giovedì 4 luglio 2013

Cronaca di giorni estivi (3)

Il 7 giugno sono tornata dall'Olanda con la valigia piena di péluches. Li avevo racimolati al Vrijmarkt, che si tiene il Giorno della Regina, quando agli abitanti è permesso di vendere per strada tutto quello che a loro non serve più. I bambini espongono su una bancarella dei giocattoli per i quali sono ormai troppo grandi e da loro ho acquistato tanti animalucci morbidi.
A Roma ho aspettato che la mia amica Eliane tornasse dalla Francia. C'è andata con il marito per stare tre settimane con sua mamma (101 anni). Tornata Eliane ho preso per due volte la metro per portarle il grande mucchio di péluches. Eliane li spedisce agli orfanelli in Africa. Anche l'anno scorso ho fatto la stessa cosa e nella lettera di ringraziamento la suora che si occupa di questi bambini ha scritto: "Non ti puoi immaginare la gioia dei piccoli quando, aperti i pacchi, sono venuti alla luce i bellissimi péluches." Alla fine di ogni anno Eliane organizza a casa sua un mercatino e il ricavato della vendita serve a spedire i tanti pacchi. Durante l'anno l'aiuto anch'io a creare dei toppini di cotone fatti a maglia o all'uncinetto. Eliane poi ci attacca le gonnelline di stoffa. Una parte di questi vestiti viene venduta, il resto finisce nei pacchi che contengono anche altre cose utili. La suora ci ha mandato foto delle loro bambine con indosso i nostri vestiti. Che belle bambine e che facce allegre. Anche Mave e Allegra si sono messe a sferruzzare per Eliane.
Per la mia amica Heidi ho portato dal giardino del B&B ad Antwerpen (Anversa) una manciata di sabbia. Heidi raccoglie sabbie e terre di tutto il mondo. Le tiene in fiale poggiate sugli scaffali di casa. Ogni fiala ha un'etichetta con sopra scritto il luogo di provenienza. A volte Heidi prende una fiala, si versa la sabbia nella mano, l'annusa e si immagina il luogo da dove viene. Il giovedì pomeriggio, per due ore, si occupa della biblioteca di prestito che si trova nell'Istituto Culturale dei Paesi Bassi a Via Omero. Con la metro sono andata fino a Flaminio e poi ho attravversato un tratto di Villa Borghese prendendo sentieri che conosco da anni ma che ogni volta che ci cammino guardo con occhi incantati. Heidi ha anche il pollice verde, il suo balcone è popolato di bellissime piante esotiche. E oltre agli scaffali con la sabbia le pareti sono piene di quadri. Ne ha diversi anche di David. Uno di grande formato lo guarda a ogni ora del giorno, perchè dice che quando la luce cambia, il quadro assume un altro aspetto affascinante.
Per il mercatino di Eliane faccio anche dei segnalibro. Ogni momento libero sono affaccendata a disegnare, tagliare e incollare


Segnalibri


Segnalibri




Segnalibri

Spesso leggo sul balconcino di casa i libri che acquisto durante le visite al Mercatino dell'usato. Ultimamente ho letto di Peter Hoeg "I Quasi Adatti" e di Mario Soldati "L'Attore" e "L'Incendio". Ho quasi finito di leggere il libro di Peter van Gestel "Come Neve al Sole". 
E così i miei giorni sono pieni, e anche meno pieni. E mi piace viverli.


Il balconcino di casa




martedì 2 luglio 2013

Cronaca di giorni estivi (2)

