domenica 18 marzo 2012

Primavera 1968 - 1

Questo spot lo dedicherò a qualche evento che pesco dal mio diario del 1968 fino al compimento dei quattro anni di Jan..
Un giorno dopo pranzo ci siamo avviati, David, Jan ed io al Foro Italico. Quasi arrivati vediamo sopra  un cespuglio, forse portato là dal vento, un biglietto da mille lire. Ci siamo interpellati ed abbiamo deciso di spenderlo andando al circo Berlin dall'altra parte del Ponte Duca D'Aosta, anche per sfuggire al vento freddo. Il prezzo d'entrata per noi tre era di 1.500 lire. A David è piaciuto molto, a Jan così così.
A volte, giocando nei parchi, a David e Jan gli alri bambini chiedevano: "Ma voi siete stranieri e la vostra mamma è straniera?" Era per il nostro aspetto perchè è vero che io ho un accento che non ho mai perduto ma i miei figli no. A quei tempi gli stranieri in Italia erano rari.
I primi di marzo David per un paio di giorni di seguito ci ha raccontato che nella sua classe lui apparteneva al gruppetto degli Esclusi che sarebbero quelli che non sarebbero promossi. Ci sembrava strano perchè la sua ultima pagella non era male e i voti nei suoi quaderni erano alti o più che sufficienti. Il 7 marzo tornava a casa felice. Pino era stato a scuola e dal giorno dopo non sarebbe stato più incluso nel gruppo degli "Esclusi". Quel pomeriggio siamo andati al cinema a vedere "I viaggi di Gulliver". E' venuto con noi anche l'amichetto Marcello. Nel cinema Jan piangeva, non voleva che bruciassero Gulliver. Quella notte Jan si è svegliato arrabbiato e buttava tutti i vestiti per terra. Sicuramente sognava del film e ha voluto dormire con noi nel lettone.
Jan, piccolo com'era, camminava lunghe distanze. Veniva con me a Piazzale degli Eroi per portare cose commestibili, un pò di soldi e dei fiori alla signora Raparelli, una vedova povera che viveva in una casa popolare ed era tanto felice di vederci arrivare. Poi attraverso noi anche altre persone si sono interessate  a lei e ne era molto commossa. Pino ha coinvolto anche Peter Mulder, i Sanvincenzini  e Padre Igino, il frate cappuccino che la domenica leggeva la messa nella cappella della RAI. Come prima era tanto sola, gli ultimi anni della sua vita è stata accudita da tante persone.
Di mattina, con David a scuola, io e Jan a volte andavamo alle pendici del monte portando con noi Claudia, la figlia della portiera coetanea di Jan. Lei si metteva sopra le mie ginocchia, Jan correva. Claudia veniva spesso su da noi a giocare con Jan. Ogni tanto David e Jan scendevano a vedere la TV da Elena, la nostra carissima portiera. Non avevamo ancora la TV.
Jan era un piccolo tesoro, sì vivace, ma era così assennato nel suo ragionare. Un pomeriggio sul monte David e Jan giocavano con altri bambini ma poi Jan è venuto da me che ero seduta sul solito grande sasso a scrivere una lettera e non voleva più staccarsi da me perchè diceva che c'erano delle bambine che lo volevano sempre baciare.
Il pomeriggio del 15 marzo Pino doveva presentare uno spettacolo radiofonico in una sala col pubblico. Quel giorno, come succedeva spesso, c'erano da noi Cristina e il piccolo Carlos, il mio figlioccio di quasi un anno. Mentre io badavo a Carlos Cristina è andata con David e Jan ad assistere alla trasmissione. Negli intervalli Pino ha avuto Jan sulle ginocchia. Ha avuto tanti complimenti coi suoi figli. Pino orgoglioso
Il 24 marzo veniva festeggiato il primo compleanno di Carlos (era nato il 17 marzo). Julio è venuto a prenderci. C'erano amici cubani, messicani e spagnoli, fra i quali Dante il padrino di Carlos e la sua fidanzata. Carlos era un bambino carinissimo. Tante volte ho badato a lui. Il climax della festa era l'amico ventriloquo molto bravo.







Con Dante e Carlos


venerdì 16 marzo 2012

Carnevale 1968 a Bracciano. Jan 3 e mezzo, David 7 anni.


