lunedì 6 ottobre 2014

Washington Square Park e dintorni

Il 18 settembre, una bella giornata di sole con 67 gradi Fahrenheit/19 Celsius, dopo pranzo Jan mi ha lasciato al Washington Square Park e ha continuato il viaggio in scooter per andare al suo ufficio, a Brooklyn, che funziona anche come deposito dei vini che importa dall'Italia, e dopo aveva vari incontri con clienti.
Il parco della Piazza Washington è uno dei più conosciuti della città ed è grande 39.500 metri quadrati (New York ne conta 1900 di parchi) ed è sempre frequentatissimo. Nei prati in molti prendevano il sole sdraiati nell'erba, c'erano gruppi musicali e diversi personaggi strambi che però qui fanno parte del consueto paesaggio. Mi sono seduta su una panchina a guardare come molti bambini giocavano con degli attrezzi divertenti su piccole collinette di erba artificiale. Una bambina che arrivava con la sua tata, prima di avventurarsi sull'erba morbida, si levava le scarpine per poi correre con gioia verso le amichette. Genitori e tate si sedevano sull'erba vicino a loro; frequentando spesso questo parco si creano amicizie fra grandi e piccoli. Ho camminato sui sentieri ammirando alberi e piante, il tutto perfettamente curato. 





Su tavolini di pietra si giocava a scacchi. Un uomo seduto davanti alla sua scacchiera aspettava che qualcuno si sedesse con lui per giocare una partita. Il parco è anche attrezzato con tavoli da picnic e c'è un altro bello spazio giochi per bambini all'interno di un recinto di ferro. Ci sono bagni pubblici. Per i cani ci sono due dog runs (spazi per cani e i loro propietari), uno per cani di taglia piccola ed uno molto spazioso per cani grandi. Questi dog runs sono forniti di molte panchine e una grande panca che circonda un voluminoso albero. Per i cani ci sono una fontanella e un laghetto e per i padroni sono messi a disposizione sacchetti di plastica e riviste sui cani. Si vede che in questi posti sono felici sia i quadrupedi che i bipedi.


Oltrepassata la statua di Garibaldi ed un uomo che suonava musica classica al pianoforte sono arrivata alla fontana sui cui gradini erano seduti in molti, un paio di bambine camminavano nell'acqua. Quando fa caldo in tanti si rinfrescano nel laghetto della fontana, bambini e adulti, spesso in costume da bagno. Ed è permesso. Non ci si stanca mai di osservare la gente, un'umanità così varia è difficile da trovare altrove. In tutto ho visto quattro ragazze che potevano essere modelle, due di loro avevano un cagnolino al guinzaglio. Molti studenti frequentano il parco perchè tantissimi palazzi nei paraggi appartengono alla New York University.
Ho attraversato la strada per vedere la mostra fotografica di Ernest Cole alla Grey Art Gallery che aveva come tema l'Apartheid nel Sud Africa. Dopodichè mi sono nuovamente trasferita nel parco e, vicino all'Arco di Trionfo,  mi sono riincontrata con Jan. Dopo una lunga camminata ci siamo seduti come tutti gli anni su una delle panchine davanti al playground Vesuvio nella Spring Street, quartiere di Soho (South of Houston). Qualche anno fa su questa panchina erano sedute con noi delle signore italiane con le quali abbiamo chiacchierato. Da una vita abitano in uno di quei palazzi, ad un piano alto, senza ascensore. Dopo le spese del mattino si incontravano un attimo su una di quelle panchine per farsi compagnia. Non le abbiamo più incontrate. Questo quartiere è molto accogliente, una piccola città a se stante. Dopo ancora molti blocks abbiamo comprato da Agata e Valentina un breadpudding e un grande brownie. Siamo tornati a casa lungo il fiume Hudson con il New Jersey al lato opposto.
Per cena abbiamo mangiato un minestrone e visto un film. Con un senso di benessere.


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