Scrivendo sul mio blog dei tempi remoti mi sono ricordata degli amici Grome. Su Google ho appreso che John si è spento a Roma nel 2004 all'età di 93 anni lasciando la moglie Mave e i tre figli. Nell'elenco telefonico ho trovato l'indirizzo di Mave a Trastevere e prima di partire per l'Olanda ho preso bus e tram e ho suonato al suo citofono. Era in casa e mi ha aperto un giovane filippino, il suo badante. In un piccolo accogliente e luminoso soggiorno che si affaccia su una bella piazza c'era Mave seduta ad un tavolo: la stessa faccia solo un pò invecchiata. Mi ha riconosciuta subito e sapeva evocare il giorno del mio matrimonio. Quasi nello stesso istante è venuta Allegra a fare visita a sua madre. Questo rivedersi dopo tanti anni è stato molto bello. Mave sorrideva e ascoltava mentre Allegra ed io rievocavamo eventi del passato. Si ricordava benissimo il giorno in cui Pino ed io ci siamo sposati. Lei e la mamma sono venute in chiesa e poi a casa in Via Ruggero Bonghi dove c'era una festicciola con torta e champagne, i mobili sono stati spostati e si ballava. E lei ha ballato con Pino. Avrà avuto circa nove anni. Nel 1968 quando Sigrid aveva un mese John Grome ci ha telefonato per chiedere se Allegra poteva stare con noi per un pò di giorni. E' rimasta due settimane. Aveva 18 anni. Vivevamo alle pendici di Monte Mario, in cima a Via Teulada, e ancora oggi si ricorda di come saliva con David e Jan bambini su un sentiero di Monte Mario fino al bar Zodiaco, e di un'altra volta che è andata al cinema con i due maschietti. Qualche volta è venuta anche con me ed i bambini al Foro Italico, una camminata di mezz'ora. David (7 e mezzo) ci nuotava col CONI nella piscina pensile, tre volte alla settimana. Io aspettavo fuori con Jan di 4 anni e Sigrid nella carrozzina. Jan spesso trovava amichetti con cui giocare e cercare pinoli. Il Foro Italico allora era molto bello e pieno di bambini che ci si divertivano. Alle famiglie solo di sabato era consentito di vedere i bambini che nuotavano.
Mentre parlavamo Mave è andata nella stanza da letto ed è tornata con un piccolo album di foto. Su una foto, scattata durante una mostra pittorica di John si vedono Allegra con sua figlia Diletta bambina, e David e me. Era l'anno1985.




Su un'altra ci sono io che aggiusto i capelli di Allegra piccola, di me si vedono solo le mani.
Tornata dall'Olanda sono andata a trovarle ancora una volta e ci siamo promesse di vederci più spesso.
John Grome era un bravo pittore e conduceva, a volte assieme alla moglie, un programma radiofonico per l'Inghilterra alle Onde Corte, così ci siamo conosciuti nel 1957/58. Mi ha chiesto di posare per lui e ci ha poi regalato due bellissimi acquarelli. I loro bambini, molto biondi, erano carinissimi. Da poco sposati, Pino ed io un giorno ci siamo presi cura di loro per diverse ore e, mentre Mave e John erano impegnati alla RAI, li abbiamo portati con noi a fare le spese e a mangiare un gelato. Per strada i complimenti non mancavano.

lunedì 1 luglio 2013

Cronaca di giorni estivi (1)

Nel mio soggiorno in Olanda, dal 26 aprile al 7 giugno, ho avuto tempo freddo, molta pioggia e qualche giorno di bel tempo con sole, e nei parchi, nelle strade e nel nostro giardino è esploso il verde. Tornata a Roma ho trovato un'estate che andava a gonfie vele. Ho cominciato da subito a fare passeggiate per Roma, da sola o con un'amica. Come facevamo ormai da tanti anni la mia amica Junko ha ripreso a venire a pranzo da me il sabato.
Dopo una visita alla scuola di Via di San Giacomo con la mia amica Rieteke ci sono tornata anche con David. La scuola è stata restaurata e adesso c'è un ascensore. Io e lui l'abbiamo preso fino al terzo piano. Ci siamo trovati davanti ad una porta. Si apriva e davanti a noi c'era l'enorme terrazzone che copre tutta la scuola. Non ci sembrava vero di poter godere di una vista mozzafiato su chiese, giardini pensili in gran numero, palazzi antichi e in lontananza il Pincio. David aveva con sè la macchina fotografica e ha scattato a destra e a sinistra. Poi dentro la scuola ha riconosciuto l'aula che ha frequentato quando non aveva ancora 13 anni. La sua grande passione è sempre stata quella di disegnare, ha cominciato già da piccolino. Disegnava sempre, con disperazione del suo maestro delle elementari; ma David diceva che riusciva ad ascoltare meglio la lezione con carta e matita davanti a sè. Nel 1973 è stato ammesso a questa scuola d'Arte e di Mestieri in via del tutto eccezionale e l'ha frequentata per un anno. Il tema di uno dei disegni che ha fatto è stato "Quello che vedo dalla mia finestra." Quel disegno incorniciato l'abbiamo avuto sempre alla parete ma col trasloco David se ne è disfatto, non gli piaceva più. Io però lo trovavo ancora bello.