Nei giorni che Sigrid è stata qui da noi c'erano ancora, come residui del carnevale appena passato, dei corandioli per terra, sulle strade. Ne ho comprato un pacchetto per Livia, li può usare per fare dei collages. Disegnando e incollando può sbizzarirsi. Con questa tecnica il Natale scorso qui a Roma ha fatto qualche segnalibro che poi ho fatto plastificare.
E poi l'argomento carnevale mi ha fatto accorgere che non avevo finito di scrivere su Jan treenne e voglio riprendere il tema e mettere per iscritto come il carnevale del 1968 fu alquanto particolare.
Quando giocavano in casa David e Jan amavano travestirsi da Batman e Robin. Quell'anno, con l'avvicinarsi del Carnevale potevano scegliersi un nuovo costume, un'impresa non facile. Finchè sabato 10 febbraio, nel grande negozio di giocattoli ed altro a Piazza Navona,  hanno visto dei costumi che piacevano loro immediatamente: un completo da Sudista per David e uno da Nordista per Jan. Come erano felici con questi acquisti.
Al lavoro Pino ha sentito che nella piazza di Bracciano, nel pomeriggio del 24 febbraio ci sarebbe stata una festa di Carnevale con una banda musicale e bambini in maschera. Ci siamo andati con un pullman che partiva da Piazza Risorgimento. Dopo un'ora siamo arrivati, era circa mezzogiorno. Per prima cosa abbiamo visitato il castello, che a David è piaciuto tantissimo. Poi abbiamo pranzato in una simpatica trattoria, cominciando con dei cannelloni. Alle tre sulla piazza del municipio è arrivata la banda accompagnata da tanti bambini in maschera con i loro parenti. Ci siamo uniti alla parata che si dirigeva verso la sala cinematografica del paese. All'interno ci siamo seduti in mezzo alla gente. I bambini mascherati in sala venivano invitati a salire sul palco, dieci alla volta. C'erano bellissime damigelle, principi e principesse nei loro sfarzosi vestiti. C'erano Zorro, D'Artagnan..... Anche David e Jan salivano sul podio con uno dei gruppetti. L'atmosfera era festosa e rumorosa. Genitori e nonni applaudivano e chiamavano ad alta voce i propri pargoli. Quando tutti i bambini si erano esibiti sembrava che la festa fosse finita. Ci siamo alzati e usciti dal cinema, per prendere il pullman che partiva per Roma alle 6 meno 10, ma i ragazzi ci hanno pregato di rimanere un altro pò. Ci siamo arresi e siamo rientrati nel cinema. La festa continuava, suonavano musica beat e venivano annunciati i vincitori dei costumi, cominciando con l'ottavo premio. Non sapevamo che ci sarebbe stata una premiazione. E con nostra grandissima sorpresa il primo premio era per i nostri maschietti! 30.000 lire. Con loro anche Pino ed io dovevamo salire sul podio per dare una mano alla giuria. Come eravamo emozionati. Dopo, camminando per strada, David e Jan attiravano gli sguardi di tutti.  Uno di quei giorni David mi ha detto ridendo: "Mamma si dice nordisti e sudisti ma non si dice nordici e sudici."




