadina di Arezzo. Il bus seguente ci ha messo un'ora per arrivare a Sansepolcro. Lì abbiamo pranzato in attesa dell'ultimo pullman da prendere che partiva dopo un'ora. Faceva un caldo boia. Ancora un percorso di un'ora su una strada tortuossima e alle tre del pomeriggio potevamo finalmente abbracciare il nostro Janneman che ci veniva incontro tanto felice. Abbiamo lasciato Sigrid un attimo con lui per prenotare una stanza in un albergo. L'edificio della colonia era circondato da una natura bellissima ma isolato da tutto.
Parlando col vice direttore della colonia e vedendo Jan così pallido abbiamo deciso di portarlo a casa con noi quello stesso giorno, disdicendo l'albergo. Si stava facendo buio e con tuoni e lampi siamo partiti a rotta di collo. Un evangelista ci ha dato un passaggio nella sua macchina fuori serie a 170 km all'ora e con tutte quelle curve c'era da sudare freddo. Cominciava a piovere forte, ci mancava anche quello. Poi ancora un altro passaggio ed un altro ancora. Quest'ultimo da parte di un figlio con la sua mamma anziana. Ci hanno lasciato davanti alla stazione di Arezzo, giusto in tempo per prendere il treno delle 6 e mezza, che però è arrivato con 70 minuti di ritardo. Alle 11 eravamo a casa. Dopo un'impresa simile non c'era che dire "Casa dolce casa". E... tutto è bene ciò che finisce bene. Sigrid piccolina è stata bravissima, come al solito.
Il giorno dopo Jan è stato visitato dal medico della RAI. Ha trovato Jan indebolito per una gastro-interite. Per un pò di giorni era sfibrato, ma comunque in breve tempo si è ripreso e con calma abbiamo ricominciato a passare molto tempo al CAR.


Panorama verso Bocca Trabaria

lunedì 4 luglio 2011

Sono tornata e riprendo il mio blog. Quello che resta dell'anno 1974. Undicesima parte

Era mezzanotte quando ho deciso: metto un titolo e domani comincio a scrivere. E adesso che è mezzogiorno mi siedo e attacco. Che non è una cosa facile perchè i pensieri che ho in testa non stanno in riga, saltellano, si accavallano. Da dieci giorni sono tornata dall'Olanda dopo una permanenza di due mesi. Spessissimo mi trovo mentalmente ancora là e capita che mi metta a sorridere o a ridere pensando alle birichinate e a certe osservazioni di Livia e Flaminia. Ne voglio scrivere di questo periodo bello e lungo trascorso insieme. In questi dieci giorni romani però ho fatto delle uscite e degli incontri simpatici a cui vorrei accennare. Una cosa importante è che una settimana fa hanno finito di installare l'aria condizionata. Abitando sotto il tetto, all'ultimo piano, la casa si riscalda parecchio. In questo momento vedo che fuori fa 32° ed io sto scrivendo al fresco. E' stato un regalo da parte di Jan. Sigrid ne è felicissima perchè l'anno scorso durante la vacanza romana, in casa si sentiva svenire dal caldo asfissiante, mentre questa volta - arrivano il 24 luglio - sarà tutt'altra cosa.
David e Laura si trovano da qualche giorno in Sardegna. Il caso vuole che anche Jan e Jennifer vadano per la prima volta in Sardegna a incontrare dei produttori di vino dell'isola. E hanno stabilito che un giorno lo passeranno insieme. 
Per fare ordine nelle mie idee ho deciso che prima di tutto voglio finire quello che avevo cominciato prima di partire: portare a termine il resoconto dell'anno 1974. Avevo terminato di raccontare le nostre vacanze in Olanda e qui segue quello che viene dopo.
Il CAR visto dall'alto.
Il giorno dopo il nostro ritorno a Roma, il 25 luglio, ho ricominciato con i figli ad andare al CAR (Circolo Aziendale Rai), circolo sportivo dei dipendenti. Portavamo con noi anche gli amichetti Enrico e Carlo che abitavano al piano sopra il nostro. Sigrid nuotava tante vasche con i fratelli e anche con dei colleghi del suo papà e non aveva ancora sei anni. Già  l'anno prima, a quattro anni, si tuffava nella piscina profonda e l'attraversava a rana. I fratelli ed altri ragazzi più grandi fra i quali Isabella se la passavano come fosse una palla. Tanto era il suo divertimento che non voleva uscire dall'acqua. Poi giocava con delle amichette con le Barbie e andavano in cerca di pinoli.
Frattanto c'erano da compiere i preparativi per la partenza di Jan. Il 3 agosto tutti noi l'abbiamo accompagnati a Piazza del Popolo dove due pullman pieni di bambini, figli di dipendenti RAI, partivano per un mese di colonia estiva a Bocca Trabaria. Jan ne aveva molta voglia, la sera prima per l'eccitazione non riusciva ad addormentarsi. Già altri anni era stato in colonia, e con soddisfazione.
Il 9 agosto, dopo il nostro ritorno dall'Olanda, la nostra amica olandese Lili e suo marito Franco ci hanno riportato Poesjemauw  e ci hanno lasciato la loro gattina Tip Tap, che sarebbe stata nostra ospite durante le vacanze di Lili e Franco. Le due gattine si conoscevano ormai e Tip Tap in breve tempo si sentiva a casa.
L'amichetta preferita di Sigrid al CAR era Claudia, come erano felici quandi si vedevano: i loro visi si illuminavano. Sigrid nuotava almeno 8 vasche di seguito, dopodichè giocava nell'acqua con i più grandi David, Isabella e Susanna senza mai fermarsi. Tornando il 12 agosto a casa, abitavamo alle pendici di Monte Mario, abbiamo trovato il monte in fiamme per l'ennesima volta. Il nostro amato monte. Intervenivano i pompieri che con molta fatica hanno spento l'incendio. Qualche ora dopo abbiamo visto dalla finestra un albero che aveva nuovamente preso fuoco. Abbiamo subito avvisato i pompieri e solo verso mezzanotte hanno finito il loro lavoro.


Sigrid a quasi sei anni

Monte Mario e l'Osservatorio visti dalla finestra.