Vista dall'aula di pittura

Frattanto ci ha raggiunto la mia amica Flavia. Eravamo  rimaste d'accordo di vederci ad una cert'ora. David è andato via perchè aveva un appuntamento a Trastevere e con Flavia ho percorso di nuovo tutte le aule scoprendo dettagli sfuggitimi prima e commentando insieme i lavori che ci colpivano. Gli insegnanti gentilissimi ci davano spiegazioni. Purtroppo la scuola chiudeva già alle sette. Si era rinfrescata l'aria ed era troppo presto per  tornare casa e così abbiamo girato per le belle strade del centro prima di prendere la metro.

La vista dalla terrazza col Pincio


Giardini sui tetti

Giorni addietro ho preso un bus e ho trovato nelle vicinanze di Campo dè Fiori una delle succursali della scuola di Via di San Giacomo situata in Piazza San Paolo alla Regola in un vecchissimo palazzo. Ci sono andata per salutare Roberto, il  mio ex insegnante di Pittura su Stoffa che adesso è direttore di questa scuola. L'ho incontrato all'ultimo piano nel suo bell'ufficio. Ci siamo riconosciuti subito e abbiamo chiacchierato. Ho dei bei ricordi dei due anni del suo corso. Sua figlia, che era appena nata quando io frequentavo la sua classe, adesso studia Archeologia alla Sapienza e quando può va ad Amsterdam una città che ama. In questa scuola non c'è Pittura su Stoffa. Roberto mi ha detto: "Vienimi a trovare ogni tanto e salutami David caramente."
Carlos che è stato ospite da noi per un paio di giorni ha portato qualche volta la cagnolina Seila con sè a fare una passeggiata nel quartiere. Lui ama i cani e il suo mestiere è educarli. Ha immortalato Seila sulla fontana di Piazza di S.M.Maggiore.


Seila a Santa Maria Maggiore

David ha finito con la scuola (Liceo Artistico) dopo aver anche fatto l'assistente durante gli esami di maturità e, quando Laura ha dei giorni liberi dal suo lavoro vanno a Barbarano Romano dove hanno preso in affitto un appartamento. Prima o poi ci andrò per vedere con i miei occhi la natura stupenda che circonda il paesino. Le foto che scattano durante le loro gite sono una più bella dell'altra.



Barbarano Romano





lunedì 24 giugno 2013

Cena tra i gabbiani


Il 17 giugno c'è stata una cena sul terrazzo condominiale alla quale hanno preso parte tutti gli abitanti del palazzo che non avevano già altri impegni. La cena è stata organizzata quasi all'improvviso, una cena d'addio per una famiglia del quinto piano che si trasferisce in un'altra parte della città per essere nelle vicinanze della scuola dei due maschietti e per essere a due passi dallo studio del capofamiglia. Dispiace molto a tutti che questa famigliola simpaticissima lasci il palazzo.
Quattro anni fa quando David ed io e anche Laura ci siamo stabiliti in questa casa, anche allora ci fu una cena collettiva sul terrazzone ed è stato un modo carino di conoscere diversi coinquilini. Si è parlato ogni tanto negli anni passati di ripetere quella cena ben riuscita e finalmente si è presentata l'occasione. Eravamo una quindicina di persone, più due cani. C'era anche Carlos, il mio figlioccio, che era nostro ospite. E' nato a Roma e da piccolo si è trasferito con la sua famiglia nelle Marche. Da diversi anni vive nelle Isole Canarie a Las Palmas dove fa l'educatore di cani. Spesso in primavera viene in Italia e si ferma per qualche giorno da noi, prima e dopo una breve vacanza nelle Marche.
Faceva molto caldo quel giorno, ma sul terrazzo c'era una leggera brezza e quando il sole si è messo a dormire si stava magnificamente. Si mangiavano e si bevevano le tante cose buone portate da tutti, si chiacchierava, si scherzava, si raccontava. In poco tempo si è fatto buio e si accendevano le candele. Con l'imbrunire tantissimi gabbiani apparivano dal nulla e volavano alti sopra le nostre teste. La colonna sonora era il loro stridere. Le serate romane sono un incanto. Spero che si faccia in tempo a ripetere una simile cena con gli stessi simpatici amici del palazzo quando il 7 luglio arriveranno Sigrid, Kevin, Livia e Flaminia.
Carlos e David quella sera hanno scattato qualche foto. Carlos era felicissimo di essere presente a questa cena-sorpresa.