Segnalibri di Livia


mercoledì 14 marzo 2012

Una settimana con Sigrid

 Sigrid a sei anni


Alla fine di febbraio Livia e Flaminia hanno avuto una settimana di vacanza e in quel mentre Sigrid è venuta dall'Olanda qui da noi a Roma per staccarsi un pò dalla vita quotidiana haarlemmese scandita, tra l'altro, da pioggia e cielo buio. E' stato bellissimo averla con noi anche se ci mancavano le bambine. La sera prima di partire Flaminia ha detto a Sigrid:"Mamma mi mancherai tanto." Kevin e le bambine hanno accompagnato Sigrid all'aeroporto di Schiphol dove Flaminia camminando mano nella mano con la mamma ha esternato: "Mamma la prossima volta andiamo noi due insieme in Italia."
Una volta che Sigrid è arrivata a Roma in casa c'era nell'aria un pò di nostalgia delle bambine. Kevin  ogni giorno si è preso del tempo libero per stare con le  figlie, tanto svolge un lavoro indipendente. Per il resto della giornata veniva un'amica italiana che per mestiere fa la baby-sitter, da sola o con le sue giovani figlie. Quest'amica Livia e Flaminia la conoscono bene e sono felici quando viene Elisa a badare a loro perchè è allegra e bravissima con i lavoretti manuali, le fa divertire e se il tempo lo avesse permesso le avrebbe portate in un parco giochi nelle vicinanze. Sigrid un giorno ha ricevuto da Elisa un sms: "Tutto bene qui, le bambine sono deliziose."  La prima notte dopo la partenza di Sigrid Livia ha dormito nel lettone vicino a Kevin e ha detto: "Sento il profumo di mamma, è come se mi abbracciasse." Ogni giorno Sigrid si è sentita con Kevin e le bambine, le cose andavano a meraviglia. E' stata una grande fortuna che il tempo qui a Roma sia stato bellissimo per tutta le settimana. Stavolta Sigrid non ha preso impegni con le amiche: si vedranno la prossima estate. Lei ed io siamo andate insieme al mercato e abbiamo fatto lunghe passeggiate nel nostro quartiere ma siamo anche andate a Piazza Navona, Campo de' Fiori, Trastevere, Via Ottaviano, Via Cola di Rienzo e una volta insieme a David  abbiamo camminato dall'Esquilino fino a Piazza di Spagna e dintorni. Sigrid si sentiva come quando era una studentessa che, senza pensieri se ne va a spasso per la città gironzolando senza meta.  I giorni più freddi indossava un mio cappotto che da sempre ha voluto conservare. Questo cappotto è dell'inverno del 1958/59. Eravamo fidanzati e Pino me lo ha comprato in una boutique pagandolo a rate e ricordo che era molto ammirato. Ci sono degli spots su questo blog dove l'indosso, sulle foto sono insieme a Pino nel parco di Colle Oppio. David in questi giorni ha scattato delle foto di Sigrid dentro questo famoso indumento. Mi sentivo commossa nel vedere mia figlia vestita col paltò della mia gioventù. E come le sta bene.
La passione di Sigrid è la piscina e ci è andata tutti i giorni, facendo 60 o 70 vasche. Il nuoto la rilassa. Questa bella piscina si trova a due passi da casa, è una grande comodità, in Olanda deve prendere un autobus per arrivare alla piscina più vicina.
Si è sempre gustata i pranzi e le cene che le ho preparato. E poi il sole: si metteva sul balconcino assorbendo i raggi e si è persino abbronzata un pò.
Sigrid è arrivata il 25 febbraio ed è partita il 4 marzo. L'ho accompagnata alla stazione dove ha preso il solito treno per l'aeroporto di Fiumicino. E c'è stato il solito addio. Ma presto ci rivedremo. A fine aprile prenderò io l'aero e starò con i miei tesori per ben 6 settimane.
Sigrid a Roma
Quando, alle nove di sera Sigrid è arrivata a casa in Olanda, le bambine stavano a letto ma non dormivano per l'eccitazione di rivedere la mamma. Per prima cosa Sigrid è andata ad abbracciarle. Flaminia nell'abbraccio ha detto: "Mamma mi sei tanto mancata." Livia era tutta sorrisetti e urletti di contentezza. Kevin non ti dico come era felice.

sabato 10 marzo 2012

Natale 1967 a Caux, Svizzera


Quando ero incinta di Jan, un giorno Pino è venuto a casa all'ora di pranzo portando con sè un ragazzo olandese di circa dodici anni di nome Peter Evenhuis che si era presentato alla portineria della RAI in Via Teulada dicendo di dover svolgere un tema sui lavori svolti nella RAI.  Era olandese, frequentava la scuola tedesca a Roma, era trilingue. Uno degli uscieri si ricordava che Pino era sposato con un'olandese e lo ha chiamato. Pino con grande piacere si è offerto di fare da guida al simpatico ragazzino mostrandogli tutto quello che c'era da vedere come i magazzini con le scenografie, gli studi dove venivano registrati gli sceneggiati e da dove venivano trasmessi i telegiornali, la sartoria e il reparto costumi. Da questo incontro è nata un'amicizia con i genitori di Peter che ci hanno introdotto in una cerchia di olandesi residenti a Roma. Ci frequentavamo abbastanza spesso: per una cena, per un tè o per qualche festicciola. I nostri figli giocavano assieme. Per me era bello poter parlare ogni tanto la mia lingua. Fra questi nuovi amici c'era una coppia, Fred e Marjan, con due figlie della stessa età dei nostri maschietti: Marie Chantal e Marie Solange. Fred e Marjan avevano intenzione di andare a passare il Natale nella Mountain House a Caux in Svizzera, sulle alture di Montreux, insieme alle bambine. Un soggiorno organizzato dal Riarmo Morale, un movimento religioso internazionale che si prefigge di cambiare il mondo riavvicinando gli individui ai valori morali fondamentali. Fred e Marjan ci hanno chiesto di andarci insieme e abbiamo accettato l'invito.
Quando Robin, il padrino inglese di Jan ha saputo che saremmo andati in Svizzera ad un incontro del Riarmo Morale, è sbiancato in faccia. Ha detto che era un movimento cattivo e, bevendo in fretta l'ultimo sorso di tè ha detto che se ne doveva andare,  aveva molto da fare. Pino l'ha accompagnato per un tratto di strada e  Robin gli ha intimato che se noi fossimo andati in Svizzera lui non sarebbe più venuto da noi. Pino ha risposto: "Come vuoi."  Già Robin si era inquietato per il fatto che Pino ed io eravamo andati alla sinagoga dove Pino ha chiesto al rabbino chiarificazioni su certe vicende ebraiche che gli servivano per il libro che stava scrivendo. La volta che io indossavo un pantalone Robin mi redarguiva: "Le donne devono usare solo la gonna". Meno male che Robin è rimasto nostro amico, ci era comunque caro, gli abbiamo voluto molto bene.
Il 23 dicembre siamo partiti col treno alle 10 meno 15 e il giorno dopo alle 12 meno 15 siamo arrivati a Montreux: un viaggio di 14 ore! Perdipiù estremamente disagevole perchè non ci hanno montato le cuccette: l'inserviente era rimasto inspiegabilmente a Roma! La notte ci siamo sdraiati sui sedili coprendoci con i cappotti. Jan ha dormito, David poco, noi niente. La mattina dopo nel treno abbiamo fatto gli auguri a David, compiva 7 anni. Fred ci è venuto a prendere alla stazione con la sua macchina. Nella Mountain House, un ex albergo con le sembianze di un castello da fiaba, ci aspettavano, oltre Marjan e le bambine, anche Peter, Ronnie e Christian Mulder, amici cari e tanta gente da tutte le parti del mondo. Quella sera c'era la festa natalizia con l'albero. Gente di diversa nazionalità  partecipava recitando una poesia o declamando un breve racconto e si cantava tutti insieme. La mattina dopo un coro passava per tutti i corridoi, il loro canto era incantevole. Ogni giorno c'era un bell'evento: spettacoli teatrali, un concerto di sassofono di quattro minatori, conferenze, feste e cinema per i bambini, per loro c'era anche una grande stanza dove poter fare lavori manuali. C'era molta neve e di pomeriggio i bambini andavano sugli slittini. Un giorno Pino ed io con Marjan e Fred e Andrea, un ragazzo italiano, abbiamo preparato il pranzo: pasta alla bolognese. Per 450 persone! E' stato un successo, tanti dopo ci hanno chiesto la ricetta. Mentre noi cucinavamo Ronnie badava ai bambini e Peter scattava delle foto. David per qualche giorno non ha potuto uscire, aveva la tonsillite. C'è una foto di lui a letto con Jan che gli fa compagnia. Il 2 gennaio siamo tornati a Roma,  arricchiti da un'esperienza unica.