domenica 23 giugno 2013

Tornata dall'Olanda: estate a Roma

Interrompo un attimo il racconto della mia permanenza in Olanda per fissare sul mio blog questi ultimi giorni estivi a Roma.
Oggi pomeriggio sono andata alla mostra degli allievi della scuola comunale d'Arte e dei Mestieri di Via di San Giacomo che si svolge ogni giugno a fine anno scolastico. Quando sono a Roma e non ho altri impegni ci vado perchè tanti anni fa (Circa 19? Sembra ieri!) ci ho frequentato il corso Pittura su Stoffa. Allora quasi ogni pomeriggio mi recavo alla scuola e disegnavo, lavoravo al tavolo luminoso, facevo "maschere" che appplicavo su una base di stoffa, poi tamponavo gli spazi vuoti con una spugnetta intrisa nel colore. In questo modo si potevano decorare sciarpe, federe da cuscino, tovaglie, T-shirts, oppure creare dei quadri. Tutta la classe con il valido e stimolante aiuto del nostro professore lavorava con zelo. Il buffo era che ogni tanto David, mio figlio, faceva un salto in classe per vedere come sua madre se la cavava (in genere sono i genitori che seguono i figli). Chiaccherava con il mio professore Roberto Cumbo e sono diventati amici. Mi ricordo che un giorno è entrato nel nostro locale un insegnante di un'altra classe che, vedendo David che mi osservava mentre lavoravo, si è meravigliato che io avessi un figlio così grande e che questo figlio si interessasse ai progressi di sua madre. Questo docente si vestiva sempre in modo drammatico, con un nero mantello ed un cappello a larghe falde. A fine anno scolastico ho partecipato alla preparazione della mostra di noi allievi ma poi sono partita per il Canada. David mi ha fatto sapere per telefono che era andato all'esposizione e, tra i miei lavori, era piaciuto specialmente il quadro, e che il mio voto sulla pagella era un dieci. Io non sapevo niente di voti e ho riso incredula. Quel quadro Sigrid e Kevin ce l'hanno sopra il divano e chissà, forse se ne sono anche stancati. Alla parete dietro il loro tavolo da pranzo è appeso un bellissimo quadro di David raffigurante un cavallo. Mentre ero ad Haarlem Livia ha disegnato, e molto bene, la testa di un cavallo. E per il mio compleanno, il 17 maggio, mi è arrivata una cartolina da Jan e Jennifer con sopra un cavallo dipinto da un'adolescente.
Oggi, durante la visita, ho dato un'occhiata in tutte le classi  insieme alla mia amica Rieteke. In ogni classe viene insegnata una materia diversa. Regnava un'atmosfera cordiale e simpatica. In ogni locale c'era, come ogni anno, un tavolo con sopra cose buone da mangiare e da bere, anche torte fatte in casa. Un uomo mi ha salutato come una vecchia conoscenza. Io, con la prosopagnosia che mi  ritrovo non l'ho riconosciuto all'istante e gli ho detto che non mi ricordavo quale materia insegnasse. E lui: "Ma io sono Filippo, è vero che mi sono fatto crescere la barba e ho tanti capelli grigi. E' lei che ha quel figlio alto non è vero?" Gli ho detto con serietà che è diventato più bello e mi è venuto in mente che è il prezioso bidello che facendo i salti mortali  riusciva a fornirci il materiale che ci serviva in classe. 
Nella classe di Pittura su Stoffa c'era un'altra insegnante e anche se i lavori esposti erano fatti bene mancavano quelle impronte fantasiose suggerite da Roberto. Ho appreso da una ragazza che Roberto è diventato direttore di una succursale di questa scuola che si trova in Piazza San Paolo alla Regola e che anche là è in corso la mostra degli allievi. Ci andrò per salutarlo.
Mi affacciavo alle finestre della scuola di Via di San Giacomo: la vista dei vecchi bellissimi palazzi con i loro giardini pensili mi incantava. Questi colori di Roma mi ammaliano.