Autunno 1967

La bella estate è passata troppo velocemente. Il primo ottobre siamo andati ad Avellino. Abbiamo iscritto David alla scuola elementare più vicina. Pino ha fatto tutti gli accertamenti necessari, il 4 ottobre è stato ricoverato in clinica e il giorno dopo è stato operato. Gino, mio cognato, non se la sentiva di operare il proprio fratello e ha fatto venire un chirurgo di fama da Napoli. L'operazione è riuscita, l'ulcera asportata. Io non lasciavo mai Pino da solo e quando cominciava a stare meglio prendevo un bus verso l'ora di pranzo per andare a prendere David a scuola (di mattina lo accompagnava zia Norma), si pranzava e, mentre gli altri riposavano, facevo i compiti con David. In questa scuola David si trovava molto bene e in breve tempo si è fatto degli amichetti. Ogni giorno ad una certa ora andavo con i bambini da Pino in clinica e venivano anche Norma e mia suocera che poi tornavano a casa con David e Jan. Sembrava che Pino si stesse riprendendo bene, ma inaspettatamente gli sono venuti dei dolori nella schiena, sempre più forti, e una febbre che saliva sempre di più. Non si capiva a che cosa fosse dovuto. Quando il 15 ottobre assieme ai bambini sono arrivata in clinica ho preso un enorme spavento quando ho saputo che Pino stava in sala operatoria. Gino aveva capito che il chirurgo aveva commesso uno sbaglio. Normalmente con questa operazione si mette un tubicino nella ferita affinchè il liquido che si accumula possa fuoriuscire. Questo chirurgo aveva, a suo dire, un metodo nuovo che non prevedeva l'uso del tubicino. La situazione era diventata insopportabile e Gino ha deciso di rioperare suo fratello d'urgenza. Era domenica ma ha rintracciato un'anestisista disponibile. Operando ha trovato una quantità di liquido stagnante, colpevole del male. Questa volta ha applicato un tubicino e Pino ha cominciato a guarire.

Chiusano di San Domenico

Le pagine del mio diario di quasi tutto il tempo trascorso ad Avellino sono in bianco. Ricordo che spesso ero infelice. Quei giorni non avrò avuto nè voglia nè tempo di scrivere. Ho solo annotato due giorni luminosi: l'11 novembre siamo andati, Walter, mamma, Norma e noi quattro al santuario di Pompei per esaudire un voto fatto da Pino. Dopo il pellegrinaggio alla enorme chiesa siamo andati a Napoli, all'Edenlandia, dove i bambini si sono scatenati. Poi il 19 novembre abbiamo passato una giornata a Chiusano di San Domenico dalle tre sorelle di mia suocera e le loro famiglie. Ci siamo arrampicati sulla montagna che sovrasta il paese, fra alberi e cespugli: la natura in Irpinia è stupenda. Dopo un pranzo succulento i bambini hanno giocato con i cani di zio Emidio nel cortile di casa. Verso sera l'aria era fredda e ci siamo riuniti attorno al caminetto.
Il 23 novembre, dopo quasi due mesi siamo tornati a Roma. Leggo nel mio diario che la mattina della partenza ho fatto le valigie e preparato un dolce e anche delle frittelle delle quali la famiglia di mia suocera era ghiotta.
Una volta di ritorno a casa David e Jan hanno cominciato subito a giocare con i giocattoli nella loro stanza che non vedevano da tanto tempo. E' iniziata la nostra solita vita romana.
Il 24 novembre ho scritto nel mio diario: "Sono così felice di essere di nuovo a casa, mi sento come se fossi passata dal buio alla luce."

sabato 25 febbraio 2012

1967 - Estate


Santuario di Montevergine
Dopo il nostro soggiorno balneare a Minori abbiamo passato qualche giorno ad Avellino dove Pino  si è informato sulla nuova operazione allo stomaco che di li a poco avrebbe dovuto affrontare. C'era ancora da stabilire la data esatta. Un giorno abbiamo preso la funicolare per Montevergine dove abbiamo visitato il famoso santuario. Dopodichè abbiamo camminato due ore per arrivare al Rifugio. Davanti a noi un'enorme prateria con un lago, e la vista di picchi di montagne a breve distanza. Un paesaggio così grandioso non me lo sarei aspettato. Abbiamo ripreso le forze mangiando i maccheroni e i panini che avevamo portato con noi, preparati da mia suocera. David e Jan hanno trovato altri bambini con cui giocare. E poi di nuovo due ore per tornare alla funicolare. Quando ci penso adesso mi meraviglio di come erano in gamba i nostri maschietti: camminavano chilometri. Meno male che uscendo dalla funicolare c'era Walter (il fratello di Pino) che ci aspettava con la sua macchina, ci risparmiava l'autobus e altre camminate. I ragazzini erano neri e perciò a casa subito nella vasca.
A Roma ho ripreso ad andare spesso al CAR con David e Jan. David ha cominciato un corso di nuoto.
All'inizio partecipava con riluttanza anche se era il migliore del suo gruppetto. Piangeva persino, finchè un pomeriggio l'allenatore gli ha gridato: "Bravissimo David, sei una cannonata!" Grazie a questa esclamazione la sua avversione per il corso di nuoto ha avuto termine. Poi, dopo ogni lezione, si tuffava e saltava come sempre nell'acqua alta.
Leggo che il 31 agosto era una giornata grigia. Sono andata al mercato con i bambini dove hanno ricevuto tanti complimenti. Nel pomeriggio c'è stato un forte temporale, perciò niente piscina. Quando Pino è tornato dal lavoro ha giocato con i bambini: tutti assieme a travestirsi con cappelli, lenzuola e coperte e i due maschietti si divertivano come matti. Io osservavo con tenerezza. Ho scritto nel mio diario: "come sono belli." Mi viene la nostalgia di quei tempi e come vorrei  stringerli forte quei due piccoli tesori.