Il cavallo di Livia


Il mio viaggio in Olanda, 2013

ingresso del B&B


biblioteca del B&B

stanza da letto del B&B

Il 26 aprile scorso sono partita per l'Olanda con l'Alitalia. A Schiphol mi aspettava Kevin, lo vedevo già attraverso i vetri della sala bagagli: handsome come sempre. Dalla macchina notavo gli alberi ancora spogli, niente fioriture come gli altri anni in aprile. Diceva Kevin che quest'anno la primavera non riusciva ad arrivare e perciò la natura era in ritardo di almeno un mese. Meno male che nel mio borsone aveva messo un indumento caldo da mettere sotto la giacca e una sciarpa:  faceva 7°. Sigrid e le bambine ci hanno aperto la porta e che caldi abbracci! Poi Flaminia si è data da fare mostrandomi i suoi giocattoli, la nuova carrozzina per le bambole ed altre acquisizioni. Tutte e due si sono messe i pattini  a rotelle che si chiamano skeelers ed ho ammirato come andavano avanti e indietro per casa. Uno spasso vedere il loro impegno, e come se la cavavano bene, erano carinissime e le ho trovate cresciute. Abbiamo cenato e poi era ora per le bambine di andare a letto. In genere vanno su verso le sette, questa volta si è fatto un pò più tardi.
La bella casa luminosa ha sul retro un giardino, anche lui ancora in veste invernale. Durante la mia permanenza l'ho visto pian piano adornarsi di verde e di fiori. Nei momenti di sole ce lo siamo goduti. 
La mattina dopo le bambine, già alle sei e mezza si sono infilate con me nel mio stretto letto: il divano. Era  sabato e perciò Kevin ha portato Flaminia a lezione di ginnastica artistica dalle 9 alle 10 e quando sono tornati siamo partiti in macchina per Antwerpen in Belgio, portandoci dietro per il viaggio panini preparati da Sigrid. C'era tanto traffico sull'autostrada e invece delle 2 ore previste abbiamo impiegato ben 4 ore per arrivare al B&B "Het Luxepaard", che è stato prenotato in anticipo. In macchina Sigrid ha raccontato delle storielle alle bambine e si ascoltava musica. Flaminia chiede sempre la musica Heavy Metal di zio Jan e sono rimasta meravigliata per come canta insieme al cantante del gruppo Astaroth, conosce tutte le parole in inglese a memoria pronunciandole come le sue orecchie le captano e, come il cantante, anche la sua voce raggiunge alte vette.
Il B&B si trovava in una strada tranquilla. Avevamo due grandi stanze confinanti, in quella sulla strada c'era un letto matrimoniale, in quella sul giardino tre letti singoli. Abbiamo camminato per le strade della città ed ammirato i molti begli edifici, osservando che il colore grigio prevaleva:  a differenza delle città olandesi non c'erano colori vivaci. Faceva freddo anche là. Abbiamo cenato molto bene in un affollato ristorante. Tornati nelle nostre stanze le bambine hanno giocato felicemente nell'ambiente nuovo con i giocattili che avevano portato nei loro zainetti, correndo avanti ed indietro. La mattina dopo, la prima colazione, molto curata e abbondante, si faceva al piano più alto in un'accogliente biblioteca. Ci serviva il gentile proprietario Henk Duyn, pittore e insegnante all'Accademia di Belle Arti. Poi Kevin e le bambine hanno accompagnato Sigrid e me al piccolo porto dove in un grande capannone il guru dell'alta moda belga Dries van Noten svendeva le bellissime stoffe rimaste della sua ultima collezione. Kevin e le bimbe sono andati allo Zoo e noi siamo rimaste immerse nell'osservare e tastare l'abbondanza di tessuti appoggiati sugli scaffali. Con noi c'era gente venuta da tutte le parti del mondo. Dopo diverse ore Sigrid è riuscita a scegliersi quattro tagli di stoffa bellissima con i quali farsi dei vestiti in futuro. C'era anche la maestra del corso di cucito di Sigrid e le ha dato dei consigli sul metraggio.
Era ormai ora di pranzo ed in un grazioso localino su una piazzetta Sigrid ed io abbiamo mangiato una fetta di pane integrale con un ricco companatico accompagnata da una tazza di tè che ho gustato appieno. Poi nel centro della città, sulla grande piazza Groenplaats abbiamo aspettato su una panchina al sole che ci raggiungessero Kevin, Livia e Flaminia. Le bambine hanno mangiato un gelato e dopodichè ci siamo ritirati per un pò nel nostro B&B.
Poi siamo andati alla ricerca di un posto dove cenare. Abbiamo scoperto una piazza vivace, piena di vita dove giocavano bambini di tutti i colori. Anche Livia e Flaminia si sono sbizzarrite sui giochi. 
E in quella piazza in un piccolo, grazioso ristorante abbiamo consumato il nostro pasto serale. Il tempo era fresco ma bello e perciò dopo cena le bambine hanno continuato a giocare in piazza. Una volta tornati nelle nostre stanze le bambine erano ancora scalmanate e correvano tutt'intorno abbracciando i loro péluches. Tutti quanti ci siamo coricati presto. Il giorno dopo, finita la colazione siamo ripartiti. Il simpatico propietario ci ha regalato un libro di una sua mostra.
Per il viaggio di ritorno ci sono volute solo 2 ore. Quello stesso pomeriggio ho accompagnato Kevin che portava Flaminia al suo corso di nuoto. E così ho potuto constatare che anche questa nipotina, di quasi cinque anni, se la cava benissimo in acqua.





venerdì 14 giugno 2013

Di ritorno a Roma

Da qualche giorno sono tornata a Roma dopo una permanenza di un mese e mezzo ad Haarlem in Olanda.
Ancora ho davanti agli occhi le immagini dei miei cari olandesini.
La mattina della mia partenza (il 7 giugno) mi sono salutata con le nipotine che andavano a scuola portate dal papà. Flaminia mi ha dato un grande bacio dicendo: "Mi mancherai."  Livia mi ha gettato le braccia intorno e stringendomi forte ripeteva: "Nonnina, nonnina, nonnina."  Ed io: "Tesorucci, amorucci, fra un mese ci rivedremo." Erano belle come sempre e come al solito vestite così carine che costituivano uno spettacolo per gli occhi.
Kevin è tornato in orario dal suo ufficio a Bussum per portarmi all'aeroporto di Schiphol. Il mio aereo della KLM partiva alle 14.10. Sigrid doveva prendere le bambine a scuola con la bakfiets.
Il viaggio è filato liscio e a Roma mi aspettavano David e Laura. A casa c'era la cagnolina Seila che scodinzolava. Era bello tornare a Roma anche se nel contempo avrei voluto stare con l'amato quartetto a Haarlem.
Ho subito chiamato Sigrid per far sapere che ero arrivata bene. Mi ha detto che secondo Flaminia : "Nonna deve sempre stare con noi." e Livia ha chiesto: "Ma perchè nonna è andata via?" Alchè Sigrid ha risposto:  "Perchè nonna ha la sua vita a Roma." Livia di rimando: "Ma non potrebbe avere la sua vita qui a Haarlem? Si deve comprare una casa vicino alla nostra e colleghiamo le due case con un passaggio."
Giorni addietro Livia e Flaminia si sono fatte fotografare con in testa il berretto che Jan e Jennifer avevano portato per loro da New York durante le vacanze di Natale. In genere non posano volentieri, ma quando Sigrid promette un soldino per il loro salvadanaio oppure una caramella sono disposte ad interrompere per un attimo i loro giochi. Il risultato? Eccolo!