venerdì 24 febbraio 2012

1967 - Avellino



Dopo aver avuto gli orecchioni, una malatia contagiosa, David non poteva frequentare la scuola per un pò di tempo. E così siamo andati ad Avellino affinchè Pino si riprendesse dall'operazione subita. Ci siamo stati due settimane abbondanti. Lì abbiamo condotta una vita tranquilla, facendo le solite gitarelle, visitando amici, anche i parenti di Italo Scelza Palumbo, la cui mamma ha preparato una torta in nostro onore che dagli adulti veniva accompagnata dallo champagne. I vecchi tempi venivano rievocati. Leggo che il 17 aprile noi quattro ci siamo incamminati verso il convento dei Cappuccini situato su una collina. Era una bellissima giornata. Pino si è sdraiato nell'erba ed io e i bambini  abbiamo raccolto dei fiori che formavano un bellissimo bouquet campestre. Specialmente David si godeva quest'uscita. Un altro giorno a Monte Vergine qui e là c'erano ancora dei mucchi di neve. Mia suocera era una brava cuoca. Era felice che a me piacessero tanto le verdure, così le preparava per me e per se stessa perchè anche lei le mangiava volentieri. Gli altri erano ghiotti di pasta in tutte le salse.
Tornati a Roma abbiamo ripreso la vita di sempre. David è tornato a scuola ed era felicissimo di potersi di nuovo arrampicare sul "nostro monte", anche Jan ne era contento e in cima a Monte Mario, al bar lo Zodiaco, si gustavano un gelato. Il 4 maggio è stato battezzato Carlos, io ero la madrina, Dante il padrino. Un pomeriggio abbiamo fatto una gita al lago di Bracciano con l'amico e collega di Pino, Fortunato Pasqualino e il suo nipotino. Poi, altre passeggiate lungo la Via Appia Antica, al Foro Italico, a Villa Pamphili, allo zoo. E un pomeriggio tutti quanti ad una festa molto divertente dalle suore olandesi in Via dell'Anima. A casa nostra c'erano sempre ospiti che venivano e ripartivano. Il 25 maggio Pino ha presentato, assieme ad un collega, lo spettacolo "Il Carosello" a Piazza di Siena, a Villa Borghese, dove gli alti pini formavano un bellissimo scenario. Siamo andati tutti ad assistere a questo evento annuale e sono venuti con noi Cristina, Julio (Giulio) e  Carlos. Quando sei elicotteri atterravano in mezzo al campo con un fracasso assordante, Jan aveva molta paura.
Frattanto Pino ha ripreso il suo lavoro e, il 28 Giugno, siamo tornati ad Avellino per il matrimonio di suo fratello Walter con Marisa. Dopo la ceremonia in chiesa si andava tutti, ed eravamo in tanti, a Mercogliano per cenare nel ristorante "Il Girarrosto". Era una bellissima giornata e si stava in buona compagnia. David, sei anni e mezzo, era seduto ad un tavolino con Steni, Rita e Angela Gabriella, i suoi cugini più grandi, e se la spassava. Dopo cena i ragazzini hanno giocato vivacemente nel giardino del ristorante. Quando il fotografo ha voluto farci delle foto abbiamo dovuto cercare David e Jan (tre anni appena) interrompendo i loro giochi.
Walter e Marisa non ci sono più da diversi anni. Le loro belle e simpatiche figlie, Ilaria e Lydia, abitano sempre ad Avellino. Con Sigrid sono in contatto via Face Book e si scambiano foto dei loro figli.